Orologico Forum 3.0

Finiture e decorazioni

Bertroo

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Finiture e decorazioni
« il: Agosto 18, 2010, 11:13:54 am »
Come detto ecco di nuovo il topic sulle finiture e decorazioni dei nostri amati...spero più completo ed interessante rispetto a prima...ovviamente questo ci tengo a precisare che NON HA INTENZIONE DI ESSERE UNA LEZIONE DI TECNICA....per 2 motivi: 1) il più importante, non sono in grado d'impartire lezioni di tecnica a nessuno....2) è semplicemente un topic su quelle che a mio modo di vedere sono delle cose interessantissime riguardo l'orologeria meccanica...questo Topic sarà fatto di foto, terminologie e foto di apparecchiature...ed è frutto di tanta ricerca su internet, tanto materiale fotografico scaricato, tante fonti della "rete" e qualcosa di conoscenza personale....mi auguro che tutti possiate goderne ed usufruirne e parteciparvi nel modo più attivo possibile! Ma non perdiamo altro tempo....

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #1 il: Agosto 18, 2010, 11:14:33 am »
La Finitura dei Movimenti : Scuola Svizzera ed Americana

Anche chi non ha alcuna competenza di meccanica comprende che la finitura di un oggetto ha un costo non indifferente, e che quindi ha un senso concreto solo se aggiunge all' oggetto un valore superiore al costo oppure è strettamente indispensabile : nessuno comprerebbe, che so, un aspirapolvere con un guscio rugoso ed ineguale!

Ma allora nell' orologio, dove la finitura del movimento per definizione non si vede, perchè farsene carico ? la situazione sembra quella degli scalpellini delle cattedrali medievali, che finivano accuratamente anche pietre che nessuno poteva vedere.

In effetti, maestri scalpellini medievali ed orologiai agivano con la medesima logica.

Il punto è che una cattedrale è una enorme preghiera in pietra, e Dio non ha certo difficoltà a "vedere" ogni pietra, quindi ogni pietra doveva essere lavorata alla perfezione, sennò veniva meno l' efficacia stessa del lavoro. Più banalmente, ma altrettanto concretamente, un orologio non rifinito non funziona, e qiundi ancora una volta viene meno la efficacia stessa del lavoro.

Ma perchè la finitura è indispensabile nei movimenti degli orologi ?


Possiamo comprendere meglio la questione esaminando un attimo come venivano costruiti gli orologi. In sostanza prima dl 1850 circa c'era un solo processo possibile: i pezzi singoli, che so, assi, molle, piastre, ingranaggi, venivano realizzati uno ad uno, a mano, e poi montati assieme a formare l' orologio. E' evidente che per realizzare il componente singolo ci vuole una attrezzatura specifica, ed un certo grado di manualità e di esperienza parimenti specifici, e molto differenziati. Aumentando la richiesta di orologi fatalmente si svilupparono due tipi diversi di professionalità, chi produceva i componenti sempre a mano, ma in gran numero, e chi li assemblava poi a formare il singolo orologio. I produttori di componenti erano, ovviamente, specializzati (chi costruiva assi per gli ingranaggi non costruiva molle o piastre e viceversa) e quindi consegnavano pezzi "standard", ove ciascuno era simile, ma non uguae, a tutti gli altri. E' evidente che partendo da questo tipo di materiali non si poteva semplcemente montare l' orologio, era necessario ADATTARE ciascun pezzo a tutti gli altri. Le piastre, la platina e la piastra superiore dovevano essere rifinite attentamente, eliminando rugosità e difetti di planarità, ed arrivando a superfici perfette prima di poter passare alla lavorazione delle boccole per gli assi. In questo modo è evidente che progressivamente si arrivò a quello che oggi chiameremmo uno standard, visto che tutti gli orologiai costruivano movimenti simili e partendo da componenti a loro volta prodotti dagli stessi artigiani. La doratura, sempre parlando di piastre, forniva sia la soluzione tecnologica migliore sia un aspetto visuale gradevole, e presto, all' inizio dell' '800, si arrivò ad una eccellente qualità in questa lavorazione, che restò un "segreto" dei maestri orologiai svizzeri per quasi un secolo.

