Orologico Forum 3.0

Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition

Bug04

  • ***
  • 122
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #315 il: Aprile 15, 2018, 21:43:35 pm »
E’ un grande per le sue opere artigiane, ed è “semplicemente” onesto (e in un mondo che invece spesso ci marcia, l’onesta’ acquisce un sapore particolare) nel chiedere quella cifra per la revisione ordinaria di un solo tempo come il Classic, sopraffine nella sua fattura e nei suoi dettagli ma che non presenta complessità o costi particolari per interventi che non richiedono sostituzioni.

Ma quale mutuo. Parlando con lui sono rimasto sorpreso. Klings chiede per una revisione tra i 200-400€
Un grande!

fansie

  • *****
  • 932
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #316 il: Aprile 15, 2018, 22:18:00 pm »
Grande Klings!!!
Federico

bojwolb

  • *****
  • 30683
  • Ametrano rifatti la foto che sei peggiorato!
    • Mostra profilo
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #317 il: Aprile 15, 2018, 23:11:28 pm »
E’ un grande per le sue opere artigiane, ed è “semplicemente” onesto (e in un mondo che invece spesso ci marcia, l’onesta’ acquisce un sapore particolare) nel chiedere quella cifra per la revisione ordinaria di un solo tempo come il Classic, sopraffine nella sua fattura e nei suoi dettagli ma che non presenta complessità o costi particolari per interventi che non richiedono sostituzioni.

Ma quale mutuo. Parlando con lui sono rimasto sorpreso. Klings chiede per una revisione tra i 200-400€
Un grande!


E’ vero, ma è quel semplicemente che non è mai scontato.

Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #318 il: Aprile 16, 2018, 10:42:01 am »
Ragazzi, Ciro è un gran bell'acquisto del ns forum, non è solo persona appassionata ma anche particolarmente competente e attiva per la bella orologeria.
Inoltre, nonostante la competenza appena sottolineata, è persona umile, sorridente e capace anche di ascoltare... come ben sapete, tutto ciò non è affatto scontato.
Consiglierei d'interrogarlo sugli aneddoti che è in grado di raccontare circa i suoi incontri con Calabrese.

Con Ciro ci siamo conosciuti grazie al caro Michele (Palombaro) e c'è stata subito una grande simpatia e sintonia.
Nel libro della mostra c'è un suo intervento che dovete leggere perchè trasuda entusiasmo e conoscenza della materia.

Ciro ti mando un abbraccio e ti ringrazio pubblicamente per aver consigliato a Bruno Caputo di visitare la mostra: è passato stamane.

Grazie Claudio...forse é troppo, colgo l'occasione per salutare Michele (Palombaro), Denny, Roberto, Vittorio e Mauro che ho avuto piacere di incontrare al Maxxi e tutti gli appassionati di questo gran bel forum, mi auguro un giorno, di conoscervi tutti .
Grazie
Ciro
« Ultima modifica: Aprile 16, 2018, 17:48:40 pm da ciro71 »

cicci

  • *****
  • 4010
    • Mostra profilo
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #319 il: Aprile 16, 2018, 12:03:33 pm »
Ragazzi, Ciro è un gran bell'acquisto del ns forum, non è solo persona appassionata ma anche particolarmente competente e attiva per la bella orologeria.
Inoltre, nonostante la competenza appena sottolineata, è persona umile, sorridente e capace anche di ascoltare... come ben sapete, tutto ciò non è affatto scontato.
Consiglierei d'interrogarlo sugli aneddoti che è in grado di raccontare circa i suoi incontri con Calabrese.

Con Ciro ci siamo conosciuti grazie al caro Michele (Palombaro) e c'è stata subito una grande simpatia e sintonia.
Nel libro della mostra c'è un suo intervento che dovete leggere perchè trasuda entusiasmo e conoscenza della materia.

Ciro ti mando un abbraccio e ti ringrazio pubblicamente per aver consigliato a Bruno Caputo di visitare la mostra: è passato stamane.

