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Il silicio in orologeria: a che punto siamo?

S.M.

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Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« il: Novembre 04, 2017, 10:32:53 am »
Voglio aprire questo topic perchè mi è venuto un dubbio.

Oramai sono anni che questo materiale è stato sperimentato per spirali, ancore e qualche ruota, ma non si è diffuso come molti di noi ipotizzavano.
I vantaggi li conosciamo: amagneticità, possibilità di funzionare in assenza (o con poca) lubrificazione, isocronismo (in caso delle spirali), facilità di realizzazione se si hanno i macchinari, assenza di finiture supplementari.
Notevoli, non c'è che dire.

Eppure a parte qualche modello sperimentale od edizioni limitate, ben poco si è mosso.
Omega mi sembra quella che sta più avanti, ma gli altri sono rimasti freddini.
Patek a parte qualche advance reserch, è rimasto sul tradizionale, Rolex dopo aver provato qualche spirale resta fedele alla Parachrom metallica anche sui nuovi calibri......gli altri boh....

Ho l'impressione che ancora non ci siano sufficienti garanzie sulla riuscita di questo materiale altrimenti non me lo spiego.
In un mondo veloce come il nostro dove ogni novità dopo 6 mesi è vecchia e superata, mi pare strano che dopo oltre un lustro ancora siamo quasi al punto di partenza.

Voi che ne pensate, avete notizie più aggiornate delle mie?
Ciò che non si muove non si usura.......Quello che non c'è non si rompe.

torquemada

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #1 il: Novembre 04, 2017, 10:54:44 am »
Eh, anche io riponevo grandi aspettative sul silicio, ricordo quando Ulysse Nardin lo propose sul Freak, l'anno dopo tutti dietro ma poi si è arenato tutto.

Advance reserch di Patek mi aveva entusiasmato sperando in una produzione di serie............poi buio.

Non mi spiego il poco successo del silicio, ma io sono maligno e penso sempre male, non è che con questi materiali le revisioni vengono allungate in modo esponenziale con mancati introiti?

A novembre dell'anno scorso ho fatto revisionare il Patek annuale e 1.6k se li sono presi, vero che hanno sostituito dei pezzi senza farmeli pagare ma tant'è che dopo qualche anno con certi brand devi passare dall'assistenza ufficiale.

Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #2 il: Novembre 04, 2017, 11:02:26 am »
...credo che oltre a Omega, le aziende che lo utilizzano maggiormente sono Breguet e tra gli indipendenti (numeri molto bassi) De Bethune

S.M.

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #3 il: Novembre 04, 2017, 13:43:12 pm »
Eh, anche io riponevo grandi aspettative sul silicio, ricordo quando Ulysse Nardin lo propose sul Freak, l'anno dopo tutti dietro ma poi si è arenato tutto.

Advance reserch di Patek mi aveva entusiasmato sperando in una produzione di serie............poi buio.

Non mi spiego il poco successo del silicio, ma io sono maligno e penso sempre male, non è che con questi materiali le revisioni vengono allungate in modo esponenziale con mancati introiti?

A novembre dell'anno scorso ho fatto revisionare il Patek annuale e 1.6k se li sono presi, vero che hanno sostituito dei pezzi senza farmeli pagare ma tant'è che dopo qualche anno con certi brand devi passare dall'assistenza ufficiale.
Al contrario, con il silicio le revisioni ufficiali diverrebbero obbligate.
Mentre ora abbiamo una piccola scelta se fare revisionare gli orologi da un laboratorio indipendente, dopo questi sarebbero totalmente tagliati fuori.
Inoltre le parti in silicio sono molto più economiche da produrre e non necessitano di finitura.
Le case avrebbero tutti gli interessi al suo impiego su larga scala.
Se non lo fanno ci deve essere qualcosa dietro.....

