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Omicidi, seriali e no

mbelt

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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #15 il: Dicembre 04, 2015, 21:25:54 pm »
Un dettaglio ulteriore ma molto significativo sulla dinamica dei duplici omicidi. Un elemento che colpi chi esaminò i corpi e le scene del delitto fu che risultava evidente che il maniaco non toccava con i guanti i corpi. O meglio trascinava il corpo di lei fuori dalla macchina, per i polsi. Ma evitava il più possibile ogni contatto diretto. Usava sempre i guanti, mai una impronta fu trovata, mai. Questo tratto, il fatto per esempio che non slacciasse la cintura delle donne ma la tagliasse con la lama, e altre cose di questo tipo sono stati elementi importanti nel tracciare il profilo psicologico del maniaco. Profilo non difficile da tracciare soprattutto per gli esperti americani che lo scrissero con molta precisione, peccato che non sia stato usato nelle indagini, uno dei più grossi errori di tutta la vicenda investigativa. Fu possibile spiegare di che tipo di patologia soffrisse il maniaco, e anche della sua evoluzione nel tempo, confermata dalle scene del crimine.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #16 il: Dicembre 04, 2015, 23:31:09 pm »
Un dettaglio ulteriore ma molto significativo sulla dinamica dei duplici omicidi. Un elemento che colpi chi esaminò i corpi e le scene del delitto fu che risultava evidente che il maniaco non toccava con i guanti i corpi. O meglio trascinava il corpo di lei fuori dalla macchina, per i polsi. Ma evitava il più possibile ogni contatto diretto. Usava sempre i guanti, mai una impronta fu trovata, mai. Questo tratto, il fatto per esempio che non slacciasse la cintura delle donne ma la tagliasse con la lama, e altre cose di questo tipo sono stati elementi importanti nel tracciare il profilo psicologico del maniaco. Profilo non difficile da tracciare soprattutto per gli esperti americani che lo scrissero con molta precisione, peccato che non sia stato usato nelle indagini, uno dei più grossi errori di tutta la vicenda investigativa. Fu possibile spiegare di che tipo di patologia soffrisse il maniaco, e anche della sua evoluzione nel tempo, confermata dalle scene del crimine.

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mbelt

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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #17 il: Dicembre 04, 2015, 23:37:40 pm »
Un dettaglio ulteriore ma molto significativo sulla dinamica dei duplici omicidi. Un elemento che colpi chi esaminò i corpi e le scene del delitto fu che risultava evidente che il maniaco non toccava con i guanti i corpi. O meglio trascinava il corpo di lei fuori dalla macchina, per i polsi. Ma evitava il più possibile ogni contatto diretto. Usava sempre i guanti, mai una impronta fu trovata, mai. Questo tratto, il fatto per esempio che non slacciasse la cintura delle donne ma la tagliasse con la lama, e altre cose di questo tipo sono stati elementi importanti nel tracciare il profilo psicologico del maniaco. Profilo non difficile da tracciare soprattutto per gli esperti americani che lo scrissero con molta precisione, peccato che non sia stato usato nelle indagini, uno dei più grossi errori di tutta la vicenda investigativa. Fu possibile spiegare di che tipo di patologia soffrisse il maniaco, e anche della sua evoluzione nel tempo, confermata dalle scene del crimine.

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Quando ci sono di messo situazioni così , senza legami apparenti fra vittime e assassini, disporre di un quadro o profilo psicologico ( e non solo) dell'assassino è fondamentale per la sua ricèrca. Gli italiani non avevano esperienza e chiesero al massimo livello negli USA. E lavorarono molto bene, considerando il caso semplice in sè, perché fortemente connotato. Quel lavoro è finito poi in anni successivi nelle mani di criminologhe italiani riscuotendo un unanime apprezzamento. Ancora di più è imperdonabile che non si sia usato per escludere che Pacciani fosse colpevole. Bastava solo questo, ed invece faceva comodo non tenerne conto.
Il rebus era facile da risolvere:  tra i sardi chi era che aveva questi tratti? Una volta trovato, le probabilità che non fosse l'assassino sarebbero state ridottissime.
« Ultima modifica: Dicembre 04, 2015, 23:39:45 pm da mbelt »
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #18 il: Dicembre 05, 2015, 19:51:15 pm »
Ora mi occuperò di Zodiac, una vicenda USA molto molto complessa, non meno della precedente. Una indagine ancora aperta, senza colpevole, ma con un certo numero di sospetti, di cui uno con molti indizi a suo carico, ma è morto nel 1992, di morte naturale.
Non siamo in presenza di un serial killer che uccide a sfondo sessuale. Qui il profilo è molto più sfuggente e complicato, molto difficile da inquadrare. Da ciò che ha scritto, dalle sue tante lettere, tutte su internet, si capisce che il suo scopo era di farsi beffe delle forze dell'ordine. Devo dire che è riuscito a farlo in un modo che prima di leggere quello che scriverò difficilmente è immaginabile.

Neppure il numero esatto di vittime è certo: sicuramente sono sette, di cui cinque uccisi. Ma in realtà, come spiegherò si arriva con una quasi certezza alle 10, 11.
Zodiac è un pasticcione, forse persino sfortunato. Ogni volta che fa un agguato o un omicidio si fa vedere e lo vedono molte persone.
L'incubo ha inizio una fine di luglio del 1969, quando una stazione di polizia a Vallejo ( sud di San Francisco) , circa a mezzanotte da una cabina telefonica giunge una telefonata anonima che dice questo : "Ci sono due cadaveri nel parcheggio di ........, uccisi con una pistola calibro 9. Ho ucciso io anche quelli dello scorso Natale. Goooodbye ( con una sorta di cantilena macabra e beffarda)."