Grazie Claudio...forse é troppo, colgo l'occasione per salutare Michele (Palombaro), Denny, Roberto e Vittorio che ho avuto piacere di incontrare al Maxxi e tutti gli appassionati di questo gran bel forum, mi auguro un giorno, di conoscervi tutti .
Grazie
Ciro

Sei il Ciro che era seduto accanto a me alla cena?

Severo (alias cicci)
 ;)
La felicità è avere la propria passione per lavoro.  (Alain Silberstein)
http://www.ceahr.org/


Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #320 il: Aprile 16, 2018, 14:01:04 pm »
Ragazzi, Ciro è un gran bell'acquisto del ns forum, non è solo persona appassionata ma anche particolarmente competente e attiva per la bella orologeria.
Inoltre, nonostante la competenza appena sottolineata, è persona umile, sorridente e capace anche di ascoltare... come ben sapete, tutto ciò non è affatto scontato.
Consiglierei d'interrogarlo sugli aneddoti che è in grado di raccontare circa i suoi incontri con Calabrese.

Con Ciro ci siamo conosciuti grazie al caro Michele (Palombaro) e c'è stata subito una grande simpatia e sintonia.
Nel libro della mostra c'è un suo intervento che dovete leggere perchè trasuda entusiasmo e conoscenza della materia.

Ciro ti mando un abbraccio e ti ringrazio pubblicamente per aver consigliato a Bruno Caputo di visitare la mostra: è passato stamane.

Grazie Claudio...forse é troppo, colgo l'occasione per salutare Michele (Palombaro), Denny, Roberto e Vittorio che ho avuto piacere di incontrare al Maxxi e tutti gli appassionati di questo gran bel forum, mi auguro un giorno, di conoscervi tutti .
Grazie
Ciro

Sei il Ciro che era seduto accanto a me alla cena?

Severo (alias cicci)
 ;)
Ciao Severo si eravamo vicini,
Un caro saluto
Ciro

PESSOA67

  • *****
  • 1303
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #321 il: Aprile 16, 2018, 15:27:10 pm »
Ragazzacci io non ho potuto partecipare, quale invidia...... ;)
Detto questo so che il Forum ha la capacità di metabolizzare questo evento così grande in modo positivo; ci sono persone diverse con livelli di conoscenza diversi (a questo punto caro Ermanno potresti farci una bella sorpresa e tornare a dire la tua....anche perchè il vintage senza di te langue....) che popolano questi spazi formando un intreccio prezioso e vitale.
In questo Forum devo dire la cosa che fa più piacere è la serenità che esiste, la misura nelle parole e nei toni che rarissimamente portano allo scontro verbale, le opinioni differenti rimangono sempre garantite da un livello civile di discussione.
Questo non credo cambierà perchè chi scrive qua ha l'educazione necessaria per frequentare il mondo esterno e misurarsi con il prossimo senza urlare.
A Claudio il merito di aver pensato e realizzato la sua personale creazione alla quale, tranne errori macroscopici che a quanto leggo sembra non ci siano stati, va il grandissimo merito di aver dato accesso a capolavori ai più inarrivabili.   
Al Forum il merito di avere un ambiente capace di stimolare e far crescere la coltura che ha poi dato vita alla mostra.
Bravi a tutti voi.
Un caro saluto

Roberto   

leolunetta

  • *****
  • 8293
  • 34/38mm fan club member
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #322 il: Aprile 16, 2018, 16:43:52 pm »
La mostra è anche in parte un nostro orgoglio del forum, penso si possa dire con serenità.

Istaro

  • *****
  • 2910
    • Mostra profilo
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #323 il: Aprile 16, 2018, 19:22:21 pm »
Terminata la mostra, faccio anch’io la mia modesta recensione degli orologi esposti.