Forse non è tutto oro quello che luccica.....
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Bertroo

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #4 il: Novembre 04, 2017, 14:20:39 pm »
Come detto da Claudio oltre ad Omega lo usa Breguet, anche se non in tutti i modelli.
Io invece farei un’altra domanda. Ovvero, che costi ha il silicio per una casa? Sappiamo che le “vecchie” soluzioni sono oramai più che ammortizzate e affidabili e hanno prezzi quanto mai irrisori. Ma il silicio? Quanto influisce sul costo di produzione di un orologio?

ilcommesso

Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #5 il: Novembre 04, 2017, 14:23:28 pm »
..............
Ho l'impressione che ancora non ci siano sufficienti garanzie sulla riuscita di questo materiale altrimenti non me lo spiego.
In un mondo veloce come il nostro dove ogni novità dopo 6 mesi è vecchia e superata, mi pare strano che dopo oltre un lustro ancora siamo quasi al punto di partenza.

Voi che ne pensate, avete notizie più aggiornate delle mie?

Da quanti secoli è che gli orologi meccanici basano il loro funzionamento sulla stessa architettura di sistema?
250 anni o giù di là.
Il mondo va veloce in certi àmbiti, come ben sappiamo non c'è nulla di più restìo al cambiamento dell'orologeria, persino la moda a suo modo evolve.

Il silicio da un punto di vista di assistenza sembra essere assolutamente vincolante alle case madri (già lo è adesso, all'atto pratico), ma visto che oggi si può stampare di tutto, chissà che non si riescano a stampare le stesse parti con materiali dalle proprietà analoghe, se non identiche o migliori.  :o

Il silicio è un materiale largamente usato dal gruppo Swatch, Omega produce su grande scala, ergo se fosse una tecnologia "acerba" non l'avrebbero mai utilizzata su larga scala.
I vari freak, PP lab etc sono troppo di nicchia, come De bethune, per poter rappresentare un vero cambio nell'utilizzo dei materiali.

Ricordo il recentissimo Zenith defy lab ed il nuovo oscillatore in silicio.
A prezzi umani, non le solite milionate, ed altri economici sono in arrivo.

Bertroo

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #6 il: Novembre 04, 2017, 14:36:06 pm »
Quali?

ilcommesso

Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #7 il: Novembre 04, 2017, 14:41:13 pm »
Quali?
Timex, ne parlavamo nel 3d dello zenith mi pare

Bertroo

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #8 il: Novembre 04, 2017, 14:53:25 pm »

S.M.

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #9 il: Novembre 04, 2017, 16:41:07 pm »
Si Simone (il commesso), però la cartina di tornasole è Rolex. Fin quando non inizierà ad utilizzarlo lei, i miei dubbi permangono.
Sappiamo tutti con quale cautela si muove Rolex. Introduce migliorie solo dopo che queste si sono dimostrate affidabili oltre ogni ragionevole dubbio. Non commette mai passi falsi.
Anche Patek non è andata oltre i pochi advance reserch.

Ho la sensazione che ci siano dei lati oscuri.

Non conosco bene questo materiale, pertanto non posso formulare ipotesi attendibili.
Potrei pensare a qualche problema di fragilità, vista la consistenza "vetrosa". Magari sottoposto ad urti o vibrazioni non ha la stessa elasticità dei metalli. Penso ai perni, ai minuscoli denti di una ruota o perchè no, alla stessa spirale. Non saprei, fatto sta che a più di 10 anni dai roboanti proclami, siamo ancora allo start se si esclude Omega e qualche produzione limitata.
Ciò che non si muove non si usura.......Quello che non c'è non si rompe.

ilcommesso

Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #10 il: Novembre 04, 2017, 18:31:26 pm »
Però Omega ne produce comunque a migliaia, Rolex è l'esempio più lampante dell'immobilismo del settore.
Una ghiera o un quadrante colorato sono il massimo della loro innovazione, tanto al rolexaro medio importa la rivalutazione e nulla più.

Bertroo

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #11 il: Novembre 04, 2017, 20:18:42 pm »
Secondo me infatti non sono paragonabili.
E’ vero Rolex non è il massimo del dinamismo però ha altre peculiarità che comunque all’utente medio non interessano.

torquemada

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #12 il: Novembre 05, 2017, 07:11:05 am »
Rolex se ne frega perchè una volta raggiunti gli obiettivi annuali.......... frega nulla di investire.

