Orologico Forum 3.0

F.P. Journe Chronomètre Optimum

diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #30 il: Aprile 13, 2019, 08:37:57 am »
Citazione da: SoloMeccanico
Spero che tu possa pubblicare altre foto, compresa una del corredo completo (è sempre una mia grande curiosità)!
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Ecco una foto della card di garanzia, secondo il concessionario per la prima volta con l’immagine specifica del modello, e della chiave USB con il catalogo FPJ ed il manuale di entrambi scaricabili in formato pdf.

Le referenze di Journe hanno la sigla del modello (CO per Chronomètre Optimum, CS per Chronomètre Souverain e così via) seguite dal numero progressivo di produzione preceduto da 1 quando si raggiungono le mille unità, 2 le 2000 ...

Il mio Optimum ha un numero inferiore a 300, che fa dedurre una produzione annua del modello dal 2012 in circa 40 unità.
Il CS era attorno al 2500 (in produzione dal 2005).

La produzione annua stimata di FPJ è circa di 8/900 pezzi all’anno, ora forse un po’ di più con l’elettromeccanico Élégante.

Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #31 il: Aprile 13, 2019, 11:34:06 am »
Grazie!

fabri5.5

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #32 il: Aprile 13, 2019, 12:28:42 pm »
orologio bellissimo fuori e summa della tecnica dentro!
complimenti vivissimi!!

diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #33 il: Aprile 13, 2019, 12:58:34 pm »
orologio bellissimo fuori e summa della tecnica dentro!
complimenti vivissimi!!

Grazie Fabrizio, bazzico Verona per via dell’amico comune che ha in cura qualche mio orologio, poi l’occasione, quando non ci pesavo proprio, mi ha tentato.
Ciao

Istaro

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #34 il: Aprile 14, 2019, 00:56:48 am »
Complimentissimi per l’orologio e, ovviamente, per la presentazione.

Per la prima volta il remontoir è in titanio. Connesso ad esso vi sono i secondi morti saltanti esattamente, visibili sul lato cassa con un mesmerico movimento retrogrado.

Solo per il “mesmerico”… la presentazione merita cinque stelle!  :D

Cos’altro aggiungere a quanto da te doviziosamente evidenziato sulle virtù dell’orologio?

Potremmo far notare, ad esempio, che il ponte del remontoir  è fissato sul quadrante, il quale diventa così un elemento strutturale dell’orologio.

Oppure che il remontoir d’egalité  è un meccanismo raro e complesso, adottato per gli orologi da polso da poche maison  e pochi orologiai, oltre a Journe (Lange, Strehler, Grönefeld... altri?).
Per descriverlo, cedo la parola a Journe stesso (che ne spiega le origini in un articolo di presentazione alla sua collezione Souverain):

“Fin dai tempi più remoti l’uomo ha cercato di misurare il tempo dividendolo in frazioni uguali. E così facendo ha inventato la nozione di isocronismo. Ma è solo con i primi orologi meccanici che si è cominciato a cercare di rendere costante la forza che arriva allo scappamento. Non esisteva ancora la molla spirale e il bilanciere, chiamato foliot, aveva un battito irregolare, causato dall’arrivo di una forza legata alle imperfezioni della molla e degli ingranaggi.

A quell’epoca gli orologi possedevano un’unica lancetta, che compiva un giro completo in dodici ore: la loro imprecisione infatti non permetteva ancora di misurare i minuti. Dopo l’invenzione della molla motrice, che rese possibile fabbricare orologi da tavolo, un orologiaio del XV secolo, Jobst Bürgi, ebbe l’idea di aggiungere all’ingranaggio tradizionale un sistema indipendente, caricato a brevi intervalli dalla molla principale. Ora lo scappamento era in grado di fornire un flusso più costante di energia e conferiva all’orologio un’autonomia di diversi mesi. Nacque così il primo remontoir d’égalité.

