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In cerca di diver, ma non troppo

e.m.

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #30 il: Aprile 29, 2020, 11:14:27 am »
Mi spiegate perche' un orologio che non serve per fare immersioni dovrebbe essere 40?

Alan Ford

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #31 il: Aprile 29, 2020, 11:48:49 am »
Mi spiegate perche' un orologio che non serve per fare immersioni dovrebbe essere 40?

A cosa serve un Diver se non ad immergersi per andare a teatro?

Bertroo

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #32 il: Aprile 29, 2020, 16:18:46 pm »
Mi spiegate perche' un orologio che non serve per fare immersioni dovrebbe essere 40?

Per me uno sportivo intesto nel più puro del termine sotto i 38 è ridicolo.
Non è un elevanti pertanto non ha motivo di essere sotto i 38

Bertroo

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #33 il: Aprile 29, 2020, 16:21:10 pm »
Squale? Troppi grandi?

Il nomos è 40 ma 10 di spessore. 200mt wr, abbastanza sottile e performante. Inoltre dovrebbe avere il nuovo calibro Neomatik. E ha anche il datario.
In più ha il bracciale. E se vuoi cambi col cinturino.

Squale sono per chi vuole proprio un diver, grossi. Il difficile nel mio quesito è stare nelle dimensioni.
Nomos quale intendi? Quello che ho indicato io è 36mm e 8 di spessore. Quello col datario è il 731, spesso uguale ma da 39. A me la data piace ma il diametro è fuori. Il calibro è il loro manuale nuovo non neomatik, cassa sempre 10 atm.

Eh ora non ricordo il nome e non riesco ad andare sul sito.
Ma c’è. È automatico con neomatik.

A questo punto secondo me meglio del BP leman chrono o solotempo

e.m.

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #34 il: Aprile 29, 2020, 16:24:19 pm »
Mi spiegate perche' un orologio che non serve per fare immersioni dovrebbe essere 40?

A cosa serve un Diver se non ad immergersi per andare a teatro?
Chi ha aperto la discussione lo ha specificato chiaramente,lavarsi le mani ed al massimo bagnetto.

Alan Ford

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #35 il: Aprile 29, 2020, 16:50:58 pm »
Mi spiegate perche' un orologio che non serve per fare immersioni dovrebbe essere 40?

A cosa serve un Diver se non ad immergersi per andare a teatro?
Chi ha aperto la discussione lo ha specificato chiaramente,lavarsi le mani ed al massimo bagnetto.

Quindi un qualsiasi impermeabile con una decina di Bar è più che sufficiente!
I Diver si suppone nascano non dico per andare nelle fosse delle Mairanne ma per nuotare, tuffarsi, andare qualche metro sott'acqua senza paura come minimo.

S.M.

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #36 il: Aprile 29, 2020, 16:51:51 pm »
Per quello che possa valere nell’epoca dei computer da immersione, un orologio subacqueo per un uso operativo, deve essere grande per diversi motivi. I due principali sono visibilità (quindi lancette grandi e luminose) e per ospitare una ghiera girevole corposa e robusta.

Però ciò non toglie che per un uso acquatico più “disinvolto” tipo andare in barca, fare apnea, pesca, ecc. trovino giustificazione anche subacquei comunque veri (quindi min. 12-20atm.) ma più discreti nelle dimensioni e nelle forme.

Qui mi pare che si pretende ancora meno, quindi la platea tra cui scegliere si allarga a dismisura. Praticamente basta un qualunque braccialato con una wr di almeno 120m.
Io aggiungerei automatico e con corona a vite, per avere almeno le certezze basilari che non si allaghi.
Diffidate dei wr 100m senza corona a vite e magari pure manuali (che usurano ancora di più l’unica guarnizione di tenuta).
Ciò che non si muove non si usura.......Quello che non c'è non si rompe.

Alan Ford

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #37 il: Aprile 29, 2020, 17:06:01 pm »
Per quello che possa valere nell’epoca dei computer da immersione, un orologio subacqueo per un uso operativo, deve essere grande per diversi motivi. I due principali sono visibilità (quindi lancette grandi e luminose) e per ospitare una ghiera girevole corposa e robusta.