Bertroo

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Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #13 il: Novembre 05, 2017, 09:07:53 am »
Rolex se ne frega perchè una volta raggiunti gli obiettivi annuali.......... frega nulla di investire.

Infatti.

Re:Il silicio in orologeria: a che punto siamo?
« Risposta #14 il: Novembre 05, 2017, 10:36:53 am »
La diffusione del silicio sembra avere i suoi limiti ad oggi e se dopo diversi anni l'esplosione che alcuni si aspettavano non c'è stata(o c'è stata solo in parte marginalmente) credo vada ricercata non nelle qualità del materiale in se.
Il silicio usato in orologeria avrebbe caratteristiche di elasticità, di amagneticità, di bisogno nullo di lubrificazione e di resistenza fisico-temporale superiore ai metalli, almeno da ciò che si sa e che si dice di questo materiale nell'impiego in orologeria.
Vediamo intanto dove il silicio in un orologio può essere usato con successo.
La prima cosa ad essere sostituita con successo è stata la spirale e ciò va direttamente al nocciolo della questione, le caratteristiche elastiche, di stabilità e l'antimagneticità di una spirale in silicio si riflettono subito sulla marcia dell'orologio e danno un plus immediato e tangibile rispetto alle spirali realizzate con leghe metalliche. Diciamo che la spirale è un componente che si adatta in modo superbo ad essere costituita di materiale siliceo, ma c'è un altro motivo che ne permette la sostituzione senza problemi, la sostanziale indistiguibilità. Praticamente è difficile se non impossibile ad una occhiata, distinguere una spirale metallica da una silicea e qui tocchiamo un punto che riguarda l'aspetto e la lavorazione del materiale. Il silicio ha un'aspetto diverso, e ciò dipenderebbe anche dal fatto che la sua struttura fisica ne impedirebbe la bellezza delle lavorazioni di finitura(almeno per come si è abituati a vederle sui metalli), sia all'origine che soprattutto in post produzione, l'aspetto finale del silicio non è troppo diverso all'occhio da quello che avrebbe un materiale plastico, limite in orologeria molto forte questo, perchè come sappiamo l'aspetto finale di un calibro e le sue finiture hanno spesso un ruolo determinante nel piacere del possessore.
Alla luce di ciò quindi il silicio non può sostituire con successo ponti, platine, viti, ruote, bascule e tutti quegli organi a vista dove le finiture e le lavorazioni fatte col metallo donano una bellezza ed una lucentezza che è parte integrante del fascino di un orologio per il quale l'appassionato è attratto e che è anche legato alla sua storia ed ai grandi orologiai che in passato, ma anche oggi, hanno reso superba e fascinosa la meccanica di un orologio di pregio.
Quindi vediamo come alle caratteristiche super del silicio in meccanica pura, fanno da contraltare limiti legati al suo(sembra inevitabilmente poco attraente) aspetto finale, che nell'immaginario collettivo non apparterrebbe a quanto visto ed ammirato finora in secoli di storia e fino ai giorni nostri.
Questi aspetti sono importanti e cruciali per me e per appassionati come me, ma non sarebbero gli unici che hanno determinato la non diffusione e la completa sostituzione dei metalli da parte del silicio ovviamente. Ci sono tante ragioni economiche di produzione, di costi ed il fatto che il settore fa fatica ad introdurre innovazioni di ogni tipo per il fatto che l'orologeria oramai appartenga al settore del lusso, il che ne è ovviamente il limite alla sua evoluzione puramente tecnologica.
Marchio, prestigio, blasone e valore nel tempo, danno una dimensione in cui la diffusione di nuovi materiali dalle tecniche fisico-meccaniche superiori da implementare ad ogni orologio, passano in secondo piano e che non condizionerebbe le vendite come altri progetti. Anche la già enorme diffusione di ebauche belle e pronte(o cloni di esse) da condividere tra vari marchi e produttori di fatto inibisce ai brand l'introduzione di un progetto di implemento col silicio in calibri esistenti, che non sia eventualmente la sostituzione della sola spirale.
Non c'è nulla di nobile nell'essere superiori a qualcun'altro.
La vera nobiltà è nell'essere superiori a chi eravamo ieri.
-Samuel Johnson-