Più tardi, nel XVII secolo, l’orologiaio olandese Christiaan Huygens inventò la molla spirale e il pendolo. Queste novità diedero agli orologi e alle pendole una precisione cronometrica prima impensabile. La lancetta dei minuti diventò di uso comune e il remontoir d’égalité venne trascurato per oltre un secolo. All’avvento del secolo dei Lumi, il Settecento, le esigenze imposte dalle osservazioni astronomiche e dal calcolo della longitudine per la navigazione in mare aperto richiedevano una crescente precisione. La lancetta per indicare i secondi si diffuse via via che gli orologi si perfezionavano. In Inghilterra l’orologiaio Thomas Mudge inventò un remontoir d’égalité destinato al cronometro da marina chiamato H.3, mentre in Francia il celebre Robert Robin, «Orologiaio del Re», ne inventava uno destinato ai suoi regolatori di precisione. Ma è nel XIX secolo che, paradossalmente, il remontoir d’égalité viene adottato su larga scala nella fabbricazione degli orologi per edifici, non per ovviare ai difetti delle molle (dato che in tutti gli orologi di questo tipo il movimento funzionava mediante pesi a trazione) ma per isolare il meccanismo orario dalle lancette esterne. Infatti le lancette esposte ai venti potevano alterare il funzionamento del meccanismo.

Tuttavia la fabbricazione dei remontoir d’égalité era assai difficile e complicata, ragione per cui nel XX secolo è stata di nuovo abbandonata quasi totalmente, tranne rare eccezioni.

L’orologiaio inglese George Daniels lo ha impiegato in un orologio da tasca con tourbillon. Anthony Randall lo ha inserito in una pendulette (orologio da tavolo o da viaggio) ispirata al principio dell’orologio H.4 di John Harrison. Io stesso l’ho usato in tre orologi da tasca con tourbillon, in una pendola «simpatica» e, in tempi più recenti, l’ho introdotto per la prima volta in un orologio da polso che è il primo modello della collezione F.P.Journe – Invenit et Fecit –, e a cui ho dato il nome di Tourbillon Souverain.

Ciò che rende affascinante il principio del remontoir d’égalité è il fatto che ogni orologiaio che si è impegnato nel realizzarlo ne ha dato una propria interpretazione personale: soltanto l’idea di base è comune a tutti”.
  (François-Paul Journe)


Un remontoir d’egalité  può essere non solo realizzato con diverse tecniche, ma anche tarato su diversi intervalli temporali.
Quello elaborato da Journe stesso per il Vagabondage II, ad esempio, è a un minuto; mentre il remontoir  del Tourbillon e di questo Optimum è a un secondo. Caratteristica che il maestro sfrutta anche per realizzare, con un’ulteriore meccanismo collegato alla ruota dei secondi, un’affissione a “secondi morti” o saltanti (meccanismo non presente nel primo Tourbillon con remontoir  del 1991; la versione successiva del 2003, che lo introduceva, si chiamò appunto avec Seconde morte).
(Per inciso, potremmo aggiungere che la complicazione dei secondi saltanti può essere ottenuta anche senza un remontoir d’egalité. O che JLC, col Geophysic True Second, fa una scelta di segno opposto: utilizza il remontoir  solo per l'affissione dei secondi saltanti, e non per ottimizzare la distribuzione d'energia.)

Da rilevare che nel Tourbillon di Journe l’affissione dei “secondi morti” è visibile lato quadrante, mentre nell’Optimum abbiamo sul quadrante i secondi continui e possiamo ammirare i secondi morti solo sul fondello.
Scelta che però giudico discutibile… :-\  Per me i secondi saltanti, essendo non un semplice meccanismo, ma una vera - e affascinante - "complicazione", meriterebbero sempre il quadrante.

Qualche considerazione ulteriore si potrebbe dedicare allo scappamento BHP (Bi-axial à Haute Performance), che è uno scappamento a impulso diretto (e quindi non necessita di lubrificazione), teoricamente più capace di preservare l’isocronismo rispetto al tradizionale scappamento ad ancora (che è a doppio impulso).
Si tratta di un concetto simile a quello sviluppato da Daniels con lo scappamento coassiale.


