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Poca disponibilità ... mi do ai tasca?

fansie

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #15 il: Giugno 10, 2019, 18:18:12 pm »
"Troppo povero" era in rapporto al target degli orologi che solleticano le mie fantasie.
Ho variato il titolo perché, in effetti, poteva risultare offensivo. Avevo scritto in buona fede, ma giustamente parlare di povertà in questo contesto, è ridicolo.
Comunque mi fa piacere, che pure altri, avevano fatto il mio ragionamento.
Federico

Lego

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #16 il: Giugno 11, 2019, 14:34:46 pm »
Caro Federico.
Comprati sempre quello che ti piace, polso o tasca che sia; difficilmente te ne pentirai.
Siccome sei un appasionato e non ti interessano le "rivalutazioni", ti viene anche più facile  ;)

Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #17 il: Giugno 11, 2019, 16:46:42 pm »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #18 il: Giugno 11, 2019, 17:06:17 pm »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...


When you do 30 you could do 50, instead you did 11

fansie

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #19 il: Giugno 11, 2019, 21:33:28 pm »
Grazie per i consigli e gli spunti riflessivi.  :)
Federico

e.m.

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #20 il: Giugno 12, 2019, 01:34:16 am »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...
Assolutamente vero come e' vero' pero' che quando si acquista un orologio le prove di funzionamento vanno fatte (prima).
Non credo che un appassionato avveduto possa comperare un chrono o un ripetizione o anche un semplice solotempo da tasca senza accertarsi che faccia il lavoro per cui e' stato progettato e costruito.Se poi perde 20 o 30 secondi al giorno chissene...

Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #21 il: Giugno 12, 2019, 07:04:11 am »
Ad ogni modo spesso i tasca sono tra gli orologi più belli e sul fattore estetico e di lavorazione, se si prendono in esame tasca di alto livello, sono eccezionali.
Anche qui però la sola è dietro l’angolo se non si studia prima di acquistare o ci si fa aiutare da chi ne sa di più, ma non è il caso di fansie che saprebbe certamente come agire in proposito.


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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #22 il: Giugno 12, 2019, 07:08:54 am »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...
Assolutamente vero come e' vero' pero' che quando si acquista un orologio le prove di funzionamento vanno fatte (prima).
Non credo che un appassionato avveduto possa comperare un chrono o un ripetizione o anche un semplice solotempo da tasca senza accertarsi che faccia il lavoro per cui e' stato progettato e costruito.Se poi perde 20 o 30 secondi al giorno chissene...

Non è detto che tale funzionalità dopo 2/3/5 anni venga mantenuta inalterata. Ad ogni modo si, il controllo previo acquisto è certamente fondamentale, difficile però, se non per un orologiaio navigato, capire difetti e limiti sulle usure del calibro antico. I rischi ci sono anche su oggetti apparentemente a posto in un primo contatto, perché come detto, l’eta c’è sempre.


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Bertroo

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #23 il: Giugno 12, 2019, 07:39:15 am »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...
Assolutamente vero come e' vero' pero' che quando si acquista un orologio le prove di funzionamento vanno fatte (prima).
Non credo che un appassionato avveduto possa comperare un chrono o un ripetizione o anche un semplice solotempo da tasca senza accertarsi che faccia il lavoro per cui e' stato progettato e costruito.Se poi perde 20 o 30 secondi al giorno chissene...

Non sempre Ermanno.  Ci sono o stati utenti che si sono pavonegiati di aver preso degli orologi (calendario perpetuo) ad 1/3 della loro quotazione, senza dirci però che non funzionava. E che oltretutto  non era detto che avrebbe funzionato anche dopo una riparazione.

e.m.

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #24 il: Giugno 13, 2019, 00:34:58 am »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...
Assolutamente vero come e' vero' pero' che quando si acquista un orologio le prove di funzionamento vanno fatte (prima).
Non credo che un appassionato avveduto possa comperare un chrono o un ripetizione o anche un semplice solotempo da tasca senza accertarsi che faccia il lavoro per cui e' stato progettato e costruito.Se poi perde 20 o 30 secondi al giorno chissene...

Non sempre Ermanno.  Ci sono o stati utenti che si sono pavonegiati di aver preso degli orologi (calendario perpetuo) ad 1/3 della loro quotazione, senza dirci però che non funzionava. E che oltretutto  non era detto che avrebbe funzionato anche dopo una riparazione.
Se fai riferimento a me ho preso dei perpetui non perfettamente funzionanti:il Genta aveva bisogno di essere revisionato,il Kelek un correttore che faceva i capricci (ed il mio orologiaio lo ha ricostruito),l'Universal quando l'ho preso andava bene ma al polso dopo un annetto o due aveva problemi con lo scatto del calendario ed ha richiesto un intervento un po' piu' impegnativo soprattutto per cio' che era la diagnosi;tranne che per quest'ultimo quando ho preso gli altri i problemi che avevano mi erano noti.
I perpetuali sono orologi piuttosto complessi e qualche problema e' facile che si evidenzi,soprattutto se presi usati,che si chiamino Omega,Patek,Vacheron o altro.Le revisioni non sono economiche (tra i 600 ed i 1000 euro) ma l'importante e' saperlo.

alanford

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #25 il: Giugno 13, 2019, 11:09:14 am »
Intervengo solo ora per dire che se l'orologio da tasca piace il ragionamento ha un senso, ma se l'orologio si ama in quanto orologio da polso quindi il gusto e la soddisfazione di indossarlo, un tasca anche se pregevolissimo perde il suo fascino.
Almeno per me è così, di un tasca non e farei niente, anni fa ne avevo analizzati alcuni possibilmente non enormi per trasformarli eventualmente in orologi da polso, solo per questo potrebbero interessarmi.
 