La finitura alla svizzera


Nella prima metà dell' 800 alcuni orologiai uscirono dall' ombra e costituirono quelle che divennero le maisons e poi la grande industria svizzera. Il punto è che questi caposcuola, comunque, vivevano e lavoravano nell' ambiente orologero svizzero, e quindi tutti usavano gli stessi componenti, e spesso anche gli stessi sottoinsiemi ed arrivavano a movimenti molto simili tra loro anche visivamente (il caso dei classicissimi "movimenti svizzeri a barre" o "à la Lepine" è emblematico, ed occupa circa 30 anni tra il 1820 ed il 1850). Per emergere dalla massa indifferenziata degli orologiai anonimi, quindi, i nostri dovettero creare quella oggi chiameremmo una immagine di marchio, o brand. Lo fecero costruendo movimenti di prestazioni particolari e tecnica raffinata, insomma giocando sulla costante qualità dei propri orologi: era quandi necessario che vi fosse qualcosa che li distinguevano dagli altri, ad una prima occhiata ed anche all' occhio inesperto. La scuola svizzera, insomma, pone l' accento sulla brand, sul marchio immediatamente discernibile sul quadrante, e, ed ai nostri fini è qual che conta, garantisce con il marchio la qualità della finitura; insomma, se è un orologio di Le Coultre o di Favre o di ... è molto preciso, e QUINDI è finito MECCANICAMENTE ai massimi livelli, non ho bisogno di aprirlo e GUARDARLO (salvo che non sia un intenditore, ma questa è un' altra storia).

Partendo da questa situazione concreta, quindi, la finitura classica alla svizzera è a piastra dorata, con ottima doratura, cura, ovviamente, negli aspetti meccanici, anglage (ossia trammento degli spigoli vivi) accurato, ma niente di più. Oltrettutto si tende anche a non mettere incisioni o diciture se non quelle assolutamente indispensabili (e, di regola, sul lato nascosto della platina) dato che da sempre c'è una certa aria di "mistero" o di, comunque, indeterminatezza circa la origine dei movimenti svizzeri. L' orologio svizzero è un orologio di brand, di marchio, e la qualità SEGUE il marchio.

La finitura americana

Per comprendere cosa sia la finitura americana dobbiamo comprendere innanzittutto cosa sia l' industria americana, che è totalmente e radicalmente diversa dalla svizzera, perchè è diverso l' ambito anche sociale ed economico in cui è nata. L' industria svizzera (siamo alla metà dell' 800) aveva alle spalle oltre un secolo di artigianato, di piccoli passi; l' industria americana nacque in 5 anni, e con obiettivi INDUSTRIALI fin dal primo momento. Lo scopo era produrre GRANDI QUANTITA' di orologi, e migliori di quelli che arrivavano dall' estero, e più (relativamente) economici, lo scopo era impadronirsi del mercato. Niente piccoli passi, era una Minerva che esce adulta ed armata dalla testa di Giove.

L' industria americana nasce nel 1850

Verso il 1850 negli USA alcuni visionari decisero che si potevano costruire orologi in un altro modo, senza realizzare ogni pezzo e poi ogni orologio a mano, ma sviluppando macchine utensili che fossero capaci di produrre componenti solo da assemblare, senza richiedere aggiustaggio. Questo, come sottoprodotto, avrebbe portato anche alla creazione di pezzi di ricambio standard, che non dovevano essere ulteriormente lavorati, e quindi ad aumentare in modo incredibile il numero degli orologiai, ossia dei punti dove un orologio poteva essere non solo acquistato, ma anche fatto riparare indipendentemente da dove era stato originariamente acquistato. Questo fatto aveva un interesse anche per l' Europa, ma un interesse relativo, dato che la popolazione europea era molto stanziale, difficilmente un europeo cambiava città o villaggio nel corso della sua vita; al contrario i grandi spazi degli Stati Uniti avevano portato ad un sistema di vita ove il cambiamento, la avventura portavano grandi masse di popolazione a spostarsi all' interno del continente-paese, e quindi poter far riparare OVUNQUE il proprio orologio era una condizione molto importante. I 3 visionari che al numero 34 di Water street a Rosbury,Massa., decisero di costruire una industria che non esisteva ancora (Davis, Dennison ed Howard) in una serata autunnale del 1850 avevano un progetto ambiziosissimo, mai tentato prima, ma sapevano perfettamente che si trattava di un mercato potenziale di milioni di persone, letteralmente immenso come il continente in cui vivevano. E' strano, ma l' industria americana ha un vero e proprio atto di nascita, la fondazione della American Horologue Co, di Rosbury.