Però ciò non toglie che per un uso acquatico più “disinvolto” tipo andare in barca, fare apnea, pesca, ecc. trovino giustificazione anche subacquei comunque veri (quindi min. 12-20atm.) ma più discreti nelle dimensioni e nelle forme.

Qui mi pare che si pretende ancora meno, quindi la platea tra cui scegliere si allarga a dismisura. Praticamente basta un qualunque braccialato con una wr di almeno 120m.
Io aggiungerei automatico e con corona a vite, per avere almeno le certezze basilari che non si allaghi.
Diffidate dei wr 100m senza corona a vite e magari pure manuali (che usurano ancora di più l’unica guarnizione di tenuta).

Il Nautilus era 120 senza corona a vite ma francamente non credo che il punto più critico per la pressione dell'acqua sia la corona.
Due O-ring ben dimensionati nella sede esterna e sull'asse se sani sono in pratica inattaccabili.
Il problema è quando si danneggiano.
Il punto più critico rimane sempre quella guarnizione spessa come un capello che si trova tra il vetro e la carrure.

Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #38 il: Aprile 29, 2020, 17:39:47 pm »
Posso suggerirti un U.N. Aqua?
Sottile,quasi elegante,bracciale spettacoloso.
Economico,solo un po' difficile da trovare.
120 metri,se non ricordo male.
Esiste anche con quadrante blu scuro



Bello ha un suo perché. Mi ricorda qualcosa ma non mi viene in mente.  Ma una delle caratteristiche essenziali è che si possa trovare e in buone condizioni. I tre indicati si trovano nuovi o usati freschi.
Qui Cosa c è dentro? Voglio qualcosa di pratico non un 'progetto'.  Su Ch24 con quel nome escono solo delle cose improbabili.
Per il mio concetto di orologeria gli orologi comuni,visti, stravisti e con estetica uguale agli altri non esistono.
Cosi' come non esistono le riedizioni.
L'Aqua non copia e non riedita.
34mm,Eta 2892,120 metri,un bracciale che sembra un cinturino di cocco a squama larga.
Difficile da trovare?
Come tutti gli orologi prodotti in numero ridotto e che abbiano un rapporto qualita'-prezzo ottimo. ;)
Recuperato anche con q. scuro
ù

me lo ricordo l'acqua...bello,tempo fa ne vidi uno in vendita a poco piu' di 1000€

S.M.

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #39 il: Aprile 29, 2020, 18:09:44 pm »
Per quello che possa valere nell’epoca dei computer da immersione, un orologio subacqueo per un uso operativo, deve essere grande per diversi motivi. I due principali sono visibilità (quindi lancette grandi e luminose) e per ospitare una ghiera girevole corposa e robusta.

Però ciò non toglie che per un uso acquatico più “disinvolto” tipo andare in barca, fare apnea, pesca, ecc. trovino giustificazione anche subacquei comunque veri (quindi min. 12-20atm.) ma più discreti nelle dimensioni e nelle forme.

Qui mi pare che si pretende ancora meno, quindi la platea tra cui scegliere si allarga a dismisura. Praticamente basta un qualunque braccialato con una wr di almeno 120m.
Io aggiungerei automatico e con corona a vite, per avere almeno le certezze basilari che non si allaghi.
Diffidate dei wr 100m senza corona a vite e magari pure manuali (che usurano ancora di più l’unica guarnizione di tenuta).

Il Nautilus era 120 senza corona a vite ma francamente non credo che il punto più critico per la pressione dell'acqua sia la corona.
Due O-ring ben dimensionati nella sede esterna e sull'asse se sani sono in pratica inattaccabili.
Il problema è quando si danneggiano.
Il punto più critico rimane sempre quella guarnizione spessa come un capello che si trova tra il vetro e la carrure.
No Ale, il punto debole è sempre la corona.
Perchè altrimenti tutti gli sforzi delle case da sempre si sono concentrati su di essa per garantire l'impermeabilità mentre la posa dei vetri è pressochè uguale su qualunque orologio si prenda?