Dico subito che nessuno mi ha deluso: tutti molto affascinanti, per un verso o per l’altro.
Poi è ovvio che alcuni mi hanno entusiasmato sotto ogni punto di vista, mentre di altri ho apprezzato alcuni aspetti più di altri (ma si trattava di una mostra, in cui era interessante valutare soprattutto l’originalità, la qualità tecnica, l’accuratezza realizzativa; per cui lascio da parte le considerazioni sui prezzi e ne faccio solo di sfuggita sulle dimensioni).

L’orologio per cui più di ogni altro valeva la pena andare alla mostra:  il Tourbillon due minuti di Jean Daniel Nicolas (Roth).
Diciamo sempre che la visione diretta di un orologio è fondamentale, che non bisogna accontentarsi delle fotografie. Però è anche vero che con foto ben fatte (non con i rendering  computerizzati), magari corredate da macro, o addirittura con un video, spesso possiamo avere un’idea abbastanza vicina al vero (a parte l’aspetto della vestibilità).
Ebbene, di questo tourbillon di Roth possiamo cogliere in fotografia il disegno elegantissimo, l’eccelsa qualità delle finiture, ma non un elemento che una foto o un video non possono restituire: la tridimensionalità. Infatti, tra i diversi livelli - del quadrante, della gabbia del tourbillon, del fondo a specchio con la scala dei secondi - si crea una prospettiva meravigliosa, che può essere apprezzata fino in fondo solo con la visione diretta e il tourbillon in movimento.
Questa una foto che rende solo in parte quello che intendo:



Lo spessore contenuto di un orologio è in linea di principio una virtù, ma in questo caso gli 11 mm sono ben giustificati, perché consentono di realizzare questa profondità prospettica.


Il quadrante più bello:  il George Daniels. Anche qui la visione diretta ci emoziona più di quanto già sappiano fare le foto: per la possibilità di apprezzare i diversi livelli e la leggerezza “setosa” dei componenti.
Sulla soglia del paradiso anche JDN, Klings. De Bethune Skybridge, Voutilainen, Dufour.


Il movimento più bello:  Dufour. Seguìto a un’incollatura da Voutilainen e JDN.
Di Dufor debbo dire che non mi è neanche dispiaciuta la cassa satinata. Certo questa versione del Simplicity non è all’altezza di quella più classica ed elegante. Ma se mettiamo da parte il confronto, resta uno splendido modello.


L’orologio più “ipnotico”:  il cronografo Asaoka (in cui si può apprezzare il movimento delle leve anche dal lato quadrante), seguìto dal Deep Space di Halter.
Dell’Asaoka vanno ricordate le dimensioni perfette (37 mm), anche se la leggibilità non è eccelsa.


Il più geniale e intrigante:  l’Updown di Ballouard – bello l’oro rosso col quadrante in madreperla -, che ha un’affissione più riuscita dell’Half Time (i numeri “spezzati” di questo disturbano un po’). Se non fosse troppo grande…


Il più equilibrato:  lo Tsunami di Asaoka. Con i suoi 37 mm e il disegno moderno, ma senza eccessi, sarebbe da acquistare domani, come splendido orologio informale.
Tra i più “indossabili”, per dimensioni e stile, anche Klings e Dufour.
Molto piacevole e sofisticato il Calendario di Ferrier: niente effetti speciali, ma se in fotografia può sembrare troppo scarno, dal vero il suo stile essenziale appare perfetto in ogni dettaglio. La sera del vernissage  ho chiacchierato a lungo con la responsabile delle relazioni esterne (?) della maison, che mi ha fatto notare un bel particolare nel Ferrier che teneva al polso: se si guarda l’orologio di profilo, attraverso il suo vetro leggermente bombato, le sfere sembrano davvero lance proiettate in aria… Orologi pensati per essere impeccabili sotto ogni angolazione e prospettiva. Peccato solo per i 40 mm.