La finitura industriale

Se i componenti vengono prodotti dalle macchine utensili e sono pronti all' uso, non richiedono altra finitura, è lapalissiano. Inizialmente l' idea era di copiare lo stile svizzero, bella doratura e basta. Peccato che la doratura svizzera fosse un problema più complesso che non la precisione meccanica, per alcuni anni non si riuscì ad ottenerne una uguale. Nel frattempo, però, proprio gli svizzeri scoprirono la nichelatura, che depositava uno strato uniforme di materiale duro sulle piastre già perfettamente levigate dal processo produttivo. Waltham (ormai la American Horologue era diventata la Waltham, o in esteso American Waltham Watch Co) comprese al volo che questa nichelatura poteva dare uno spazio per un tipo di lavorazione nuovo, la damascatura, dato che lo strato di nichel poteva essere inciso con un bulino molto tagliente dando un bel contrasto di colore: di qui sviluppare i pantografi incisori necessari per un' industria come quella americana fu un attimo. Ma perchè farlo ? nichelata o dorata la piastra andava benissimo, tecnicamente, era uno spreco di denaro lavorarci attorno ulteriormente. Non proprio, il cliente americano era diverso dall' europeo, e per parecchi motivi ...

L' orologio a stelle e striscie

L' americano "medio" della seconda metà dell' 800 (attenzione al "medio", un orologio costava comunque una fortuna ...) era pragmatico, attivo, impegnato a domare un continente e proiettato al futuro. Il suo orologio doveva essere preciso, solido, di lunga durata, e quando era necessario doveva esser riparato ovunque tra New York e San Francisco ci fosse l' insegna di un orologiaio o di un gioielliere. Contava la tecnica, la precisione, il resto era un corollario.

Naturalmente l' industria conosceva il tipo, e quindi non vendeva orologi, ma movimenti nudi. Il cliente sceglieva il movimento, e fatto questo decideva come doveva essere la cassa, il quadrante e le lancette, ma prima di tutto sceglieva il movimento (il che era un bell' handicap per gli svizzeri, che di regola arrivavano già incassati). In questo modo si capisce come una lussuosa, complessa, intricata ed intrigante decorazione fosse un elemento di importanza VITALE per la vendita, e quindi la finitura americana tendeva ad esser tanto più bella e complessa quanto maggiore era il costo del movimento il che è assolutamente naturale. Certo, poi, partendo da queste radici è ovvio che i movimenti classici americani facciano apparire i coevi svizzeri come "cosi" scialbi, che, oltrettutto costavano molto cari, più cari ancora degli americani. Il risultato fu una chiusura totale del mercato americano, che spazzò via gli orologi svizzeri nel giro di pochi anni nel decennio 1860-70. Favre Jacot, nel 1876, comprese bene la questione, ma ci vollero circa 60 anni perchè gli svizzeri potessero tornare negli USA in una certa quantità.

E poi ?

Con il tempo anche l' industria svizzera prese in considerazione la questione finitura, ed elaborò la teoria delle Cotes de Geneve, basata su schemi geometrici, e, certamente, meno "variopinta" di quella americana: lo fece anche sulla spinta del ritorno negli USA, quando nel '900 inizio la lenta e faticosa riconquista del mercato, che completò negli anni '50 del secolo scorso, quando l' industria americana si perse nel nulla per cause sue proprie. Comunque sia, questa vicenda ci ha lasciato dei movimenti veramente splendidi: è inutile negarlo, ma un bel tasca da collezione forse passa più tempo con il guscio posteriore aperto che altrimenti, sono una vera gioia per gli occhi

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #2 il: Agosto 18, 2010, 11:23:45 am »
La Finitura esclusivamente tecnica

Consideriamo come finitura esclusivamente tecnica quella necessaria a far funzionare correttamente il movimento. A rigore di termini la finitura necessaria per far funzionare un orologio dal 1860 circa in avanti , negli USA, non ha riflessi sull'estetica del movimento finito.
Le operazioni necessarie per il funziona,ento dell'orologio sono, seguendo i dettami classici della Federazione di Alta Orologeria:

1- Finitura dei pignoni e degli ingranaggi.
2- Finitura degli assi e delle sedi.
3- Finitura e lucidatura delle viti.