Due giovani ragazzi sono stati assaliti a colpi di pistola con silenziatore. Uno dei due, incredibilmente, sopravviverà, e testimonierà che quella sera , il 4 luglio, giorno di festa, era uscito con la sua fidanzata. Avevano cenato al Drive In, ma avevano notato una vettura con una sola persona a bordo che sembrava seguirli.....dopo le undici erano fermi ad un parcheggio lungo una strada di grande sperimento. Arriva proprio la vettura che li aveva seguiti per tutta la sera, si ferma leggermente dietro l'automobile, tiene il motore in moto a fari spenti. Avendola riconosciuta e dato il comportamento sospetto vi è una discussione tra i due per decidere se andarsene subito oppure affrontare questa persona. Decidono tragicamente di restare. L'auto dopo qualche minuto riparte, e i ragazzi tirano un sospiro di sollievo. Durerà poco: con un stridio di gomme la medesima auto tornerà nel parcheggio e metterà la vettura esattamente dietro quella delle vittime. Ne scende un uomo che sembra avere una torcia in mano. Pensano che sia un controllo della polizia i ragazzi ( potrebbe essere forse successo anche in alcuni assalti del mostro di Firenze a ben vedere, questo tragico errore), quindi estraggono il documento, ma l'assalitore spara alla ragazza alla guida che muore subito, mente lui sul sedile del passeggero sarà raggiunto da molti colpi ma nessuno mortale. Disse che questo assalitore aveva legato una torcia alla canna della pistola col silenziatore....e sparava.

Sei mesi prima quasi a Natale del 68, vicino erano  stati uccisi due altri giovani fidanzati in auto. Stavolta l'assassino non telefona nè manda alcun messaggio. Come avete visto con la telefonata del 4 luglio 69 rivendica anche quel primo omicidio, commesso con modalità del tutto analoghe con arma con lo stesso calibro ma diversa.

Ma i fuochi d'artificio cominciano ora. Infatti al San Francisco Chronicle, alla centrale di polizia di San Francisco, e ad altro quotidiano , giungono tre lettere anonime. In esse una persona dichiara di avere compiuto i due massacri, e fornisce una ricostruzione dei delitti aggiungendo dettagli che solo l'assassino poteva conoscere. Chiedeva che fosse pubblicato sui quotidiani entro il giorno successivo un crittogramma fatto da lui, in tre parti, ciascuna parte contenuta in una delle tre lettere. Qualora non ci fosse stata la pubblicazione, minacciava di uccidere almeno dodici persone nel fine settimana.
Non si era mai verificato in fatto simile prima, quindi vi è un dibattito tra coloro che volevano pubblicare e quelli che non volevano. Alla fine, verificata l'attendibilità della minaccia , il crittogramma fu pubblicato. L'assassino, ancora senza nome, nella lettera scriveva che aveva nascosto la sua identità nel crittogramma. Il crittogramma è molto complesso: strani 16 caratteri, presi da almeno otto codici diversi. Ma una coppia di professori lo legge e lo risolve. Il modo com un fu risolto merita di essere raccontato. Loro raccontarono che ipotizzarono che essendo un assassino, la parola kill doveva esserci...quindi da lì cercarono di identificare le parole che si traducevano con Kill. Poi via via componendo la chiave di lettura. Ma il messaggio decriptato fu una delusione: l'assassino diceva che provava piacere ad uccidere uomini perché l'uomo è l'animale più pericolo da cacciare , e perché le persone che uccideva divenivano suoi schiavi nell'aldilà, dopo la morte. Scrisse che non avrebbe rivelato la,sua identità perché voleva uccidere ancora e tanto..
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #19 il: Dicembre 05, 2015, 21:29:09 pm »
21 o 26 settembre 1969. Mentre in agosto gli inquirenti decidono di provocare pubblicamente l'assassino, chiedendo di fornire ulteriori dettagli sugli omicidi in modo da essere certi che chi scrive è l'assassino e non un mitomane ( in realtà già i primi particolari che aveva fornito erano assolutamente certo, come marca e modello dei proiettili usati, esatta posizione dei cadaveri, etc), lui manda altra lettera. Aperta con una frase che da quel momento aprirà ogni lettera del killer: " "This is the Zodiac speaking". Si dà un nome. Già la prima lettera contenga come firma un cerchio con sopra una croce, tipo croce celtica.
