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Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee

Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #435 il: Novembre 05, 2016, 08:17:55 am »
@ciaca

 la storia dell'umanità procede alla stessa maniera del processo di selezione naturale della specie, nel quale non sempre i cambiamenti sono coronati da successo.
Si procede per tentativi. Alcuni felici. Moltissimi negativi.
Cosa ne sapeva Robespierre che alla fine della giostra i francesi si sarebbero trovati con l'empereur? Quello che si sapeva era che il popolo moriva di fame, aristocratici e clero sguazzavano nell'oziosa abbondanza di tutto.
Parimenti dal mio punto di vista IO SO che la maggior parte dei cittadini europei vive l'euro e la UE come un fatto peggiorativo delle loro condizioni oggettive.
E poichè la ragione sociale degli stati è quella di promuovere il benessere dei cittadini un CAMBIAMENTO SI IMPONE.
Quello che produrrà lo vedranno i posteri.
« Ultima modifica: Novembre 05, 2016, 08:48:09 am da Piero Tiepolo »

ciaca

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #436 il: Novembre 05, 2016, 11:40:27 am »
Citazione
Parimenti dal mio punto di vista IO SO che la maggior parte dei cittadini europei vive l'euro e la UE come un fatto peggiorativo delle loro condizioni oggettive.

Tu non sai, tu CREDI di sapere.
Non c'è un solo aspetto della vita dei cittadini europei che sia stato PEGGIORATO dalla UE, che poi ai cittadini sia stato fatto credere che i loro guai dipendono dalla UE e non invece dall'inettitudine delle loro classi dirigenti, e che non capiscono che i problemi non nascono in UE ma a livello di governi nazionali, questo è un altro paio di maniche ed è esattamente la ragione di vaccate come il referendum sulla brexit.
Questo infatti è vero ovunque in Europa, dove l'unione è diventata la scusa preferita per tutti i politicanti inetti che devono nascondere la loro mediocrità.
Il mantra è diventato ce lo chiede l'europa

Ai bifolchi inglesi è stato fatto credere che uscendo dalla UE l'UK avrebbe riguadagnato il controllo sulle sue frontiere, ossia avrebbe potuto porre un freno all'ingresso di manovalanza dall'est europa (in promis Polonia), o che i risparmi in contribuzione al bilancio europeo sarebbero stati reinvestiti sul sistema sanitario nazionale. Hanno cioè fatto credere che i loro problemi (salari bassi e scarsi servizi sociali) nascessero dalla loro presenza in UE.

Ovviamente ai bifolchi inglesi si sono dimenticati di dire che:

- gli eventuali risparmi (inesistenti vista la recessione già annunciata) non saranno reinvestiti sul sistema sanitario (cosa smentita sia da Farage che da Johnson dopo il referendum)
- lo stesso servizio sanitario nazionale si fonda sui lavoratori stranieri visto che l'UK non riesce a produrre personale a sufficienza sia medico che paramedico e specialista
- senza il mercato unico l'UK è un'isola nel nulla, visto che la sua economia si basa interamente sul beneficio fiscale che le aziende trovano in UK come sede di accesso al mercato unico
- per mantenere l'accesso al mercato unico l'europa impone la libera circolazione delle persone, e quindi la sbandierata ripresa del controllo delle frontiere non ci sarà, i polacchi continueranno ad arrivare come prima.
- se l'UK può permettersi impunemente di essere la centrale del riciclaggio internazionale di tutti i capitali di illecita provenienza lo deve proprio alla sua appartenenza, a speciali condizioni di deroga, nella UE
- se esiste un'industria automotive è perché alcuni produttori giapponesi e indiani hanno insediato lí le loro filiali europee per l'accesso al mercato unico, a partire dal distretto del Sunderland che però ha votato tutto per il Leave salvo poi accorgersi che con il Leave partivano (verso l'est europa) pure le fabbriche in cui lavorano
- se esiste ancora un'agricoltura e un'industria zootecnica e casearia, specie in Galles, lo si deve alla contribuzione europea che di fatto tiene in piedi tali settori altrimenti già morti con i bifolchi di sua maestà che si ingozzerebbero di Cheddar del Wisconsin