In effetti la prima finitura considerata dalla Federazione è l'Anglage, ma a rigore di termini riguarda la parte estetica e quindi la decorazione.E' estremamente sintomatico che il capitolare in questione non prenda in considerazione le piastre e la platina se nom come elementi dell'anglage, cosa pacifica oggi, che con le macchine a controllo numerico. E' quindi necessario aggiungere una fase (0), finitura e lucidatura dei componenti estesi, che prevede la finitura degli spessori e del parallelismo e l'applicazione dello strato di base, normalmente nickel, o in alcuni rari casi di movimenti particolarmente decorati un doppio strato, prima nickel integrale e poi oro su maschera adatta.

La prima decorazione l'Anglage


La FHH citata ha perfettamente ragione a porre il fuoco sull'anglage, passaggio indispensabile per qualsiasi movimento.
Molto brutalmente l'anglage consiste nel raccordare facce che giacciono su diversi piani che si intersecano, in modo da eliminare gli spigoli vivi.
Nulla vieta che sistemati i temi di cui sopra si possa saltare a priori l'anglage, ma l'apparenza del movimento risulterebbe in queste condizioni letteralmente terribile.
Ci sono due modi di fare l'anglage a mano o a macchina. In ambedue i casi la FHH prescrive che il raggio di curvatura sia rigorosamente costante, che i bordi sulle facce siano netti, che non ci siano sfaccettature nè aeree non rigorosamente lucidate indipendentemente dalla geometria dell'anglage, e per spiegare il concetto porta a esempio le eliche di navi e aerei. L'anglage a macchina è quasi identico a quello manuale, molto più pregevole, ma c'è un punto dove la realtà emerge. Non esiste una macchina utensile che riesca a riunire due anglage diversi con una sola linea di separazione, quindi la zona dell'angolo è forzatamente sfaccettata.

Le decorazioni superficiali

Definiamo "decorazioni superficiali" quelle in cui s'incide la superfice finita con un tagliente, ottendo così delle "figure" di diversa natura. In generale abbiamo 3 tipi di decorazione superficiale, ottenute con diverse tecnologie:

1- Le decorazioni lineari, tra le quali Cotes de Geneva e la Faux Cotes de Geneva.
2- Le decorazioni a simmetria assiali o "rose".
3- Le decorazioni complesse o damascature vere e proprie.
 
Nella prima foto un Anglage fatto  a regola d'arte dai mastri di Audemars Piguet
Nella seconda invece un classico movimento decorato a Cotes de Geneve
Nella terza foto una decorazione a "rosa"
Nell'ultima foto invece una decorazione "damascata"
 

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #3 il: Agosto 18, 2010, 11:30:31 am »
L'Anglage:
 
Ecco i requisiti che un ottimo Anglage dovrebbe avere:

La superficie del angolo dovrebbe essere regolarmente liscia

L'ampiezza dell'angolo deve rimanere costante, i suoi bordi sono paralleli


Un taglio non deve soluzione di continuità


Le sfaccettature sono inaccettabili

La qualità della lucidatura è quella di consentire la massima riflessione della luce


I lavori dovrebbero apparire puliti e ordinati, anche sotto il microscopio
 

 Come un angolo deve essere perfettamente regolare, senza graffi.
 
 

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #4 il: Agosto 18, 2010, 11:35:15 am »
I metodi dell'Anglage

Moderni metodi

Lavorazione
Attualmente l'anglage può essere direttamente lavorato con macchina CNC



Poi la lucidatura è fatta meccanicamente o con le spazzole.
Il metodo è ottimo per la produzione di massa, gli angoli sono puliti e regolari.
 
