Orologico Forum 3.0

Quando il nuovo è rifiutato

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #30 il: Maggio 30, 2015, 15:36:59 pm »
Citazione
Un quadro è unico, gli orologi possono essere fatti in serie, più o meno esigua o limitata.

E' ciò che scrivo da anni ogni qual volta un orologio viene definito opera d'arte.
L'opera d'arte è unica ed irripetibile neanche dal suo stesso autore!
In meccanica tutto può essere replicato e da qui il termine inappropriato di opera d'arte.
Mah il termine può non essere appropriato se consideriamo la non riproducibilità delle opere come la Gioconda o altro, ma esistono moltissimi orologi che sono stati fatti da grandi maestri del passato e che sono solo "potenzialmente" riproducibili perché penso che nessuno abbia la pazza idea di riprodurre un Marie Antoniette interamente a mano come si faceva allora e coi materiali dell'epoca, e con quale abilità nelle lavorazioni poi, tecniche perdute nel tempo e poi si parlava di geni come Breguet.
Ergo a conti fatti anche alcuni orologi sono unici e irripetibili come opere d'arte, almeno per me.

Non mi trovi d'accordo Leo, che nessuno avrebbe la pazza idea di tentare non esclude comunque che se un fenomeno ci provasse non potrebbe riuscirci, e non potrebbe addirittura migliorarlo. Le opere d'arte non sono riproducibili neanche dallo stesso autore, miglioramenti o peggioramenti sono in arte solo soggettivi, mentre in meccanica sono oggettivi.
Il discorso vale ma...solo per i pezzi unici . Ogni artista ha anche opere seriali, in cui se va bene mette solo la firma, ed in questo caso ( litografie, serigrafie e ai detersa tiratura) il discorso è esattamente lo stesso. Non solo, ma se come dovrebbe essere ad un certo livello le finiture sono manuali, puoi lo stesso dire che ogni pezzo prodotto è unico in una certa misura.
Poi il mio constatare affinità era sui sistemi di mercato, non sui metodi produttivi . Ad esempio per un orologiaio che fa i suoi orologi, essi sono comunque mezzo espressivo, sono opera di ingenuo intellettuale, di passione, di abilita manuali e mentali, di ricerca del bello. Le differenze sono minori di quanto si possa credere con l'oolrogieria meccanica di alto livello.
Esattamente, e poi Marco tu stesso hai affermato che anche i ripetizione minuti, proprio perché vengono "accordati" e fatti a mano in alcuni passaggi, hanno un suono uno diverso dall'altro pur trattandosi apparentemente dello stesso orologio, il che li rende un po' unici.
Alessà non so a te ma a me da appassionato questa immagine del Marie Antoinette toglie il fiato, avrei voluto vederlo al Louvre ma non ne ho avuto l'opportunità.

Non c'è nulla di nobile nell'essere superiori a qualcun'altro.
La vera nobiltà è nell'essere superiori a chi eravamo ieri.
-Samuel Johnson-

ilcommesso

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #31 il: Maggio 30, 2015, 15:53:51 pm »
Se parliamo di emozioni, entriamo nel campo della soggettività, quindi il mi piace o non mi piace.

Se uno si emoziona guardando un nome sul quadrante o la mega tapisserie, potete forse considerarlo incapace di cogliere le novità?
 Voi svincolate il discorso dai numeri e dai soldi, ma è utopia.

Io mi emoziono più guardando una tela di haring che una scultura di giacometti.
« Ultima modifica: Maggio 30, 2015, 15:58:38 pm da ilcommesso »

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #32 il: Maggio 30, 2015, 16:01:09 pm »
Se parliamo di emozioni, entriamo nel campo della soggettività, quindi il mi piace o non mi piace.

Se uno si emoziona guardando un nome sul quadrante o la mega tapisserie, potete forse considerarlo incapace di cogliere le novità?
 Voi svincolate il discorso dai numeri e dai soldi, ma è utopia.
L'arte stessa deve trasmettere emozioni, altrimenti non serve a nulla.
E poi scusami ma se uno si emoziona con un nome o con la mega tapisserie, sarebbe ora che ampliasse i suoi orizzonti se no fa la fine di massotto... ;D
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ilcommesso

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #33 il: Maggio 30, 2015, 17:39:16 pm »
Se parliamo di emozioni, entriamo nel campo della soggettività, quindi il mi piace o non mi piace.

Se uno si emoziona guardando un nome sul quadrante o la mega tapisserie, potete forse considerarlo incapace di cogliere le novità?
 Voi svincolate il discorso dai numeri e dai soldi, ma è utopia.
L'arte stessa deve trasmettere emozioni, altrimenti non serve a nulla.
E poi scusami ma se uno si emoziona con un nome o con la mega tapisserie, sarebbe ora che ampliasse i suoi orizzonti se no fa la fine di massotto... ;D

A me un quadro di Morandi non trasmette nulla.
sarà un maestro indiscusso, ma vasi e mele mi entusiasmano quanto lo schermo spento della tv.

Quello che mi emoziona o mi interessa è soggettivo, se parliamo di arte posso guardare le performance della abrahmovic ma di solito resto perplesso.