Il più elegante (e forse, per il mio gusto personale, il più bello da indossare): il (i) Klings. Per il disegno sublime di cassa, anse e quadrante. Per la meravigliosa raffinatezza delle decorazioni del quadrante. Per le dimensioni, quasi perfette per la tipologia (37 e 38mm). Per il fascino della lavorazione interamente artigianale. Sono peraltro gli orologi che hanno forse il miglior rapporto qualità/prezzo (!).


Chi ho lasciato fuori?
Mi sembra Claret, Smith e Gauthier.
Del primo, genio indiscusso della meccanica (e l’X-Trem ne è un eccellente esempio), non amo il design:  mi può anche intrigare un’affissione anticonvenzionale in un orologio che abbia una forma classica e proporzionata. Ma gli orologi integralmente anticonvenzionali, tanto più se enormi, fatico a considerarli orologi da polso. Li guardo con ammirazione per il contenuto tecnico, per l’originalità, anche per le scelte stilistiche in rapporto alla tipologia  (non sono brutti); ma non immaginerei mai di indossarli. Molto bello, casomai, il modello femminile (il Marguerite), però anch’esso enorme.
Lo Smith ha un’impostazione classica che apprezzo, rifinitissimo, ma non mi ha folgorato per un aspetto particolare.
I Gauthier sono molto ben fatti, ma li trovo un po’ “carichi”, poco equilibrati, troppo smaniosi di esibire l’originalità del movimento (nel quadrante il contatore delle ore è davvero troppo piccolo).
Come ho detto inizialmente, nessun orologio della mostra mi ha deluso. Ma questi ultimi mi hanno colpito meno degli altri.
« Ultima modifica: Aprile 16, 2018, 19:32:08 pm da Istaro »
"Non esistono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare" (Seneca)

Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #324 il: Aprile 16, 2018, 19:58:03 pm »
Terminata la mostra, faccio anch’io la mia modesta recensione degli orologi esposti.

Dico subito che nessuno mi ha deluso: tutti molto affascinanti, per un verso o per l’altro.
Poi è ovvio che alcuni mi hanno entusiasmato sotto ogni punto di vista, mentre di altri ho apprezzato alcuni aspetti più di altri (ma si trattava di una mostra, in cui era interessante valutare soprattutto l’originalità, la qualità tecnica, l’accuratezza realizzativa; per cui lascio da parte le considerazioni sui prezzi e ne faccio solo di sfuggita sulle dimensioni).

L’orologio per cui più di ogni altro valeva la pena andare alla mostra:  il Tourbillon due minuti di Jean Daniel Nicolas (Roth).
Diciamo sempre che la visione diretta di un orologio è fondamentale, che non bisogna accontentarsi delle fotografie. Però è anche vero che con foto ben fatte (non con i rendering  computerizzati), magari corredate da macro, o addirittura con un video, spesso possiamo avere un’idea abbastanza vicina al vero (a parte l’aspetto della vestibilità).
Ebbene, di questo tourbillon di Roth possiamo cogliere in fotografia il disegno elegantissimo, l’eccelsa qualità delle finiture, ma non un elemento che una foto o un video non possono restituire: la tridimensionalità. Infatti, tra i diversi livelli - del quadrante, della gabbia del tourbillon, del fondo a specchio con la scala dei secondi - si crea una prospettiva meravigliosa, che può essere apprezzata fino in fondo solo con la visione diretta e il tourbillon in movimento.
Questa una foto che rende solo in parte quello che intendo:



Lo spessore contenuto di un orologio è in linea di principio una virtù, ma in questo caso gli 11 mm sono ben giustificati, perché consentono di realizzare questa profondità prospettica.


Il quadrante più bello:  il George Daniels. Anche qui la visione diretta ci emoziona più di quanto già sappiano fare le foto: per la possibilità di apprezzare i diversi livelli e la leggerezza “setosa” dei componenti.
Sulla soglia del paradiso anche JDN, Klings. De Bethune Skybridge, Voutilainen, Dufour.