Bertroo

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #26 il: Giugno 13, 2019, 19:44:14 pm »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...
Assolutamente vero come e' vero' pero' che quando si acquista un orologio le prove di funzionamento vanno fatte (prima).
Non credo che un appassionato avveduto possa comperare un chrono o un ripetizione o anche un semplice solotempo da tasca senza accertarsi che faccia il lavoro per cui e' stato progettato e costruito.Se poi perde 20 o 30 secondi al giorno chissene...

Non sempre Ermanno.  Ci sono o stati utenti che si sono pavonegiati di aver preso degli orologi (calendario perpetuo) ad 1/3 della loro quotazione, senza dirci però che non funzionava. E che oltretutto  non era detto che avrebbe funzionato anche dopo una riparazione.
Se fai riferimento a me ho preso dei perpetui non perfettamente funzionanti:il Genta aveva bisogno di essere revisionato,il Kelek un correttore che faceva i capricci (ed il mio orologiaio lo ha ricostruito),l'Universal quando l'ho preso andava bene ma al polso dopo un annetto o due aveva problemi con lo scatto del calendario ed ha richiesto un intervento un po' piu' impegnativo soprattutto per cio' che era la diagnosi;tranne che per quest'ultimo quando ho preso gli altri i problemi che avevano mi erano noti.
I perpetuali sono orologi piuttosto complessi e qualche problema e' facile che si evidenzi,soprattutto se presi usati,che si chiamino Omega,Patek,Vacheron o altro.Le revisioni non sono economiche (tra i 600 ed i 1000 euro) ma l'importante e' saperlo.

No Ermanno non mi riferisco a te. Altrimenti te lo avrei detto  ;)
Parlo di orologi in cui la piastra perpetuale era (forse)addirittura mancante di componenti oltre che mal messa e che neanche una revisione da uno molto bravo avrebbe garantito la sua funzionalità.
Però facevo figo dire di averlo preso a quella cifra.
« Ultima modifica: Giugno 13, 2019, 19:46:06 pm da Bertroo »

Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #27 il: Giugno 14, 2019, 10:47:03 am »
Io so a chi facevi riferimento. Non è presente sul forum comunque.


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e.m.

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Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #28 il: Oggi alle 09:10:41 »
Allora Federico, siccome sono un amico posso venirti incontro con due dei tuoi obiettivi: il monopulsante e l'ultrapiatto  :P :D
Scherzi a parte, i tasca non sono un ripiego, anzi, sotto un certo punto di vista sono oggetti ancora più "intimi", da godersi in santa pace a casa nei pochi momenti liberi, regolandoli, ascoltandoli (perché anche la ripetizione diventa abbordabile).

I problemi dei tasca complicati o peggio pluricomplicati, sono i costi per le riparazioni e i ripristini purtroppo, affatto più abbordabili dei polso, perché spesso (o praticamente sempre) ci si deve rivolgere all’orologiaio bravo attrezzatissimo che ricostruisce anche le parti introvabili e che ripara persino l’irriparabile con l’esborso importante che ne può conseguire.
Non dimentichiamo che un tasca d’epoca può avere tranquillamente più di un secolo sul groppone e che non sempre si presenti in piena forma è qualcosa da mettere in preventivo.
Sempre che si voglia avere la collezione funzionante, sennò ci si accontenta di un orologio zoppo e via, ma mi sembra un pò bizzarro pensarla così...
Assolutamente vero come e' vero' pero' che quando si acquista un orologio le prove di funzionamento vanno fatte (prima).
Non credo che un appassionato avveduto possa comperare un chrono o un ripetizione o anche un semplice solotempo da tasca senza accertarsi che faccia il lavoro per cui e' stato progettato e costruito.Se poi perde 20 o 30 secondi al giorno chissene...

Non sempre Ermanno.  Ci sono o stati utenti che si sono pavonegiati di aver preso degli orologi (calendario perpetuo) ad 1/3 della loro quotazione, senza dirci però che non funzionava. E che oltretutto  non era detto che avrebbe funzionato anche dopo una riparazione.
Se fai riferimento a me ho preso dei perpetui non perfettamente funzionanti:il Genta aveva bisogno di essere revisionato,il Kelek un correttore che faceva i capricci (ed il mio orologiaio lo ha ricostruito),l'Universal quando l'ho preso andava bene ma al polso dopo un annetto o due aveva problemi con lo scatto del calendario ed ha richiesto un intervento un po' piu' impegnativo soprattutto per cio' che era la diagnosi;tranne che per quest'ultimo quando ho preso gli altri i problemi che avevano mi erano noti.
I perpetuali sono orologi piuttosto complessi e qualche problema e' facile che si evidenzi,soprattutto se presi usati,che si chiamino Omega,Patek,Vacheron o altro.Le revisioni non sono economiche (tra i 600 ed i 1000 euro) ma l'importante e' saperlo.

No Ermanno non mi riferisco a te. Altrimenti te lo avrei detto  ;)
Parlo di orologi in cui la piastra perpetuale era (forse)addirittura mancante di componenti oltre che mal messa e che neanche una revisione da uno molto bravo avrebbe garantito la sua funzionalità.
Però facevo figo dire di averlo preso a quella cifra.
Quando acquisto un orologio usato il costo di una revisione lo calcolo sempre,se poi non serve meglio. ;)

Re:Poca disponibilità ... mi do ai tasca?
« Risposta #29 il: Oggi alle 16:00:36 »
Non sottovaluterei anche gli orologi da tavolo. Ve ne sono di stupendi e Alanford ne ha uno...