Argomenti tecnicamente affascinanti, che magari possono essere sviluppati da chi ha maggiori competenze tecniche  (spero di non aver scritto gravi inesattezze :P).


casualmente avevo con me una referenza “hot” (che inevitabilmente è stata sacrificata senza rimpianti),

E qui ci devi dire qual è il pezzo sacrificato…  ;)
« Ultima modifica: Aprile 14, 2019, 01:02:33 am da Istaro »
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diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #35 il: Aprile 14, 2019, 07:12:53 am »
Caro Gianni, ho appena finito di leggere tutto d’un fiato il tuo magistrale intervento che impreziosisce con un puntuale riferimento storico questa presentazione. Credo che gli elementi più importanti in un orologio siano, oltre all’imprescindibile criterio estetico, il movimento e l’importanza storica che, in qualche caso come questo, si unisce alla capacità di innovazione.
Quanto alla tua curiosità ti dico un paio di numeri, 37XX ...

diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #36 il: Aprile 14, 2019, 09:35:15 am »
Qualche altra bella immagine di repertorio, che include il Tourbillon Souverain con remonroir e secondi morti (versione 2003) citato da Istaro. Notevole, a mio avviso, il Black Label, che è una boutique edition, sempre con cassa al platino e quadrante nero.

diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #37 il: Aprile 14, 2019, 09:49:54 am »
Rapide impressioni dopo una settimana di utilizzo.

1) L’orologio si “sente” al polso, perchè con i suoi 120 grammi, non è una piuma. Per me si tratta di un particolare che non disturba, anzi ricorda la presenza dell'orologio quando lo si indossa.

2) La cassa è semplice e funzionale, con dettagli studiati e proporzioni (nella misura da 40 mm di diametro) adatte alla tipologia, in quanto deve segnalarne l’eccellenza tecnica (movimento) senza inutili orpelli.

3) Il quadrante è semplice e discreto, anche se mi incanto a guardarlo. Le funzioni (quadrante decentrato di ore/minuti, quadrantino dei secondi continui, indicatore della riserva di carica, remontoir) sono disposte in modo armonico. Le cornici in acciaio lucidato a specchio e fissate con viti sono consone all’orologio, e l’apertura del remontoir ne esalta i dettagli tecnici

In conclusione, molto piacevole da indossare e non vistoso.
A mio avviso, come segnalato dalla stampa di settore, un matrimonio riuscito tra estetica e tecnica con l’inconfondibile “Journe Look”.

Istaro

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #38 il: Aprile 14, 2019, 23:30:16 pm »
ci devi dire qual è il pezzo sacrificato…  ;)
Quanto alla tua curiosità ti dico un paio di numeri, 37XX ...

Arghh!   :o ;D

Scherzi a parte, un po' mi spiace che ti sia privato del Calatrava (ref. 3796), che considero - come già scritto - l’orologio icona per eccellenza.
Se è vero che per molti (e anche per me) il Breguet 3130 è l'Orologio con la maiuscola, nel senso di più bello e seducente, è altresì vero che il Calatrava classico è l'orologio per antonomasia, il più imitato, il primo che viene in mente a chiunque chiude gli occhi e pensa a un segnatempo.
Peccato che sia uscito dalla tua collezione.

Intendiamoci: il nuovo Optimum è superiore, un orologio superbo, penso il pezzo più pregiato della tua collezione.
Ma al tuo posto, probabilmente, in un'ottica di varietà collezionistica (storicità, tipologia, ecc.), non avrei fatto uscire il Calatrava.

Magari avrei rinunciato all'altro Journe, che stilisticamente ricorda molto il nuovo acquisto.
Non so se in te è maturata una decisa attrazione per Journe, per cui vuoi dare questa impronta alla tua raccolta.
Oppure sei stato frenato dal timore di rimetterci troppo nel permutare un orologio che hai acquistato nuovo (una formula da valutare attentamente, se si pensa di ricorrere a permute future).
O ancora hai giudicato il Calatrava, come tipologia, un doppione del Santos...