Ma torniamo al settembre di quell'anno, una coppia era in gita al Lago Berreyessa sempre a sud di San Francisco, non tanto distante dai luoghi del primo delitto. La ragazza vede da non tanto lontano un uomo con gli occhiali da sole che li fissa da lontano insistentemente . Avvisa il suo ragazzo ma questi le dice di lasciare perdere. Poi l'uomo sparisce dietro degli alberi. Ritornerà dirigendosi velocemente verso la coppia con una cappuccio in testa, è addosso una strana tuta artigianale, con sul petto dipinta una enorme croce col cerchio, il simbolo che Zodiac si era dato. Non fanno in tempo a scappare: l'uomo è armato, e ordina alla coppia di dargli le chiavi della loro macchina, perché è appena evaso dalla prigione, ha ucciso una guardia e vuole scappare. Le vittime obbediscono. Ma quel punto l'uomo slaccia dei pezzi di corda già preparati e ordina alla vittima donna di legare l'uomo. Infine sarà Zodiac a legare lei. Poi lui chiede all'assassino se la pistola che impugna è vera o è un giocattolo, e lui gli mostra il caricatore ( era vera) . A quel punto estrae un pugnale e colpisce ripetutamente a morte lei è lui. L'assassino scappa, le vittime urlano e qualcuno li sente e accorre. Zodiac si dilegua ma prima, altro fuoco d'artificio, trova l'auto delle due vittime, un VW Karman Ghia coupé bianca ( una bella automobile, che oggi fa quotazioni interessanti) e sulla portiera con un pennarello in bianco scrive una sotto l'altra le date dei due precedenti omici rivendicati, e sotto la data del giorno del terzo assalto con l'ora pomeridiana in cui avviene l'agguato, con l'aggiunta "by Knife" e l'aggiunta della solita croce cerchiata. Non ancora contento da una cabina telefona ad un radio privata dicendo che ha ucciso due persone al lago. In realtà l'uomo sopravviverà, e potrà raccontare quello che è successo, e fece n tempo a farsi descrivere dalla moglie prima che morisse l'uomo che poco prima li osservava insistentemente. Fu fatto un identikit abbastanza preciso che somigliava molto a quello fatto dall'uomo sopravvissuto al secondo agguato di Zodiac. Un tipo sui 30 -35 anni, un po' tarchiato, occhiali. A questo punto qualcuno si ricorda che molti anni prima in una spiaggia sempre a sud di San Francisco, un'altra coppia era stata trovata uccisa è legata da qualcuno. La cosa che faceva propendere per lo stesso assassino, sono le modalità dell'agguato, ma soprattutto questa caratteristica curiosa e rara, cioè dei pezzi di corda già pronti e tagliati della lunghezza giusta. Non si erano trovate tracce di quell'assassino, mai, fu solo fatto un identikit da chi vide qualcosa, di una persona chiamata Sandy. Questo uomo assomigliava come una goccia d'acqua agli identikit di Zodiac.  Arrivano nuove lettere sopratutto al San Francisco Chronicle con un altro crittogramma, molto più complesso del precedente, e nuove minacce e insulti sempre più pesanti alla polizia. Questo crittogramma mai sarà descrittato e vi è qualcuno che dubita che sia possibile farlo. Ma molto presto Zodiac torna in azione.
Stavolta siamo a San Francisco , dentro la città. Un uomo sale su un taxi , chiede di essere portato ad un certo indirizzo. Nessuno sa cosa accade dentro l'auto, l'unica certezza è che si ferma due isolati prima, e l'uomo spara un colpo di pistola calibro 9 alla nuca al conducente che muore sul colpo. A questo punto però capita un fatto inatteso: tre bambini dalla casa di fronte stanno guardano la scena, un uomo , l'assassino, scende dall'auto e lo vedono con uno straccio pulire una maniglia, poi salire al posto guida e spostare il cadavere dell'autista. A quel punto capiscono che è in corso una aggressione e chiamano la polizia. L'uomo scende dal taxi e si allontana a piedi. A questo punto accadrà uno degli errori più inverosimili della storia delle indagini del mondo. Una pattuglia è molto vicina la radio diffonde la notizia che un uomo ha assalito un taxi e si sta allontanando. Infatti o due poliziotti in macchina incrociano questo uomo, e lo guardano con attenzione . Siamo molto vicini al taxi ma non lo fermano . Perché ? Perché la radio aveva detto che l'assalitore era un uomo di colore. Ma si tratta di un tragico errore. In realtà la segnalazione riguarda un aggressore bianco....questo episodio vien tenuto nascosto anche all'interno della polizia perché gli agenti si sentono in colpa. Ma arriva la lettera di Zodiac che rivendica l'assassinio del taxista e come prova allega un brandello insanguinato della camicia del povero taxista ucciso, Paul Stine.  Ma stavolta si va oltre. Zodiac racconta di aver incrociato due agenti che stupidamente non lo hanno fermato ( lui gli agenti li chiama sempre maiali) . In una ulteriore missiva, giunta appena due giorni dopo vi è un curioso grafico: una diagram bomb . Zodiac mostra il diagramma di una bomba artigianale con cui farà saltare per aria uno Scuolabus di Sanfrancisco, oppure sparerà alle gomme del ScuolaBus " e ucciderà i piccoli cani ad uno ad uno con un fucile..,". È il panico completo perché la polizia prima tiene nascosta la minaccia ma comincia a far pattugliare gli scuolabus, poi è costretta ad ammettere la minaccia. Nel frattempo gli agenti che non hanno fermato Zodiac si autodenunciano: quello che racconta Zodiac è vero, purtroppo. Viene fatto un identikit ancora più dettagliato. Zodiac in una lettera successiva dirà che non lo prenderanno mai, che effettivamente è vero che ha quell'aspetto quando uccide, ma è una maschera perché il suo vero aspetto è diverso.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #20 il: Dicembre 05, 2015, 21:44:28 pm »
Mentre San Francisco vive ore di terrore, e tutti non fanno che parlare di Zodiac, succede un episodio tragicomico che però è molto istruttivo di come i media non fossero preparati a ragire ad una simile situazione. Ogni mattino va in onda su una televisione di San Francisco uno speciale in cui vi è un famoso avvocato, con telefonate dagli spettatori in diretta. Una telefonata anonima nella notte alla polizia avvisa che se il mattino dopo sarà presente in studio il formoso è ricchissimo avvocato Melvin Belli, lui chiamerà in diretta. Viene preso sul serio, e ci sarà un timoroso avvocato Belli. Il resto di questa cosa la trovate su YouTube. Il coniatore invita gli spettatori in diretta a non telefonare perché se chiama Zodiac deve trovare la linea li ebbra. Viene così mandata in diretta la telefonata di una persona che dice di essere Zodiac, parla a bassa voce, fa urli, dice che ucciderà tanti bambini, e che vuole vedere Belli quella stessa mattina alle 10.30 in un certo locale....tutto i diretta. Naturalmente all'appuntamento va Belli ma vanno de dine e decine di auto della polizia, decine e decine di automobili di giornalisti....una roba pazzesca e ridicola. Ovviamente non si presenta nessuno. Ma le telefonate in TV vengono fatte sentire al sopravvissuto del Lago Berryessa che aveva ascoltato direttamente la voce dell'assassino, e anche alla centralinista che quella sera aveva preso la prima telefonata di Zodiac. La voce non corrispondeva per nulla. Le telefonate saranno poi tracciate, e si scoprirà che vengono da un manicomio, anzi da un paziente ben individuato che nulla ha ovviamente a che fare con Zodiac