Amplio i miei orizzonti, ma se non mi piacciono e non mi emozionano non ci posso fare nulla.

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #34 il: Maggio 31, 2015, 10:06:08 am »
Anche a me quelle pitture di Morandi non trasmettono nulla ed e' perfettamente normale non apprezzare tutte le forme di arte, nessuno lo fa a meno che non sei un critico di professione, ma anche la c'è il soggettivo ed entrano comunque in gioco delle preferenze.
In orologeria comunque non si tratta solo di gusto soggettivo, ma di riuscire a capire perché industrialmente si fa una scelta anziché un'altra, fare una macrotapisserie è probabilmente più semplice e meno costoso che fare una microtapisserie, e il risultato frutto di questa scorciatoia agli occhi di chi sa apprezzare è evidente, stessa cosa vale per il panino contenuto in un OS, che poi questi grotteschi tentativi di unire il minimo sforzo al massimo risultato trovi anche dei consensi è un altro paio di maniche e da la percezione della pochezza delle idee dell'industria attuale, giustificata tra l'altro anche da una richiesta di mercato.
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ciaca

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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #35 il: Giugno 01, 2015, 09:46:30 am »
Io comunque tutte queste sconvolgenti novità rifiutate, sul piano estetico, non le vedo. Vedo molti orologi che di "nuovo" propongono sempre e solo dimensioni fuori scala ossia ingrandimenti di orologi "tradizionali", oppure scelte estetiche modaiole e moderniste come il pvd o il caucciú, roba vista e rivista e che su orologi comunque di stampo tradizionale stanno come il cavolo a merenda.
Insomma, cose che ridefiniscono il "linguaggio" estetico dell'orologio da polso francamente non ne vedo, e quelle poche che potrebbero assomigliarci sono talmente legate ad alcune scelte alla moda (gigantismo, modernismo, gomme e pvd) da essere più convenzionali degli oggetti classici demodé a dispetto dell'apparenza.
In questo più che un nuovo impressionismo vedo un'impressionante crisi di idee.
"A megghiu parola è chidda ca un si dici"

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #36 il: Giugno 01, 2015, 17:45:42 pm »
Esattamente, la pochezza di idee è un tema ricorrente da tempo oramai, quando c'è qualcosa di nuovo spesso si tratta di esercizi di stile fini a se stessi con prezzi da capogiro o prototipi che non vedranno mai il mercato ed in entrambi i casi saranno al 99% prodotti con misure XL alla moda, anche senza giustificazioni di natura tecnica, e che ne limitano in molti casi il piacere di indossarlo(e di possederlo)IMHO.
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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #37 il: Giugno 01, 2015, 19:26:32 pm »
Onestamente non vi seguo: quando mi riferisco a qualcosa di nuovo non mi riferisco certo ad orologi con cassa tonda e dimensioni modaiola, nè a OS o cose simili. Sostenere che non esiste nulla di veramente nuovo mi sembra totalmente sbagliato,ma ripeto, questo conferma quello che già pensavo e la ragione per cui ho aperto il topic.
Contro ogni talebanismo, ora e sempre

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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #38 il: Giugno 01, 2015, 19:29:45 pm »
Onestamente non vi seguo: quando mi riferisco a qualcosa di nuovo non mi riferisco certo ad orologi con cassa tonda e dimensioni modaiola, nè a OS o cose simili. Sostenere che non esiste nulla di veramente nuovo mi sembra totalmente sbagliato,ma ripeto, questo conferma quello che già pensavo e la ragione per cui ho aperto il topic.

In effetti hai ragione, io ti seguo, so di cosa parli, esteticamente inavvicinabili per me ma ammirevoli per tecnica e voglia di percorrere nuove vie.

ciaca

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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #39 il: Giugno 01, 2015, 20:48:26 pm »
Io in un urwerk di veramente nuovo sul piano stilistico vedo poco o nulla, vedo molte scelte alla moda vestite da avanguardia ma che di vera avanguardia mi pare abbiano poco. Anche sul piano meccanico certe cose assomigliano più ai classici effetti speciali per stupire.
Non é questo l'impressionismo orologiero, secondo me. Infatti non mi paiono troppo rifiutati, sono al contrario giocattoloni molto alla moda, come i sevenfriday (fatte le debite proporzioni di pregio e di prezzo).
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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #40 il: Giugno 01, 2015, 20:53:18 pm »
Io in un urwerk di veramente nuovo sul piano stilistico vedo poco o nulla, vedo molte scelte alla moda vestite da avanguardia ma che di vera avanguardia mi pare abbiano poco. Anche sul piano meccanico certe cose assomigliano più ai classici effetti speciali per stupire.
Non é questo l'impressionismo orologiero, secondo me. Infatti non mi paiono troppo rifiutati, sono al contrario giocattoloni molto alla moda, come i sevenfriday (fatte le debite proporzioni di pregio e di prezzo).
Come fai a considerare un Urwerk come un orologio di moda? Fanno a malapena duecento pezzi l'anno, e non mi pare proprio che siano una moda. Forse sono una delle cose meno di moda che ci siano. Già nel concetto di nom convenzionale vi è la negazione del concetto di moda.. Quando io scrivevo che ci sono persone incapaci di vedere il nuovo mi riferivo proprio a valutazioni di questo tipo.
« Ultima modifica: Giugno 01, 2015, 20:55:17 pm da mbelt »
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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #41 il: Giugno 01, 2015, 20:57:24 pm »
Io in un urwerk di veramente nuovo sul piano stilistico vedo poco o nulla, vedo molte scelte alla moda vestite da avanguardia ma che di vera avanguardia mi pare abbiano poco. Anche sul piano meccanico certe cose assomigliano più ai classici effetti speciali per stupire.
Non é questo l'impressionismo orologiero, secondo me. Infatti non mi paiono troppo rifiutati, sono al contrario giocattoloni molto alla moda, come i sevenfriday (fatte le debite proporzioni di pregio e di prezzo).