Scusa se devio il discorso dal tuo nuovo acquisto alla tua collezione, curiosando nei criteri che ti guidano… è solo per divagare amabilmente. ;)
« Ultima modifica: Aprile 15, 2019, 00:01:53 am da Istaro »
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diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #39 il: Aprile 15, 2019, 01:54:15 am »
Arghh!   :o ;D

Scherzi a parte, un po' mi spiace che ti sia privato del Calatrava (ref. 3796), che considero - come già scritto - l’orologio icona per

Magari avrei rinunciato all'altro Journe, che stilisticamente ricorda molto il nuovo acquisto.

La cosa è piuttosto complessa, perchè la referenza hot non era il Calatrava da 31,5 mm (non apprezzato dal mercato), ma un 371X.
Il Chronomètre Souverain è stato sacrificato senza problemi per questo orologio decisamente superiore.
Per il Calatrava, ne parlerò un’altra volta, comunque credo che approverai la mia scelta.
Ciao

Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #40 il: Aprile 15, 2019, 12:27:12 pm »
Arrivo tardi per congratularmi Enrico: orologio strepitoso, tra i migliori orologi sul mercato in assoluto e tra i capolavori di Journe, di certo il migliore degli ultimi 10 anni del genio francese.

A Gianni vorrei rispondere che, quello che ha sacrificato a sacrificato, avrai di certo un'idea del costo di quest'orologio e se non hai il pozzo di soldi, c'è un solo modo per averli, dar via quelli che hai (al plurale quindi esser disposti a metter sul piatto anche 2/3/4 pezzi per uno soltanto) anche se ti piacciono ancora molto.

Inutile parlar ancora dei pregi dell'Optimum (a cui sono stato più di una volta molto vicino a prendere) possiamo solo aggiungere che da sempre è uno dei preferiti anche dello stesso Journe.
Se un appunto posso fare è che lo avrei preferito con cassa platino e dial salmone, oppure nero o MOP, ma immagino dipenda anche dall'opportunità che si è presentata ad Enrico.

Bravo Bravo Bravo, si riducono i pezzi ma si alza la qualità e la bellezza della tua raccolta.

Istaro

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #41 il: Aprile 15, 2019, 22:46:23 pm »
La cosa è piuttosto complessa, perchè la referenza hot non era il Calatrava da 31,5 mm (non apprezzato dal mercato), ma un 371X.

In effetti, mi sembrava un po' strano veder definito il Calatrava da 31,5 mm referenza "hot"...  :P
Ma non sapevo che tu avessi un Patek ben più appetito.


Il Chronomètre Souverain è stato sacrificato senza problemi per questo orologio decisamente superiore.

Beh sì, è una scelta logica.


Per il Calatrava, ne parlerò un’altra volta, comunque credo che approverai la mia scelta.

Attendiamo curiosi.
Io "approvo" a prescindere le scelte di un vero appassionato dell'orologeria classica…  ;)
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diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #42 il: Aprile 16, 2019, 16:25:51 pm »
Riesco a collegarmi dopo qualche difficoltà, perchè sono all’estero.
Confermo che trovata l’occasione ho dovuto fare una rapida revisione della mia raccolta per necessità di crescita “verticale”.
Ho fatto una scelta di “cuore” più che di “mente” sacrificando un pezzo molto apprezzato dal mercato a favore di uno apprezzato da (pochi?) appassionati, realizzando, assieme al Souverain che inevitabilmente è andato, una piccola plus valenza che mi ha consentito un’altra operazione d cui parlerò più avanti. A volte, se passa il treno e la destinazione è quella giusta, meglio prenderlo al volo.
Grazie a tutti per i preziosi commenti e la “solidarietà”.