Ecc ecc ecc

Anche ai tempi della rivoluzione francese al popolo affamato fu fatto credere che bastava tagliare un po' di teste per risolvere i problemi, come oggi ai bifolchi viene fatto credere che basta mandare affanculo qualcosa o qualcuno, non importa chi o perché, per risolvere i problemi.
Sbagliavano allora, visto che i problemi non sono spariti con la testa di luigi XVI e al posto di quella è anzi arrivata quella di Napoleone, e sbagliano ancora oggi visto che non arriverà nessuna brexit a fare sparire i problemi degli inglesi, che dalla brexit ne avrebbero molti di più (come hanno già potuto annusare con la sola ipotesi e ciò che ha causato alla sterlina, e soprattutto alle prospettive dell'economia e della politica britannica) e per questo alla fine usciranno formalmente dall'europa ma rimarranno nei fatti dentro (mercato unico, contribuzione al bilancio europeo e libera circolazione delle persone) alle stesse condizioni di prima ma senza più avere alcuna voce in parlamento e in consiglio europei, visto che non ne faranno più parte.

Che è appunto come ammazzare Luigi XVI e ritrovarsi con Napoleone imperatore, o fare fuori lo zar e ritrovarsi con una dittatura comunista. I bifolchi (o popolo che dir si voglia) non ne avranno tratto alcun vantaggio - va già di lusso se non se la prendono ulteriormente in quel posto tagliandosi le palle per dispetto alla moglie - mentre chi li ha usati (i capi popolo) avrà la sua folgorante carriera (per poi finire con la testa nel cesto) :)

É proprio perché la selezione naturale é lungi dall'essere compiuta, e i popoli sono ancora oggi formati da bifolchi ignoranti piuttosto che da cttadini coscienti, che parlare di democrazia e in particolar modo democrazia diretta non ha alcun senso.
« Ultima modifica: Novembre 05, 2016, 11:57:22 am da ciaca »
"A megghiu parola è chidda ca un si dici"

Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #437 il: Novembre 05, 2016, 11:59:51 am »
Noto Angelo che possiedi facoltà divinatorie...poichè a me sono negate mi astengo da fare ipotesi di quello che sarà il futuro.
Vedo anche che prevedi il passato ma in modo del tutto soggettivo...tanto da sembrare un futuro anteriore....perciò anche in questo caso mi astengo.
Ad ogni modo: dissento completamente da quello che dici.

ciaca

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #438 il: Novembre 06, 2016, 11:02:56 am »
Citazione
Noto Angelo che possiedi facoltà divinatorie

Mi sono limitato a constatare semplici dati di fatto, come le tante bugie che hanno spinto gli inglesi a votare per la brexit che sono le stesse bugie che li costringerá ad uscire formalmente dall'UE ma a rimanerci dentro nella sostanza perché, piaccia o non piaccia, il mercato unico a 28 è indispensabile e imprescindibile per le economie di tutti i paesi europei e l'UK non fa eccezione.

Come un dato di fatto è che non c'è un solo aspetto della vita dei cittadini europei che sia stato negativamente condizionato dalla UE e non dalle politiche dei loro governi nazionali che sulla UE hanno riversato la loro incapacità usandola come facile paravento.
« Ultima modifica: Novembre 06, 2016, 11:05:52 am da ciaca »
"A megghiu parola è chidda ca un si dici"

Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #439 il: Novembre 07, 2016, 14:47:03 pm »
Questa(quella evidenziata) caro Angelo la trovo una gigantesca e ipocrita foglia di fico...a difesa dei disastri della UE.
A cominciare da quelli sulla disciplina dei colori dei cetrioli per finire nell'assenza di una legislazione e di un efficace controllo sui flussi migratori.
Angelo!
Strai difendendo l'indifendibile!

Citazione
Noto Angelo che possiedi facoltà divinatorie

Mi sono limitato a constatare semplici dati di fatto, come le tante bugie che hanno spinto gli inglesi a votare per la brexit che sono le stesse bugie che li costringerá ad uscire formalmente dall'UE ma a rimanerci dentro nella sostanza perché, piaccia o non piaccia, il mercato unico a 28 è indispensabile e imprescindibile per le economie di tutti i paesi europei e l'UK non fa eccezione.

Come un dato di fatto è che non c'è un solo aspetto della vita dei cittadini europei che sia stato negativamente condizionato dalla UE e non dalle politiche dei loro governi nazionali che sulla UE hanno riversato la loro incapacità usandola come facile paravento.