 
Cosa è una Macchina CNC???
   Le macchine CNC (computer numerical control in inglese), che fino agli anni ottanta erano usate solo per lavorazioni ad alta precisione, sono oggi molto diffuse e impiegate in quasi ogni campo della meccanica. La tecnologia delle macchine CNC ha coperto un po' tutti i rami della meccanica; le macchine a CNC più comuni sono presse piegatrici, punzonatrici, torni, fresatrici e macchine di taglio lamiera (laser, ossitaglio, plasma, a getto d'acqua, ecc.). Esse rappresentano l'evoluzione delle macchine NC, perché permettono il controllo numerico diretto da un computer esterno (DNC).
 
La maggior parte dei centri di lavoro controllati da computer sono dotati di movimento verticale del mandrino in grado di realizzare incisioni, sculture e lavorazioni di grandissima precisione. Lavorazioni realizzate su queste macchine possono anche arrivare ad essere indistinguibili ad un occhio non espertissimo rispetto a oggetti d'arte realizzati a mano. Se utilizzate con frese coniche o sferiche possono arrivare a creare superfici assolutamente lisce, di altissima precisione, in modo rapido, automatizzato e ad un costo estremamente contenuto. Le migliori macchine CNC arrivano a una precisione di un decimillesimo di millimetro (100 nanometri).
Le macchine CNC più avanzate sono dotate di testate orientabili (assi inclinabili) in grado di ruotare giroscopicamente lungo due assi (normalmente chiamati A, B, C o Q). Questo consente di inclinare l'utensile rispetto a tutti i piani di lavoro rendendo possibile realizzare figure molto complesse anche con forme di tipo organico e difficilmente ottenibili persino con una lavorazione manuale, come ad esempio una cavità con un singolo foro molto stretto ma sufficiente per far passare la fresa. Le teste inclinabili permettono anche di ottimizzare la lavorazione consentendo di lavorare con l'utensile inclinato rispetto al piano d'avanzamento, evitando di utilizzare la parte dell'utensile a velocità zero (centro di rotazione della fresa). Con i controlli numerici più recenti si iniziano ad implementare funzioni di lavorazione avanzata delle superfici, permettendo di lavorare superfici 3D NURBS in modo nativo, senza bisogno di programmi CAM intermedi. Lo sfruttamento ottimale delle caratteristiche di queste macchine può avvenire attraverso appositi accessori per copiatura e stampi oppure via computer, attraverso una catena di programmi: prima si crea con il CAD un oggetto, che poi viene passato al CAM che si incarica di creare il programma per la realizzazione su una data macchina, e infine il programma viene eseguito dalla macchina creando l'oggetto materiale.
Praticamente tutte le macchine CNC moderne sono "a circuito chiuso" (a catena chiusa o retroazionato): ogni asse è dotato di encoder (encoder rotativi oppure righe ottiche) che permettono al controllo di conoscere in ogni istante la posizione della testa di lavorazione rispetto al pezzo. L'uso di righe ottiche permette il recupero completo dei giochi della trasmissione misurando direttamente e non attraverso i cinematismi la posizione dell'asse e quindi una maggiore precisione di lavoro.
 
Caratteristica principale di queste macchine è il numero di gradi di libertà disponibili, detti assi della macchina. Per le frese sono generalmente 3, 4 o 5, per i torni si va da 2 a 4, le punzonatrici e le macchine per taglio hanno generalmente 2 o 3, mentre le pannellatrici (FINN-POWER, Salvagnini...) arrivano a 24 assi. Le piegatrici possono avere fino a 11 assi e sono le macchine "singole" più complesse; le macchine speciali combinate e i grandi portali di lavorazione possono arrivare ad avere anche decine di gradi di libertà o assi diversi. I tipi più comuni sono
 