Ma siamo sul finire del 69, e cose più serie continuano a capitare. Un anonimo chiama casa Belli, una bellissima villa. Lui non c'è ma cè una domestica . L'uomo gli dice di essere Zodiac e che cerca Belli. In una di queste telefonate, che stupidamente non vengono denunciate alla polizia, il presunto Zodiac dice che ucciderà ancora, e che il giorno del suo compleanno, domani, non potrà evitarlo. Belli convoca una conferenza stampa a casa sua. E mostra una lettera di Zodiac ( originale e autografa), arrivata per posta, con un ennesimo brandello della camicia insanguinata di Paul Stine. E dici alla stampa che giorni prima l'assassino l'aveva cercato a casa. Ma la polizia pur sapendo che la lettera è assolutamente di Zodiac non pensa di indagare su quelle telefonate nè sul curioso particolare del presunto compleanno con una data precisa.....si rivelerà un altro tragico errore.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #21 il: Dicembre 06, 2015, 14:57:47 pm »
Nel frattempo Zodiac scrive sempre più lettere. Alcune hanno strane simbologie mai del tutto tradotte, nuove minacce, nuovi insulti. Ma anche le azioni proseguono, anche se ora torniamo nel campo non delle certezze, ma delle probabilità. Sta tra l'altro prendendo sempre più di mira un giornalista del San Francisco Chronicle, che minaccia direttamente di morte in una cartolina con ancora l'ultimo brandello inviato per posta della camicia del povero Paul Stine.
Accade un altro fatto inquietante. A San Francisco sono in automobile una madre con figlia neonata, su una sorta di tangenziale. Vengono affiancate da una vettura che suona il clacson e lampeggia i fari alla loro macchina. L'autista delle vettura dice alla donna di accostarsi a destra perché una ruota della sua vettura sta oscillando in modo anonimo. Lo sconosciuto si offrirà alla donna di stringere i bulloni, mentre lei resta bordo auto con la figlia. L'uomo termina il lavoro, lei rigrazia, lui saluta e se ne va. La donna riparte ma la ruota a questo punto comincia davvero subito a dare segnali di essere sul punto di staccarsi per cui la donna è costretta a fermarsi dopo pochi metri. Guarda caso anche lo sconosciuto si è fermato, e sentenzia che purtroppo il problema è più grave, che deve lasciare l'auto e l'accompagnerà fino alla prima stazione di servizio. Così madre e figlia neonato salgono sulla vettura dello sconosciuto che riparte. In auto inizia una conversazione, quando la donna vede che superano diverse stazioni di servizio senza fermarsi, l'uomo adduce le scuse più inverosimile , fintantoché pronuncia questa frase: "la bambina la getterò via dal finestrino dopo che avrò ucciso te...." la donna approfitta di una coda per scappare e chiedere aiuto. Lei si nasconde con la neonata in un fosso lui prova cercarla ma non la trova così lei riuscirà a fermare un camion e a farsi portare alla polizia. Riconoscerà subito l'identikit di Zodiac come l'uomo che l'ha aggredita. Lui in sue lettere rivendicherà il tentato omicidio. L'auto della donna sarà trovata carbonizzata.
Poi, al Lago Tahoe, sempre nella stessa zona della Calinfornia, in un albergo sparisce molto misteriosamente una donna. Scomparsa molto molto strana: lei risulta in albergo quasi alle tre del mattino, poi si allontana per andare a casa. La sua macchina sarà trovata nel garage di casa, ma lei in casa pare proprio non sia mai arrivata. Nello spogliatoio si ritrova il suo vestito dentro a un sacco. Zodiac si attribuì anche questo delitto.
Poi un informatore consegna a Paul Avery del San Francisco Cronicle l'incartamento relativo ad una vicenda di qualche anno prima, e cioè del 66 ( o 67, non mi ricordo più).  Una studentessa, Jo Chery Bates, universitaria uscì dalla sua facoltà a sud di San Francisco, anzi dalla libreria dell'università verso le 21.30. La VW maggiolino parcheggiata non di mette in moto (anche perché si scoprirà dopo qualcuno aveva sabotato l'accensione) . Si suppone che venga fatta salire su una vettura di qualcuno che soccorre. Dopo una misteriosa ora e mezza, a diversi km di distanza, nel college dove dormono gli studenti, sentono un urlo di donna , poi più nulla. L'indomani Bates viene ritrovata quasi sgozzata nel parcheggio dello studentato. Dopo alcuni mesi di indagini a vuoto arrivò alla vicina stazione di polizia un lettera anonima , dal titolo Confessione. In essa viene descritto nei particolari l'omicidio Bates, dicendo che la sua vettura era stata sabotata (ed era una notizia che non era stata data dai media, da nessun media). La lettera non reca alcuna firma. La busta ha una non necessaria e curiosa doppia affrancatura. E l'indirizzo del commissariato è scritto a penna. Poi a casa della famiglia Bates, e a suoi due amici, arrivano due messaggi che recitano: "Bates doveva morire, ma ce ne saranno molte altre....", firmate con un simbolo curiosissimo, con una Z in stampatello in cui la stanghetta orrizontale superiore è in realtà una linea curva che forma un tre in cifra araba.... Infine l'anonimo scrive nella biblioteca universitaria un poema alla morte di Bates. Furono svolte indagini ma il colpevole non fu mai indentificato. Ad un certo punto un informatore avvisa il SF Chronicle dell'esistenza di questo caso. Vengono confrontate le calligrafie e i contenuti delle lettere: la grafia è di Zodiac, ma naturalmente nessuno sarà mai in grado di dire se ha pure ucciso lui Bates. Molti lo pensano.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #22 il: Dicembre 06, 2015, 16:47:37 pm »
Ma ora arriva la seconda fase di Zodiac, quella in cui smette di uccidere ma arriva a farsi beffe delle forze dell'ordine in un modo incredibile. Ogni lettera che manda, e ne manda un buon numero, comincia a chiudersi con una specie di "score" di un videogioco. Un punteggio in cui lui mette il numero delle vittime che si attribuisce ( che aumenta sempre) seguito da una stanghetta che sta per "contro" Polizia di San Francisco seguito sempre dallo zero.