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #440 il: Novembre 07, 2016, 17:11:21 pm »
Certamente un eccesso di normativa e di burocrazia c'è stato ma non è questo quello che i cittadini europei rimproverano davvero all'europa, quanto piuttosto problemi quali disoccupazione, immigrazione, salari, carenza di stato sociale e in generale decadimento delle condizioni economiche che in ultima analisi vengono sempre (ipocritamente, appunto) addebitati all'unione europea quando sono in prima battuta responsabilità delle classi politiche nazionali, degli stati e dei loro governi.
Anche la tanto bistrattata dottrina rigorista sui bilanci, divenuta dominante negli anni, è stata voluta e/o condivisa dai singoli stati che su queste dottrine hanno firmato fior di trattati.
In generale si rimprovera alla UE qualcosa che la UE di fatto non è mai stata nemmeno in grado di imporre, giacché non ha alcuna autonomia politica e decisionale né con il suo parlamento né con il suo consiglio, passando tutte le decisioni da una ratifica dei 27 stati membri.

Di contro ai cittadini europei mai nessuno spiega, altrettanto ipocritamente, quanto importanti e quali benefici abbiano loro regalato il mercato unico, shengen e una moneta stabile come l'euro, per esempio in termini di credibilità e sostenibilità dei debiti pubblici, di esportazioni per le varie industrie manifatturiere, di piani di sovvenzione e finanziamento per le aree depresse, di bassi tassi d'interesse sul credito, e molto molto altro che sarebbe troppo lungo elencare.

Qualcuno pensa poi che con le barriere doganali e la liretta che svaluta a tassi in doppia cifra ogni anno si sarebbe potuto fare ciò che si faceva nei ruggenti anni 80, anche con la globalizzazione e la concorrenza di potenze mondiali come la Cina, potendo così fare a meno di euro ed Europa. A questi ingenui sprovveduti non auguro di dover sperimentare quanto torto abbiano e quanto strampalate siano certe suggestioni, vendute dai populisti di casa nostra allo stesso modo di come in UK hanno venduto altrettanto strampalate menzogne solo per raccogliere un po' di consenso (e che rischiano di sperimentare sulla propria pelle con l'eventuale "hard brexit")
« Ultima modifica: Novembre 07, 2016, 17:18:03 pm da ciaca »
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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #441 il: Gennaio 24, 2017, 20:55:08 pm »
Ritiro su la discussione solo per segnalare ciò che era già annunciato e che avevo fatto notare qualche mese fa ma che qualcuno si affannava a negare.

Sarà il parlamento britannico a doversi esprimere sull'art. 50 e sull'attivazione del processo di uscita dalla UE, quindi sul dare corso o meno all'esito referendario, e non il governo della tronfia Theresa May. Così ha sancito la corte costituzionale britannica.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/01/24/news/brexit_respinto_il_ricorso_del_governo_may_deve_votare_il_parlamento_-156742092/
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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #442 il: Gennaio 25, 2017, 11:58:26 am »
Ritiro su la discussione solo per segnalare ciò che era già annunciato e che avevo fatto notare qualche mese fa ma che qualcuno si affannava a negare.

Sarà il parlamento britannico a doversi esprimere sull'art. 50 e sull'attivazione del processo di uscita dalla UE, quindi sul dare corso o meno all'esito referendario, e non il governo della tronfia Theresa May. Così ha sancito la corte costituzionale britannica.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/01/24/news/brexit_respinto_il_ricorso_del_governo_may_deve_votare_il_parlamento_-156742092/

E con gli emendamenti già annunciati dai laburisti, si prospetta una brexit piuttosto annacquata (sempre che ci si arrivi)
Appaiono sempre attuali le parole di Emma Goldman: "If voting changed anything, they'd make it illegal". ;D
Al è di bant insegnài al mus: si piàrt timp e si infastidìs la bestie.

ciaca

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #443 il: Gennaio 26, 2017, 16:55:24 pm »
Gli emendamenti dei laburisti fanno il paio con quelli che stanno preparando i parlamentari scozzesi.