Il movimento più bello:  Dufour. Seguìto a un’incollatura da Voutilainen e JDN.
Di Dufor debbo dire che non mi è neanche dispiaciuta la cassa satinata. Certo questa versione del Simplicity non è all’altezza di quella più classica ed elegante. Ma se mettiamo da parte il confronto, resta uno splendido modello.


L’orologio più “ipnotico”:  il cronografo Asaoka (in cui si può apprezzare il movimento delle leve anche dal lato quadrante), seguìto dal Deep Space di Halter.
Dell’Asaoka vanno ricordate le dimensioni perfette (37 mm), anche se la leggibilità non è eccelsa.


Il più geniale e intrigante:  l’Updown di Ballouard – bello l’oro rosso col quadrante in madreperla -, che ha un’affissione più riuscita dell’Half Time (i numeri “spezzati” di questo disturbano un po’). Se non fosse troppo grande…


Il più equilibrato:  lo Tsunami di Asaoka. Con i suoi 37 mm e il disegno moderno, ma senza eccessi, sarebbe da acquistare domani, come splendido orologio informale.
Tra i più “indossabili”, per dimensioni e stile, anche Klings e Dufour.
Molto piacevole e sofisticato il Calendario di Ferrier: niente effetti speciali, ma se in fotografia può sembrare troppo scarno, dal vero il suo stile essenziale appare perfetto in ogni dettaglio. La sera del vernissage  ho chiacchierato a lungo con la responsabile delle relazioni esterne (?) della maison, che mi ha fatto notare un bel particolare nel Ferrier che teneva al polso: se si guarda l’orologio di profilo, attraverso il suo vetro leggermente bombato, le sfere sembrano davvero lance proiettate in aria… Orologi pensati per essere impeccabili sotto ogni angolazione e prospettiva. Peccato solo per i 40 mm.

Il più elegante (e forse, per il mio gusto personale, il più bello da indossare): il (i) Klings. Per il disegno sublime di cassa, anse e quadrante. Per la meravigliosa raffinatezza delle decorazioni del quadrante. Per le dimensioni, quasi perfette per la tipologia (37 e 38mm). Per il fascino della lavorazione interamente artigianale. Sono peraltro gli orologi che hanno forse il miglior rapporto qualità/prezzo (!).


Chi ho lasciato fuori?
Mi sembra Claret, Smith e Gauthier.
Del primo, genio indiscusso della meccanica (e l’X-Trem ne è un eccellente esempio), non amo il design:  mi può anche intrigare un’affissione anticonvenzionale in un orologio che abbia una forma classica e proporzionata. Ma gli orologi integralmente anticonvenzionali, tanto più se enormi, fatico a considerarli orologi da polso. Li guardo con ammirazione per il contenuto tecnico, per l’originalità, anche per le scelte stilistiche in rapporto alla tipologia  (non sono brutti); ma non immaginerei mai di indossarli. Molto bello, casomai, il modello femminile (il Marguerite), però anch’esso enorme.
Lo Smith ha un’impostazione classica che apprezzo, rifinitissimo, ma non mi ha folgorato per un aspetto particolare.
I Gauthier sono molto ben fatti, ma li trovo un po’ “carichi”, poco equilibrati, troppo smaniosi di esibire l’originalità del movimento (nel quadrante il contatore delle ore è davvero troppo piccolo).
Come ho detto inizialmente, nessun orologio della mostra mi ha deluso. Ma questi ultimi mi hanno colpito meno degli altri.