In una lettera precedente lui aveva detto che non avrebbe mai più denunciato o parlato del propri delitti, che avrebbe continuato ad uccidere senza dire nulla. Da questo momento è in certo quanto è chi uccida, ma anche se continua ad uccidere. Ma le indagini subiscono una svolta notevole, nel momento in cui due rispettabili amici vanno alla Polizia a raccontare che un loro amico di infanzia, molto prima che Zodiac cominciasse ad uccidere, aveva loro raccontato, dopo essere stato licenziato dalla scuola in cui insegnava per molestie ai bambini, che si sarebbe vendicato, che avrebbe cominciato ad uccidere tante persone con il nome di Zodiac, che non lo avrebbero mai ucciso, che ripeteva che uccidere gli umani gli faceva piacere, essendo gli esseri più pericolosi a cui dare la caccia. In realtà quest'ultima è la citazione di un libro e di un film degli anni 30...... Il racconto di queste due persone appare credibile, per quanto pazzesco possa sembrare.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #23 il: Dicembre 06, 2015, 17:15:11 pm »
La persona si chiama Arthur Leight Allen. Da quando è stato licenziato da scuola ha rotto con la moglie e i suoi parenti e vive in un roulotte. Il viso suo non sembra così simile a quello degli identikit ma vi è una somiglianza con l'identikit fatto da quel ragazzo che sopravvisse all'assalto in automobile. Ma vi è un altro particolare interessante: Allen ha uno strano modo di incedere cioè ha un passo leggermente anomalo ma visibilmente anomalo, una leggero trascinamento di una gamba, esattamente quello che avevano notato i due agenti che non lo avevano fermato a pochi metri dal delitto. Quindi decidono di interrogarlo, e vanno al suo posto di lavoro. Questo interrogatorio di cui su internet è disponibile il verbale completo, è un documento penso fondamentale nella storia della criminologia. Lui si presenta con al polso il suo orologio, uno svizzero ZODIAC, il cui simbolo è proprio quello usato dal maniaco ( gli inquirenti già avevano capito che si era ispirato a questa marca svizzera). Ma soprattutto il modo in cui risiede alle domande, si capisce che lui fa il possibile per fare cadere i sospetti su di sè, senza ammettere nulla....ma confermando di fatto ampiamente a chi lo interroga che lui è Zodiac. Prima di tutto quando gli chiedono dove era il giorno dell'assalto al lago Berryessa lui dirà che quel giorno quando lo hanno fermato al lago (!) quelli della polizia gli hanno trovato n auto due coltelli insanguinati con con cui sulle rive del lago aveva sgozzato dei polii con quei coltelli . Poi dirà che lui non condivide minimamente il modo con cui Zodiac ( e non solo) chiama pigs i poliziotti nelle lettere, poi naturalmente dirà di aver letto il libro e visto il film in cui è contenuta la citazione sull'uomo animale più pericoloso da cacciare. Poi disse che "se anche fosse stato Zodiac lui non l'avrebbe mai confessato.....insomma, penso che abbiate capito.
Si penserà che sia stato arrestato subito. No, lo lasciano andare turbati è convinti di aver individuato l'assassino. Chiedono al giudice un mandato di perquisizione, che però arriverà diversi mesi dopo. Lui aveva accuratamente pulito e lavato la roulotte in cui però vi erano molte armi da fuoco, compresi fucili, poi vi erano guanto in pelle dell'ospedale stesso tipo di quelli che trovarono sul taxi e che si ritiene fossero dell'assassino, poi ancora una carta particolare identica a quella su cui Zodiac scriveva le lettere....un ritaglio di una pubblicità degli orologi Zodiac, insomma tante cose. Ma nessuna prova certa.