Per tutta risposta alla sentenza della Corte suprema il governo May ha presentato questo progetto di legge, che verrà discusso in parlamento in soli 5 giorni per gli eventuali emendamenti e che è ovviamente un bel v********o alla corte suprema e alla democrazia parlamentare :)



Il meglio deve ancora arrivare, popcorn a gogò :D
« Ultima modifica: Gennaio 26, 2017, 17:18:25 pm da ciaca »
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ciaca

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #444 il: Aprile 18, 2017, 13:11:55 pm »
Ritiro su perché in questi ultimi mesi si sono avverati un po' tutti gli scenari che avevo prefigurato all'indomani del referendum: avevo scritto che la May non avrebbe potuto attivare l'art. 15 senza un passaggio parlamentare, argomento sul quale avrebbe dovuto esprimersi la suprema corte a seguito di un ricorso presentato qualche giorno dopo il referendum, e così è stato. La May non ha potuto procedere tramite la prerogativa reale ma ha dovuto chiedere il voto al parlamento, voto che le è si stato concesso ma con una maggioranza molto più risicata rispetto ai numeri che il suo partito ha in parlamento, segno che all'interno dei Tory la faida che ha portato a questa incredibilmente autolesionista brexit non si è ancora consumata del tutto.
Inevitabilmente oggi la May ha indetto, nonostante l'avesse negato fino ad un mese fa, elezioni anticipate a Giugno, altra cosa che avevo già anticipato l'anno scorso sarebbe accaduta. Elezioni che, inevitabilmente, si trasformano di fatto in un secondo plebiscito sulla Brexit, come era logico e ragionevole attendersi.
L'ennesimo azzardo dei Tory per fare la conta al loro interno, e del primo ministro per vedere di quale reale supporto può beneficiare, l'ennesimo rischio al quale viene esposto il paese dalla sua incredibilmente mediocre classe politica.
I Labour, che ufficialmente si oppongono alla brexit ma che di fatto sotto la disastrosa guida di Jeremy Corbin non hanno mai fatto una reale e convincente campagna a sostegno del remain, partono da una posizione di oltre 21 punti di svantaggio; è fin troppo chiaro che una loro eventuale anche solo parziale rimonta con un parlamento ridisegnato più a sinistra e un governo Tory meno forte dell'attuale avrebbe politicamente il sapore del remain e complicherebbe ulteriormente il cammino di un'uscita dall'unione che ogni giorno di più appare un salto nel vuoto politicamente ingestibile e dal costo incalcolabile per il paese.
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alanford

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #445 il: Aprile 20, 2017, 10:35:29 am »
Ritiro su perché in questi ultimi mesi si sono avverati un po' tutti gli scenari che avevo prefigurato all'indomani del referendum: avevo scritto che la May non avrebbe potuto attivare l'art. 15 senza un passaggio parlamentare, argomento sul quale avrebbe dovuto esprimersi la suprema corte a seguito di un ricorso presentato qualche giorno dopo il referendum, e così è stato. La May non ha potuto procedere tramite la prerogativa reale ma ha dovuto chiedere il voto al parlamento, voto che le è si stato concesso ma con una maggioranza molto più risicata rispetto ai numeri che il suo partito ha in parlamento, segno che all'interno dei Tory la faida che ha portato a questa incredibilmente autolesionista brexit non si è ancora consumata del tutto.
Inevitabilmente oggi la May ha indetto, nonostante l'avesse negato fino ad un mese fa, elezioni anticipate a Giugno, altra cosa che avevo già anticipato l'anno scorso sarebbe accaduta. Elezioni che, inevitabilmente, si trasformano di fatto in un secondo plebiscito sulla Brexit, come era logico e ragionevole attendersi.
L'ennesimo azzardo dei Tory per fare la conta al loro interno, e del primo ministro per vedere di quale reale supporto può beneficiare, l'ennesimo rischio al quale viene esposto il paese dalla sua incredibilmente mediocre classe politica.
I Labour, che ufficialmente si oppongono alla brexit ma che di fatto sotto la disastrosa guida di Jeremy Corbin non hanno mai fatto una reale e convincente campagna a sostegno del remain, partono da una posizione di oltre 21 punti di svantaggio; è fin troppo chiaro che una loro eventuale anche solo parziale rimonta con un parlamento ridisegnato più a sinistra e un governo Tory meno forte dell'attuale avrebbe politicamente il sapore del remain e complicherebbe ulteriormente il cammino di un'uscita dall'unione che ogni giorno di più appare un salto nel vuoto politicamente ingestibile e dal costo incalcolabile per il paese.

Ok, dopo che hai azzeccato tutto questo cosa succede?
L'UK torna in Europa?
L'UK non torna in Europa e fallisce?
Niente di tutto questo suppongo, hanno fatto quello che il popolo ha deciso e così sarà.