Dai Angelo, che piaccia o no, ma come fai a dire che non sia una cosa completamente nuova?
Cosa ci vedi del passato?


ciaca

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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #42 il: Giugno 01, 2015, 20:59:54 pm »
Per me un orologio enorme, in pvd e con stile chiaramente ispirato alla meccanica futuristica é un orologio "alla moda".
Si chiami mille, urwerk, cvstos o sevenfriday, ne facciano 200 o 2.000.000 da questo punto di vista poco cambia.
Per fare avanguardia le mode bisogna superarle, gli impressionisti cambiarono completamente la tecnica della rappresentazione (ma non i soggetti) e con essa gli stilemi del classicismo.
La stessa cosa non accade in orologeria. Se urwerk proponesse i suoi satelliti tridimensionali saltanti in casse di piccolo diametro e con stilemi retró e demodé, paradossalmente, sarebbe molto più all'avanguardia. Secondo me i primi urwwerk erano molto, ma molto più d'avanguardia degli attuali (e infatti molto meno capiti e apprezzati degli attuali)
« Ultima modifica: Giugno 01, 2015, 21:01:39 pm da ciaca »
"A megghiu parola è chidda ca un si dici"

Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #43 il: Giugno 01, 2015, 21:09:26 pm »
Per me un orologio enorme, in pvd e con stile chiaramente ispirato alla meccanica futuristica é un orologio "alla moda".
Si chiami mille, urwerk, cvstos o sevenfriday, ne facciano 200 o 2.000.000 da questo punto di vista poco cambia.
Per fare avanguardia le mode bisogna superarle, gli impressionisti cambiarono completamente la tecnica della rappresentazione (ma non i soggetti) e con essa gli stilemi del classicismo.
La stessa cosa non accade in orologeria. Se urwerk proponesse i suoi satelliti tridimensionali saltanti in casse di piccolo diametro e con stilemi retró e demodé, paradossalmente, sarebbe molto più all'avanguardia. Secondo me i primi urwwerk erano molto, ma molto più d'avanguardia degli attuali (e infatti molto meno capiti e apprezzati degli attuali)
L'ho detto più volte a me il 103 piace molto, ma molti proprio non li comprendo, sono sgraziati nelle forme, nei colori e nelle dimensioni, ma quello che gli debbo però riconoscere è almeno una certa originalità, un Urwerk se lo vedi lo riconosci quasi subito anche se pure loro hanno cambiato diversi stili ed anche nel breve tempo dell'esistenza del marchio. Di moda no, direi di no, do ragione a Marco, l'unica cosa di moda sono le misure spesso eccessive, ma in questo caso specifico mi pare più una coincidenza che altro.
Per ciaca, magari li facessero con casse più piccole e con richiami retrò, credo che sarebbero bellissimi e ancora più originali!
« Ultima modifica: Giugno 01, 2015, 21:12:55 pm da leolunetta »
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Re:Quando il nuovo è rifiutato
« Risposta #44 il: Febbraio 14, 2016, 18:01:27 pm »
Sabato mattina visitavo la mostra su Toulouse-Lautrec allestita a Roma.

Di questo celebre pittore e illustratore sappiamo che fu un artista fortemente innovativo. Maturò il suo stile negli anni dell'esplosione impressionista, eppure non si inserì in quest'alveo: seppe andare oltre, sviluppando un tratto talmente personale da risultare - e restare - per certi versi unico.

Ebbene, leggendo i pannelli della mostra, mi ha colpito una sua citazione (che mi ha fatto pensare a questo topic):

"Nel nostro tempo ci sono artisti che fanno qualcosa perché è nuovo. Vedono il loro valore e la loro giustificazione in questa novità. Tuttavia ingannano loro stessi...
La novità è raramente l'essenziale. Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca".


Ovviamente, Toulouse-Lautrec cerca di mettere a fuoco l' "essenziale" di un campo particolare, quello della rappresentazione artistica.
Però mi sembra se ne possa trarre un importante insegnamento generale: la necessità di non essere ammaliati, in tutti i campi, dal "nuovo" in sé, bensì da quel nuovo che sappia rappresentare un reale - seppur piccolo, a volte infinitesimale - miglioramento.
"Non esistono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare" (Seneca)