A questo punto bisogna parlare delle lettere di Zodiac. Sono tutte su internet riportate fotografate si molti siti, comprese le buste. Tutte hanno questa doppia affrancatura, la calligrafia è la stessa, stesse sono le scritte sulle buste . Poi dopo il 1971, mentre non vi sono più delitti da mesi, l'assassino smette di scrivere anche perché il Cronicle non gli pubblica più le lettere. Allen è ormai da mesi tenuto sotto controllo, e lo rimmarrà per tanto tempo. Gli inquirenti vanno dai parenti di Allen a chiedere di parlare di lui, e loro accettano subito l'idea che possa essere l'assassino. Quando poi vedono le lettere si ricordano che anche lui scriveva nelle cartoline di auguri come Zodiac Christmass con due S anziché una....ma c'è un problema: viene fatta una perizia di confronto fra la calligrafia delle lettere e quella di Allen e il perito capo dell'investigazione della California dice che la calligrafia non è la sua.  Quando uccise il taxista su una chiazza di sangue vi era una mezza impronta digitale che non coincideva con quelle di Allen ( ama si pensa che quella impronta sia stata lasciata da un agente, ma mi chiedo perché non hanno cercato di capirlo e stabilirlo..,). Il giudice si rifiuta di metterlo sotto accusa , quindi Allen rimane libero fortemente sospettato, è sorvegliato per anni in attesa che si tradisse e per impedirgli di uccidere ancora. Le lettere cessano fino al 1974, quando Zodiac torna a scrivere commentando il film l'Esorcista, e anche un commento ulteriore firmato il Fantasma Rosso che gli esperti di calligrafia dicono che è di Zodiac. Poi una ulteriore lettere, l'ultima piuttosto certa arriva nel 1978. Ce ne sarà una nel 1981, ma è un mitomane.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #24 il: Dicembre 06, 2015, 18:58:47 pm »
Col tempo gli indizi su Allen andarono aggravandosi. Un giornalista del San Francisco Chronicle cominciò ad indagare e ne uscì un libro con una tesi ben precisa e qualche novità investigativa, da cui David Lynch trasse un film del 2007, non male, anche se semplicistico sulla vicenda. Il giornalista scoprì che Allen compiva gli anni proprio il giorno indicato da Zodiac al telefono con la domestica dell'avvocato Belli: un'altra pazzesca coincidenza. Ma c'è dell'altro. Come sapete due vittime sono sopravvissute : il ragazzo del Lago Berryessa che diventerà un avvocato noto,m che ancora oggi rilascia interviste su quelle a vicenda, e il ragazzo della seconda automobile aggredita. In particolare quest'ultimo era un testimone molto importante perché aveva visto in faccia l'assassino senza maschera. Ma incredibilmente per 20 anni la polizia ne aveva perso le tracce, cioè, forse temendo di essere ucciso dal folle, viveva nascosto. Quando fu indagato Allen non fu possibile fargli riconoscere la foto, ma nel 1992 viene ritrovato e il ragazzo tra tante foto indica senza esitazione alcuna Allen. Non solo, ma si scoprì che Allen conosceva una delle prime vittime. Insomma nel 1992 lo stavano per incriminare finalmente ma....lui muore poco prima per cause naturali. Ancora oggi negli USA di Zodiac si parla e scrive molto. Le lettere sono state riesaminate per cercare il DnA sotto i francobolli ma non si è riusciti ad avere una traccia completa. Un perito nuovo dirà poi che la calligrafia di Allen e quella di Zodiac coincidevano. Poi ogni tanto esce un libro di persone che dicono che Zodiac era proprio il loro padre, sono quasi sempre storie inventate e di nessuna credibilità. Infine in una lettera del 1974 Zodiac si era firmato con un simbolo diverso, una F molto elaborata. Qualcuno ha provato a scomporre questa simbolo nelle parti che lo compongono e con esse si scrive per intero il nome e il doppio cognome di Allen.
Rimane il giallo della prima perizia calligrafica. Comunque tutti avevano capito fosse lui, e lo tenevano sotto controllo. E quindi non poté almeno più uccidere.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #25 il: Dicembre 06, 2015, 20:29:48 pm »
La vicenda di Zodiac, formalmente mai chiusa, i tantissimi libri e siti dedicati al caso, gli svarioni assoluti delle indagini, il fatto che i media abbiano fatto a lungo il suo gioco anche con episodi grotteschi sono state negli USA una ottima palestra su come si devono affrontare questi casi, ed infatti mai più si sono ripetuti errori ed ingenuità così clamorose. Questo in se era disastroso sul piano dei risultati perché si è fatto vedere molto, troppo per non essere identificato. Ad esempio, sul lago Berryessa prima di prendere di mira le due vittime fine notato da alcune donne mentre le fissava insistentemente per una buona mezz'ora. Questo è forse l'unico tratto che lo accumuna al mostro di Firenze che però agiva con molta più ferocia e con finalità totalmente diverse.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #26 il: Dicembre 06, 2015, 22:08:14 pm »
Le informazioni che vi ho dato su Zodiac le trovate tutte su internet, tutte e di più. Invece alcune di quelle che vi ho dato sul mostro di Firenze non si trovano nè su internet nè sui libri che sono stati scritti. Alcune delle cose che ho descritto non sono entrate nel processo ai compagni di merende, e altre sono entrate marginalmente, ma avevano una importanza certa.
Il fatto che l'Italia è piccola, e così per lavoro ho parlato a lungo con chi ha diretto per anni le indagini, poi sempre per lavoro è successa un'altra coincidenza. Cioè che il collega che stava due posti a sinistra da me un giorno mi disse di essere originario di Villacidro e mi raccontò diverse cose sui fratelli Vinci che aveva conosciuto.... . La fine di Francesco Vinci puzza di criminalità, e probabilmente è così . Ma quello che lascia qualche dubbio è il fatto che poche settimane dopo fanno la stessa identica fine anche una delle sue donne e il figlio....e questa donna era stata testimone nelle indagini sul mostro. Normale che qualcuno ipotizzi che siano stati uccisi perché è probabilissimo che Francesco Vinci conoscesse molto bene l'identità del mostro, e certamente se il mostro avesse deciso di farli uscire di scena avrebbe simulato una cosa del genere. Ma era il 1993 , tutta l'attenzione era già su Pacciani....quindi non so neppure se furono fatte indagini adeguate.