Fabrizio Rotoloni (persson)

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #43 il: Agosto 01, 2020, 16:45:25 pm »
Anche se molto in ritardo faccio anche io i miei migliori complimenti... oggetto davvero superlativo e del resto lo avete dette giá in questa discussione.
Questa cosa:
Corretto, i secondi saltanti esattamente hanno una direzione anti-oraria. In una bella intervista a Hodinkee con video youtube, FPJ spiega di non aver voluto complicare inutilmente il movimento in modo da rendere visibile l’avanzamento dei secondi in modo orario.
mi lascia un po' perplesso... avendo fatto fronte, con soluzioni molto sofisticate a talmente tanti aspetti mi resta difficile comprendere quale potesse essere il problema nell'inserire un ulteriore ingranaggio (perché di una sola ruota in piú si tratta) per invertire il senso di rotazione della lancetta dei secondi morti... bho.

Altra cosa che non ho mai compreso di Journe, visto il suo principale scopo che é quello di perseguire la precisione piú assoluta possible, e questo modello é forse il suo "canto del cigno" in tal senso, é il perché i suoi segnatempo non siano accompagnati, tutti quelli che si fregiano della denominazione Chronometre, da un Bollettino ufficiale di marcia rilasciato da un Osservatorio indipendente, con tabella dei dati rilevati su ogni singolo calibro.
Io da cliente me lo aspetterei ed in un certo senso, lo pretenderei.
Ed invece, mi sembra di ricordare che nessun suo segnatempo sia mai stato accompagnato da tale documento (e non che abbia numeri di produzione cosí elevati).

Ultima cosa, che  mi ha fatto tornare in mente quanto successomi anni fa.
La settimana dopo aver comprato il mio orologio mi arrivó per posta, direttamente da Le Locle, una busta con dentro il certificato definitivo di garanzia... l'emozione nell'aprire quella busta (tantissima) fu comunque minore della delusione nello scoprire che quel "certificato" in realtá era una semplice tesserina formato carta di credito. A distanza di tanti anni la cosa ancora mi disturba al pensiero e mi infastidisce nelle rare volta che ho necessitá di riaprire la scatola dell'orologio.
Idem avrei provato in questo caso, in piú poi vedere che il manuale di presentazione ed uso e manutenzione viene fornito non cartaceo da leggere, toccare, "godere" direttamente ma in una chiavetta usb con dei "pdf scaricabili"... quelli che tutti possono scaricarsi liberamente dal sito web:
https://customerservice.fpjourne.com/manuelutilisateur/#video-findmyreference
mi lascia perplesso e non poco... del resto come puó non comprendere queste cose Journe? La sua cultura immensa se l'é fatta leggendo libri, non inanimati e scomodi file pdf!
Come puó non  comprendere la differenza tra un freddo ed impalpabile pdf rispetto alla "presenza" di un volume da sfogliare a piacimento ed in ogni situazione!?
Saró esagerato o "fatto male" io, ma a livelli di sostanza, ricerca storica, abilitá inventiva e realizzativa tale e dichiarata, dove tutto é armonico, ponderato e nulla lasciato al caso, questi piccoli dettagli (che per un appassionato tanto piccoli non sono), seppur di contorno, a me smuovono grandi dubbi e forse é per questo che ho sempre visto Journe ed i suoi prodotti con una strana sensazione di "agrodolce".
« Ultima modifica: Agosto 01, 2020, 17:42:50 pm da Fabrizio Rotoloni (persson) »

diemmeo

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Re:F.P. Journe Chronomètre Optimum
« Risposta #44 il: Agosto 01, 2020, 18:00:41 pm »
Quesiti che si dovrebbero rivolgere direttamente a FPJ, ammesso che sia interessato a rispondere. Io avevo un dubbio sulla correzione del suo perpetuale (cambiando fuso orario) ed il dubbio è rimasto tale anche dopo aver inviato una richiesta specifica.
Quanto al perchè non abbia una certificazione di cronometria, credo di poter rispondere che uno che scrive sul quadrante delle sue creazioni “Invenit et Fecit” non sia interessato al giudizio di una terza parte indipendente.
Comunque, in un’intervista a thejourneguy.com, FPJ indica il Chrometre Optimum come uno dei tre orologi che più lo rappresentano, assieme alla Sonnerie Souverain e al Chronometre a Resonance.