  • 2 assi: movimento solo su X e Y. Pezzi limitati a lavorazioni piane senza variazioni di profondità.   
  • 2.5 assi (due assi e mezzo): si tratta di macchine in grado di operare su tutti e tre gli assi, ma soltanto a passi discreti su uno di essi (generalmente l'asse Z), cioè gestiscono l'interpolazione soltanto su due assi. Sono oggi il tipo più economico.   
  • 4 e 5 assi: oltre al movimento sui tre assi X,Y e Z si aggiunge l'inclinazione (ed eventualmente la rotazione) del mandrino o di una tavola rotobasculante solidale al piano macchina. Queste macchine possono realizzare praticamente qualsiasi tipo di sagoma purché la forma delle concavità non vada in interferenza con il mandrino. Queste macchine sono molto costose, e vengono usate anche per lavorazioni su pezzi di grandissime dimensioni (turbine, eliche navali, scocche per motori, stampi...)
  Nell'industria dei grandi trasporti si usano anche macchine dette "a 8 assi" o "a 10 assi": si tratta di centri di lavoro a due testate indipendenti, in grado di velocizzare le operazioni di lavorazione su pezzi di grandissime dimensioni come gli estrusi di alluminio e acciaio per le casse dei treni o le lamiere degli aerei.
 
Generalmente la programmazione di queste macchine avviene usando un linguaggio standardizzato, il cosiddetto codice ISO, in riferimento allo standard ISO 6983, che stabilisce una base comune a tutte le macchine CNC; praticamente tutti i costruttori, però, estendono o modificano le funzioni ISO previste, per cui lo standard deve essere considerato dai programmatori una guida di massima, che va integrata con la manualistica della particolare macchina da programmare.

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #5 il: Agosto 18, 2010, 11:41:58 am »
I metodi tradizionali

Anglage a mano, fatto di talento e tanto di tempo! ;D ;D ;D

Tempo di esecuzione:
Alcune parti possono richiedere fino a 10 ore.

 

Ogni angolo viene levigato a mano


Gli artigiani sono oggi molto rari perché non esiste un sistema di formazione per questo lavoro. Solo alcuni concetti vengono insegnati nelle scuole di orologeria. Per ovviare a questo, gli orologiai tramandano di allievo in allievo le tecniche.

Nelle foto un artigiano alle prese con un Anglage....
 
 


Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #6 il: Agosto 18, 2010, 11:46:27 am »
Nella prima foto un Anglage fatto con macchina CNC....mentre nella seconda un Anglage fatto a mano....le differenze si vedono.....
 
 

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #7 il: Agosto 18, 2010, 11:48:12 am »
Quando parliamo di Anglage parliamo anche di "bisellatura"...ma cos'è???
 
BISELLATURA =
Asportazione a mezzo di limatura o di tornitura degli spigoli vivi di leve, bascule, ponti, ecc.: è una lavorazione di rifinitura estetica riservata a prodotti di alta qualità.

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #8 il: Agosto 18, 2010, 11:52:15 am »
   
  Cotes de Genève

[/t] 
      Lavorazione diffusa, a coste parallele e rettilinee, realizzata con una fresa che lascia sottili striature.
[/t]   
Alcuni esempi di Cotes de Geneve:
 
 
« Ultima modifica: Agosto 19, 2010, 12:44:59 pm da Roberto »

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #9 il: Agosto 18, 2010, 12:06:33 pm »
Altra decorazione presente nei movimenti è il perlage....sopratutto sulla platina...
 
Perlage:Decorazione realizzata con una fresa dotata di puntale cilindrico impiegata con una pasta abrasiva superficiale su ponti, rotore o platine in forma di numerose rosette affiancate e leggermente sovrapposte.
 
 
« Ultima modifica: Ottobre 23, 2010, 02:16:26 am da Roberto »

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #10 il: Agosto 18, 2010, 12:10:18 pm »
Splendido movimento Chopard L.U.C. insignito del Punzone di Ginevra, con ponti decorati ad Anglage e Cotes de Genev, con platina decorata a perlage e finiture soleil sul microrotore!!! :P :P :P :P
 
 

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #11 il: Agosto 18, 2010, 12:14:48 pm »
Roger Dubuis RD14
 
Patek Philippe
 
Vacheron Constantin
 

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #12 il: Agosto 18, 2010, 12:18:38 pm »
Ovviamente il perlage non lo troviamo solo sulla platina ma anche su altre parti dell'orologio tipo rotori e/o quadranti....
 