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #27 il: Dicembre 13, 2015, 21:13:00 pm »
Ma vi è un altro episodio relativo agli omicidi del mostro di Firenze che è apparso giustamente discutibile e misterioso. Ho spiegato perché è praticamente certo, o meglio altamente probabile, che il mostro non scegliesse i luoghi degli assalti ma scegliesse le vittime, anzi la donna della coppia. Questo lo si comprende da testimonianze da cui risulta che a volte persino poche ore prima dei duplici omicidi le coppie venissero seguite, mentre in altri casi nei giorni immediatamente precedenti gli omicidi le vittime donne confidano ai familiari di essere seguite, in un caso anche molestate da una persona. Se questo si fosse verificato in un caso solo si potrebbe supporre ad una improbabile coincidenza. Ma quando questo si ripete nei diversi casi non può essere una coincidenza. In questo quadro però vi è una nota stonata , il delitto di Giogoli del 1983. È quello dei due turisti tedeschi che vivevano in camper, in un campo confinante con il parco di una famosissima e sontuosa villa , in cui proprio quella sera c'era una festa. Qui a morire sono due uomini, e l'assassino per il  secondo anno consecutivo non può procedere alle rituali escissioni sul corpo della donna, che non c'è. In questo caso ci si chiede: ma se l'assassino sceglie le vittime non può aver ucciso i due tedeschi per errore scambiando per donna  quello con i capelli lunghi e ricci. Allora si potrebbe supporre che in quel caso non abbia scelto le vittime. Ma allora si dovrebbe formulare una ipotesi credibile sul perché rinunci ad elementi rituali che ritengo siano essenziali al suo agire.  E qui allora si innesta una ipotesi inquietante che qualcuno fece all'epoca e continua a fare ancora oggi: l'assassino uccide due uomini consapevolmente per avere un buon pretesto per non compiere le escissioni perché....non è lo stesso maniaco che uccide nelle altre occasioni. Si trattava, secondo questa tesi, di fare uscire dal carcere come avvenne Francesco Vinci, che era stato incarcerato per questi duplici omicidi, cosa che accadrà in effetti. Secondo questa tesi quindi l'arma sarebbe stata usata da un complice, che tuttavia non poteva procedere evidentemente alle escissioni ma doveva far apparire il delitto come uno del mostro, e quindi la trovata dei due tedeschi. Questo ovviamente supporrebbe la colpevolezza di Francesco Vinci, e che esistessero complici che potevano usare la sua berretta calibro 22.  Io non ritengo questa tesi convincente perché non credo che Francesco Vinci fosse il maniaco e non penso che avesse complici il maniaco. Ma così resta il mistero di un delitto che non è proprio uguale agli altri riguardo importanti aspetti rituali che compaiono negli altri. Una anomalia difficile da spiegare.

Come vi dicevo le indagini sono riprese dopo tanti anni alla Procura di Firenza, alla ricerca fortunatamente non dei presunti mandanti del maniaco, ma finalmente del maniaco. Non sono ottimista sull'esito perché sono passati tanti anni, forse il maniaco è morto e comunque non rintracciabile. E poi si tratterebbe di dimostrare che sono stati compiuti errori giudiziari clamorosi, e questo non è mai facile. Poi mi auguro che i reperti non siano stati gettati, e purtroppo devo dire che già so di qualcosa di allucinante che si sarebbe verificato. Sembra infatti che la busta indirizzata a Silvia della Monica dal maniaco con il lembo di seno di Nadine Mauriot sia scomparsa. Come è possibile? Certo quella busta era stata analizzata in ogni aspetto, anche per cercare il dna ....ma come ho già spiegato il manico aveva usato solo colla per incollare francobolli e lettere ritagliate da un noto rotocalco dell'epoca. Però era l'unica busta certamente mandata dall'assassino, doveva essere conservata
« Ultima modifica: Dicembre 13, 2015, 21:17:39 pm da mbelt »
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #28 il: Dicembre 13, 2015, 21:44:53 pm »
Ma torniamo alla vicenda delle incredibili indagini sui mandanti di Pacciani, inchiesta che nasce dalle carenze delle accuse e condanne a Pacciani e ai compagni di merende: se Pacciani non è un maniaco ( e non lo è) allora se è responsabile dei delitti deve essere stato pagato da qualcuno...una mente superiore ...o chissà che altro!
Ancora una volta esce fuori un presunto testimone non attendibile: la ex moglie di una farmacista di San Casciano Val di Pesa ( Fi) riferisce che un giorno vide aprendo un frigorifero in cantina i barattoli con i famosi trofei del mostro di Firenze che secondo lei il marito conservava su mandato del dottor Narducci di Perugia, che sarebbe la mente dei delitti. Il dottor Narducci ha una storia è una fine particolare. Giovane figlio di un luminare della medicina, fa una carriera breve e luminosa nella gastroenterologia e diventa primario giovane di un reparto di un ospedale di Perugia. È benestante, ha una bella moglie...ma un giorno dell'autunno 1985 improvvisamente mentre era di turno lascia il reparto di cui è primario. Si recherà sul molo di un lago dove aveva una barca a remi e andò al largo, si pensa da solo. Da quel viaggio non tornerà mai. Pochi giorni dopo fu trovato il cadavere nel lago. È qui iniziano i problemi, pazzeschi ed incredibili. Dunque con una procedura assolutamente anomala non viene fatta l'autopsia. Accorrono sul molo i famigliari, il Prefetto, il Questore, e con una inedita velocità si fanno i funerali e si tumula il corpo. Il problema è che il medico che fa il referto scrive che il corpo ha una decomposizione che sarebbe incompatibile con le ipotesi sulla morte. Poi risulterebbe che il corpo ha lesioni strane....ma poi, quando il corpo in seguito alle indagini sui mandanti del mostro sarà riesumato, parrebbe non appartenere al medico perugino, perché è troppo basso, e non solo. Insomma un grande pasticcio. Sicuramente le circostanze della morte di Narducci restano strane, e ancora di più quelle relative alla non autopsia ed una tumulazione troppo frettolosa. E senza indagini. Ma che questo basti per indicarlo come mandante dei delitti del mostro è troppo.