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #446 il: Aprile 20, 2017, 12:23:55 pm »
Quello che succede dipende molto da come andranno le elezioni.
Io se oggi avessi un penny da scommettere lo punterei sul fatto che alla fine della giostra non ci sarà di fatto alcuna Brexit, e sarà proprio questa elezione a dimostrarlo.

il popolo non ha deciso un bel nulla visto che è spaccato a metà non solo numericamente ma anche geograficamente (con Scozia, Irlanda del Nord e Londra per restare e la campagna inglese e gallese per andarsene). Nel migliore dei casi i popoli sono due, ed a rischio c'è la tenuta dell'integrità dello stesso regno non più così unito, con i  nazionalisti scozzesi che non vedono l'ora di rifare un referendum per uscire dall'UK che fuori dall'UE vincerebbero a mani basse; motivo ulteriore per il quale May ha indetto le elezioni (a mio avviso responsabilmente).

É pacifico che queste elezioni sono di fatto un suffragio ulteriore sulla Brexit, se May dovesse avere la maggioranza schiacciante che le danno i sondaggi, ben più ampia di quella di soli 13 deputati di cui gode oggi in parlamento, oltre ad avere un chiaro ed inequivocabile mandato politico a completare la hard brexit (unica possibile) avrebbe anche i numeri per difendersi meglio dai tentativi di secessione scozzesi.

Viceversa, se dovesse avere una vittoria risicata con tutte le forze anti brexit in netta avanzata, questo mandato non solo non lo avrebbe ma non avrebbe neanche i numeri per scongiurare il referendum scozzese. E se i sudditi di sua maesta devono mettere sulla bilancia da un lato la brexit e dall'altro la Scozia, il piatto pende sicuramente dal lato della croce di sant'Andrea (che si porterebbe dietro pure l'irlanda del nord).

Meglio Great Britain in UE o little England alone (con Scozia e Irlanda riunita indipendenti e nella UE, neanche nel peggiore degli incubi di sua maestà)?
« Ultima modifica: Aprile 20, 2017, 12:38:30 pm da ciaca »
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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #447 il: Aprile 20, 2017, 12:50:13 pm »
Forse la signora May comincia a capire che ridiscutere anche un semplice accordo commerciale richiede
qualche minuto in più che non scrivere un tweet.
Solo per fare un accordo transitorio completo ci vorranno anni (altro che chiudere tutto in 2 anni).
La realtà del divorzio tra UE ed uno qualsiasi dei Paesi è molto complessa checché ne dicano
e pensino anche alcuni cialtroni nostrani.
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ciaca

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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #448 il: Aprile 20, 2017, 17:48:17 pm »
Il problema infatti è proprio che non può esserci alcun accordo, visto che il trattato di Lisbona prevede un termine perentorio di due anni scaduti i quali l'uscita avviene senza accordo e senza alcun trattato, salvo che i 27 paesi membri all'unanimità non concedano una proroga.

Per questo si parla di hard brexit, che è di fatto l'unica cosa che può ottenere l'UK e ovviamente anche un suicidio politico, sociale ed economico che nessuno sano di mente è disposto a commettere, nonostante si continui a fare propaganda in tal senso solo per racimolare consenso.

La signora May lo sa benissimo, come lo sanno tutti i cialtroni che hanno usato questo assurdo referendum per la propria carriera politica, non è che iniziano a capirlo adesso; lo hanno sempre saputo.

Fa poi sorridere pensare che a Westminster qualcuno abbia solo potuto sperare in un compromesso al ribasso della UE per la loro uscita, come se il regno unito fosse centrale e vitale per la sopravvivenza del mercato unico quando è vero l'esatto opposto (è il mercato unico che è vitale per il regno unito) e quando la UE è guidata da un paese che attende da 70 anni una rivincita che gli hanno servito su un piatto d'argento.

I tedeschi non vedono l'ora di far pagare agli inglesi un conto così salato che verrà ricordato su tutti i libri di storia insieme alla colossale incapacità di chi ha creato le premesse di questo disastro.

Quello che non è riuscito alla Luftwaffe potrebbe riuscire a Cameron, May, Johnson e pagliacci in bombetta al seguito. :)
« Ultima modifica: Aprile 20, 2017, 18:04:00 pm da ciaca »
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Re:Brexit: l'inettitudine delle classi dirigenti europee
« Risposta #449 il: Aprile 24, 2017, 10:27:42 am »
E quindi in conclusione?
Tornerà sui suoi passi diranno abbiamo scherzato e tutto tornerà come prima?