Eccola!! la stavo aspettando, una recensione completa, attenta, dettagliata, senza astio ma sincera nel sottolineare ciò che piace e perchè, e ciò che non piace e perchè. Ma quel che non si apprezza non si traduce in: è un bluff, un truffatore che non merita il successo e la celebrità che ha ma, più semplicemente, "non è un'orologeria  che mi appartiene ma ne apprezzo comunque i contenuti e il lavoro che c'è dietro"
Caro Gianni, grazie, condivido molte delle cose che hai scritto.

fansie

  • *****
  • 932
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #325 il: Aprile 16, 2018, 20:07:42 pm »
Le parole di Gianni denotano tanta passione e gusti raffinati.
Federico

Lego

  • ****
  • 358
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #326 il: Aprile 16, 2018, 20:56:17 pm »
Per amor di precisione:

Citazione
---
L’orologio più “ipnotico”:  il cronografo Asaoka (in cui si può apprezzare il movimento delle leve anche dal lato quadrante), seguìto dal Deep Space di Halter.
Dell’Asaoka vanno ricordate le dimensioni perfette (37 mm), anche se la leggibilità non è eccelsa.

Il Chronograph è 38 mm.

Citazione
Molto piacevole e sofisticato il Calendario di Ferrier: niente effetti speciali, ma se in fotografia può sembrare troppo scarno, dal vero il suo stile essenziale appare perfetto in ogni dettaglio. La sera del vernissage  ho chiacchierato a lungo con la responsabile delle relazioni esterne (?) della maison, che mi ha fatto notare un bel particolare nel Ferrier che teneva al polso: se si guarda l’orologio di profilo, attraverso il suo vetro leggermente bombato, le sfere sembrano davvero lance proiettate in aria… Orologi pensati per essere impeccabili sotto ogni angolazione e prospettiva. Peccato solo per i 40 mm.

La Signora è Vanessa Monestel, amministratrice delegata dell'Azienda.

leolunetta

  • *****
  • 8293
  • 34/38mm fan club member
    • Mostra profilo
    • E-mail
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #327 il: Aprile 16, 2018, 21:23:40 pm »
Grazie Vittorio delle pintualizzazioni.  :D

Comunque tornando alla recensione di Gianni, direi che mi trovo in accordo quasi su tutto, persino sui gusti personali trovo pieno riscontro.

Io la mia recensione l’ho lasciata nei fatti. 5 presenze belle piene e il plauso di Claudio che mi ha decretato visitatore più assiduo della mostra. ;D


Istaro

  • *****
  • 2910
    • Mostra profilo
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #328 il: Aprile 16, 2018, 21:32:30 pm »
Per amor di precisione:

Citazione
---
L’orologio più “ipnotico”:  il cronografo Asaoka (in cui si può apprezzare il movimento delle leve anche dal lato quadrante), seguìto dal Deep Space di Halter.
Dell’Asaoka vanno ricordate le dimensioni perfette (37 mm), anche se la leggibilità non è eccelsa.

Il Chronograph è 38 mm.

Citazione
Molto piacevole e sofisticato il Calendario di Ferrier: niente effetti speciali, ma se in fotografia può sembrare troppo scarno, dal vero il suo stile essenziale appare perfetto in ogni dettaglio. La sera del vernissage  ho chiacchierato a lungo con la responsabile delle relazioni esterne (?) della maison, che mi ha fatto notare un bel particolare nel Ferrier che teneva al polso: se si guarda l’orologio di profilo, attraverso il suo vetro leggermente bombato, le sfere sembrano davvero lance proiettate in aria… Orologi pensati per essere impeccabili sotto ogni angolazione e prospettiva. Peccato solo per i 40 mm.

La Signora è Vanessa Monestel, amministratrice delegata dell'Azienda

Grazie.  :)
"Non esistono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare" (Seneca)

tonio5

  • ****
  • 251
    • Mostra profilo
Re:Watchmakers - The Masters of Art Horology / The Exhibition
« Risposta #329 il: Aprile 16, 2018, 22:34:19 pm »
Buonasera a tutti,
sabato sono stato finalmente a vedere la mostra degli watchmakers!