Faccio notare che la ex moglie del farmacista non sembra considerata attendibile da alcuno per sue condizioni soggettive. E anche per altre accuse improbabili fatte al marito.
Ma delle indagini sui mandanti questa è la pista più seria tra quelle altre su cui si è indagato. Perché se si vuole ridere amaramente si dovrebbe leggere l'altro filone, quello per il quale ad un certo punto fu individuata una bella villa storica ben tenuta nelle campagne. Questa villa ha punteggiato i telegiornali per circa sei otto mesi, definita "villa dei misteri", in cui si raccontava che in essa aveva vissuto un pittore tedesco, mentre Pacciani faceva da giardiniere. Si diceva che in questa villa venissero dipinti quadri osceni, e avvenissero orge, messe nere con i trofei del maniaco, poi anche una antichissima loggia massonica segreta e potentissima..si raccontava di uomini nudi che chissà perché fuggivano, di due sorelle che facevano cose strane..insomma tutta una serie di grandissime cazzate che sono state presto dimenticate e che facevano ridere a leggerle per la loro assurdità e per la mancanza di ogni logica e riscontro.
« Ultima modifica: Dicembre 13, 2015, 22:07:42 pm da mbelt »
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Re:Omicidi, seriali e no
« Risposta #29 il: Dicembre 15, 2015, 21:15:36 pm »
Ora vorrei avanzate una mia ipotesi su tutta la vicenda mostro di Firenze. Non è l'ipotesi che ritengo più probabile ma non la posso escludere . Nino Filastò, uno degli avvocati della difesa, come già ho spiegato ha ipotizzato che le vittime fossero avvicinate da una persona in divisa. Come ho già spiegato non esistono molte tracce di questa possibilità, ma qualcuna si. C'è una testimonianza abbastanza inquietante che riguarda il delitto dell'82. C'è il problema della patente del guidatore che è sempre fuori dal portafoglio di lui, in genere sul pavimento dell'auto. Ma il caso Zodiac ci dice che questo può avere una spiegazione anche se la persona non si presenza come un componente delle forze dell'ordine, perché soprattutto per i primi delitti se una coppia si accorge che si sta avvicinando qualcuno con una torcia nel buio può pensare ad un controllo di forze di polizia, come accadde in uno dei duplici omicidi nel caso Zodiac. Ma supponiamo per un istante che l'avvocato Filastò abbia ragione, e cioè che l'assassino sia un componente delle forze dell'ordine. Devo riconoscere che questo potrebbe spiegare uno dei più grandi misteri di tutto questo vicenda: il rapporto tra il delitto del 1968 e la serie dei delitti del maniaco, accomunati dalla stessa arma. Ho spiegato che ci fu un anonimo che fece questo collegamento su un ritaglio di giornale arrivato ad un maresciallo dei carabinieri e fatto sparire per ragioni di carriera (sic). Nel 1982 solo l'assassino o qualcuno che sapeva e che era vicino al maniaco poteva fare quel collegamento tra una serie di omicidi di un maniaco è un lontano caso hiuso e risolto con condannato reo confesso in carcere, e tutta una serie di altri dettagli che ho già spiegato. Furono i bossoli fortunosamente ritrovati a dire che l'arma era la stessa. Ma perché il maniaco ha voluto fornire una pista così preziosa agli inquirenti? Era una persona vicina che lo voleva fare scoprire? Se invece il mostro fosse un appartenente alla forze dell'ordine, se avesse avuto accesso al magazzino che custodisce i reperti dei delitti passati, se le avesse messi lui quesi bossoli della calibro 22 al posto di quelli della pistola usata da Stefano Mele nel 1968? A quel punto il messaggio anonimo avrebbe irrimediabilmente deviato le indagini, e tutto tornerebbe. Spiegherebbe anche come il maniaco fosse così informato ed abile a trovare i nomi dei testimoni, i numeri di telefono di Silvia della Monica, la sua casa, e altre cose . Ripeto, questa ipotesi ha deboli riscontri ma non significa che sia falsa per questo. Spero che qualcuno prima dell'avvocato Filastò l'abbia almeno presa in considerazione per scartarla....Temo che non lo sapremo mai.
Ma torniamo un attimo sul l'anonimo del 1982. Supponiamo ora che sia stato il mostro a mandarla, senza che egli sia un appartenente alle forze dell'ordine. E quindi che quella lettera non sia un depistaggio, ma invece un aiuto agli inquirenti. Perché il mostro avrebbe dovuto aiutarli? Beh, una spiegazione potrebbe esserci. Come ho detto l'arma usata dal maniaco era poco idonea per calibro, cartucce, e altre cose che ho spiegato in post precedenti. Io ho supposto che l'assassino usi questa arma e quei proiettili perché fanno parte di un rito, prima poi di diventare la sua firma.  Io ipotizzo che il primo delitto del maniaco , quello del 1974, veda l'uso di questa arma da parte di una persona che comosce la circostanza che ha già ucciso nel 1968. Anzi usa questa arma perché sa che è legata al precedente delitto. In questa ipotesi non sareb strano che il maniaco scriva questo fatto ad maresciallo dei carabinieri, perché certamente corre il rischio di essere scoperto e aiuta le indagini, ma fa sapere che quella arma per lui ha un valore particolare....questa potrebbe essere la spiegazione alternativa rispetto a quella che ho fatto sopra.
Certo è tutto un bel rompicapo.
« Ultima modifica: Dicembre 15, 2015, 21:26:09 pm da mbelt »
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