 

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #13 il: Agosto 18, 2010, 12:22:17 pm »
Si è detto del Punzone di Ginevra.....ecco un breve cenno storico e di cosa si tratta....
 
 Il Punzone di Ginevra   
 
Il "Punzone di Ginevra" è il più prestigioso riconoscimento di cui un orologio possa godere.

Per poter fergiarsi di tale riconoscimento, un orologio deve distinguersi per le seguenti caratteristiche:

1) Le parti in acciaio devono avere gli angoli lucidati, i lati ètirè, le superfici visibili levigate, le teste delle viti lucidate, le scanalature e gli orli smussati.
2) Tutto il movimento dev'essere fornito di rubini con fori lucidati.
3) La spirale dev'essere fissata da una piastra scanalata con pitone a testa e collo arrotondati.
4) La racchetta di regolazione è ammessa, a eccezione dei calibri extra-piatti.
5) I sistemi di regolazione con bilancere a raggio di rotazione variabile sono ammessi.
6) Le ruote del treno del tempo devono essere smussatesopra e sotto e avere bordi lucidati.
7) La tige e le superfici dei pignoni devono essere lucidate.
8)La ruota di scappamento deve essere leggera, le superfici di riposo devono essere lucidate.
9) Le delimitazioni dell'angolo percorso dall'ancora devono essere realizzate con due paracolpi fissi, senza copiglie o perni.
10) I movimenti forniti di sistemi antiurto sono accettati.
11) il rocchetto e la ruota a corona devono essere realizzati conformemente ai modelli depositati.
12) Le molle a filo non sono ammesse.

 
Un pò di storia

Instituito legalmente il 6 novembre del 1886 il "bureau de contrôle facultatif des montres de Genève" è stato
probabilmente il primo esempio di organo di controllo della qualità e della provenienza degli orologi svizzeri, infatti già
allora era frequente la pratica della contraffazione o comunque dell'utilizzo fraudolento della provenienza degli
orologi.
Gli orologiai della zona di Ginevra, dove l'orologeria all'inizio del XVII secolo era già industria florida, addirittura già
nel 1601 decisero di unirsi in corporazione creando degli statuti appositi.
La corporazioni prevedevano serie regole di entrata ed appartenenza, come il periodo da 1 a 4 anni per la
formazione dell'apprendista artigiano per l'entrata di diritto al titolo di "maîtrise" e dopo essere stato giudicato degno
d'essere ammeso nella corporazione questi veniva autorizzato ad eseguire un "chef d'oeuvre".
Queste severe norme di autoregolamentazione sono state alla base del futuro successo mondiale dell'orolgeria
svizzera.
Le corporazioni e maîtrises vennero abolite nel 1795.
Questo periodo di "buco" nell'autoregolamentazione permise ad alcuni fabbricanti di fare un uso improprio del nome
di Ginevra, utilizzando incisioni "arbitrarie" su orologi fabbricati altrove e sfruttando dunque il nome di "Ginevra" a
scopi pubblicitari.
La risposta a questa situazione venne data con la crezione della Société des Horlogers, fondata nel 1873 che
comunque non affontò con sollecitudine immediata il problema ma diede le basi alla creazione di organismi preposti
al "controllo degli orologi", dando seguito alle preghiere di molti orologiai che chiedevano a "Ginevra" la certificazione
dell'autenticità e della provenienza delle creazioni dando agli acquirenti ed ai produttori delle garanzie e degli
strumenti di ricorso sanciti legalmente.

Il "punzone di ginevra" concesso appunto dal "bureau de contrôle facultatif des montres de Genève" è ed è stato un
riconoscimento molto importante nell'alta orologeria elvetica, già da solo è simbolo di alta cura costruttiva e prestigio.
Non sono molte le manifattura che possono di diritto "sfoggiarlo" nei loro calibri.

 
Un movimento fregiato del Punzone è fscilmente riconoscibile in quanto sul ponte è presente questo simbolo:
 
 

Bertroo

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Re:Finiture e decorazioni
« Risposta #14 il: Agosto 18, 2010, 12:36:28 pm »
Qualche immagine goduriosa di movimenti altamente rifiniti!!! :P :P :P :P :P :P :P