Non vedevo l’ora di andare, purtroppo causa lavoro ho dovuto attendere quasi la fine, ma mai e poi mai me la sarei persa!!
Soddisfatto? Molto di più anzi fatico quasi a descrivere le emozioni provate nelle tre ore passate a vedere le opere d’arte della meccanica esposte, perché parliamoci chiaro se non sono opere d’arte queste allora mi chiedo cosa siano...

Il Maxxi è un posto magnifico, splendido fuori e dentro!
Anche la sala espositiva della mostra mi è piaciuta molto , con grandi finestre luminose che si affacciavano sulla bellissima facciata del corpo principale del museo.

Ma veniamo alla mostra...
Ho aspettato fino ad oggi a scrivere poiché è da due giorni che penso a ciò che ho visto e ancora non mi sembra vero di aver potuto rimirare dei capolavori simili dal vivo e tutti insieme...
Claudio è riuscito in una cosa immensa e coinvolgente anzi per quanto mi riguarda sconvolgente....

Per me è stato come stare su un ring e ricevere pugni a destra e sinistra, ma pugni che però mi facevano stare bene, mi facevano meravigliare e al contempo sognare!
Trovare un vincitore nel gruppo è praticamente impossibile, ogni opera ha la sua particolarità, la sua soggettiva bellezza e il suo modo di apparire/stupire.

Diciamo che la fila centrale è stata devastante, il turbo triassiale di Halter con quel suo cupolone di vetro in funzione è veramente ipnotico... poi un quartetto che per me e a quanto pare per molti altri è stata pura poesia...Roth,Dufour,Daniels da stare a guardare per ore Ma anche Smith mi ha notevole impressionato sia nella meccanica che nel quadrante un vero quadro

Mi permetto di spendere due parole sul Simplicity esposto.
Dopo aver letto che alcuni erano rimasti delusi dalla cassa, be non vi nego che ero un po’ scettico bei suoi confronti prima di arrivare alla mostra... mi è bastato guardarlo per capire che è un pezzo pazzesco e che il suo proprietario può avere al polso un orologio che alla vista da l’idea di una finitura povera ma che poi rivela un quadrante e soprattutto una meccanica devastante! Per me una figata pazzesca!!!

Poi cosa dire di Voutilainen? Anche lui splendido davanti e dietro, Claret con le sue meccaniche incredibili anche se in questo caso meno di mio gusto sul fattore estetico dei quadranti, lo stile giapponese ma di grande eleganza e pulizia dello Tsunami e del turbo di Asaoka e un crono completamente fuori dagli schemi.....

Passando dallo splendido Logical One di Gauthier e dalle geniali creazioni di Ballouard che solo vedendole dal vivo possono trasmettere ciò che sono, veri e propri “giocattoli”meccanici strabilianti, sono arrivato all’artista che mi ha lasciato un segno profondo.... Klings!
Una cassa pazzesca per eleganza, un quadrante che mi ha fatto tornare nell’Ottocento guardandolo e riguardandolo e un meccanismo lavorato in maniera superba con un cote de geneve completamente diverso da tutti che mi ha veramente rapito, una vera opera meccanica artigiana!!!

È stato veramente un viaggio mistico che il padrone di casa, Claudio, mi ha fatto fare e scoprire teca dopo teca raccontandomi dei bellissimi aneddoti e parlandomi di tantissimi dettagli grazie alla sua grande conoscenza di queste splendide opere!
Quindi un enorme grazie al carissimo Claudio!

Ultimo appunto, sottoscrivo anche io ciò che parecchi di noi hanno detto e cioè che questa mostra fa veramente pensare a ciò che può essere l’orologeria e si fa fare seri e paurosi bellissimi pensieri ...
Fossi stato vicino credo che sarei stato parecchie volte a rivederla poiché splendida...

Uscito dalla mostra me ne sono andato a San Pietro a parlare col grande capo... sia mai che mi abbia ascoltato 😂😂😂

Direi che vi ho tediato abbastanza, un caro saluto a tutti e ancora complimenti a Claudio per l’aver creato una vera e propria mostra fuori da ogni schema