Ciò è anche facilmente spiegabile.
La corona deve garantire l'impermeabilità anche quando l'alberino viene flesso. Pensa cosa può succedere se mentre sei in acqua metti la mano nel costume per sistemarti "i gioielli di famiglia" e nel tirarla fuori la corona si impiglia sul bordo del costume. La lieve e momentanea flessione dell'albero ti fa allagare l'orologio, non c'è scampo.

La pressione statica esercitata sul vetro (o sul fondello) invece non fa altro che aumentare la tenuta della guarnizione perchè la schiaccia ancora di più nella sua sede.

Non lo dico io, domandalo a qualsiasi buon orologiaio.

La tua esperienza con il Nautilus può contribuire solo a costruire una statistica.
 
« Ultima modifica: Aprile 29, 2020, 18:11:24 pm da S.M. »
Ciò che non si muove non si usura.......Quello che non c'è non si rompe.

Alan Ford

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #40 il: Aprile 29, 2020, 18:34:19 pm »
Per quello che possa valere nell’epoca dei computer da immersione, un orologio subacqueo per un uso operativo, deve essere grande per diversi motivi. I due principali sono visibilità (quindi lancette grandi e luminose) e per ospitare una ghiera girevole corposa e robusta.

Però ciò non toglie che per un uso acquatico più “disinvolto” tipo andare in barca, fare apnea, pesca, ecc. trovino giustificazione anche subacquei comunque veri (quindi min. 12-20atm.) ma più discreti nelle dimensioni e nelle forme.

Qui mi pare che si pretende ancora meno, quindi la platea tra cui scegliere si allarga a dismisura. Praticamente basta un qualunque braccialato con una wr di almeno 120m.
Io aggiungerei automatico e con corona a vite, per avere almeno le certezze basilari che non si allaghi.
Diffidate dei wr 100m senza corona a vite e magari pure manuali (che usurano ancora di più l’unica guarnizione di tenuta).

Il Nautilus era 120 senza corona a vite ma francamente non credo che il punto più critico per la pressione dell'acqua sia la corona.
Due O-ring ben dimensionati nella sede esterna e sull'asse se sani sono in pratica inattaccabili.
Il problema è quando si danneggiano.
Il punto più critico rimane sempre quella guarnizione spessa come un capello che si trova tra il vetro e la carrure.
No Ale, il punto debole è sempre la corona.
Perchè altrimenti tutti gli sforzi delle case da sempre si sono concentrati su di essa per garantire l'impermeabilità mentre la posa dei vetri è pressochè uguale su qualunque orologio si prenda?

Ciò è anche facilmente spiegabile.
La corona deve garantire l'impermeabilità anche quando l'alberino viene flesso. Pensa cosa può succedere se mentre sei in acqua metti la mano nel costume per sistemarti "i gioielli di famiglia" e nel tirarla fuori la corona si impiglia sul bordo del costume. La lieve e momentanea flessione dell'albero ti fa allagare l'orologio, non c'è scampo.

La pressione statica esercitata sul vetro (o sul fondello) invece non fa altro che aumentare la tenuta della guarnizione perchè la schiaccia ancora di più nella sua sede.

Non lo dico io, domandalo a qualsiasi buon orologiaio.

La tua esperienza con il Nautilus può contribuire solo a costruire una statistica.
 

Mi dispiace contraddirti ma non sono proprio d'accordo.
Chiederlo ad un orologiaio lascia il tempo che trova, artisti della minuteria a smontare, sostituire e rimontare ma sicuramente non preparati nella progettazione.
Avendo avuto io notevole esperienza nell'idraulica, posso confermare che due O-ring sull'albero della corona se ben dimensionati sono inespugnabili e l'eventuale leggera forzatura non procurerà un bel niente.
Ovviamente la corona avvitata non può che far bene ma come dimostrato nei 20 anni di Nautilus non è indispensabile.
E' invece la perfetta planarità tra vetro e carrure che deve essere micrometrica!
Con una guarnizione così sottile è un punto critico e fondamentale.

S.M.

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #41 il: Aprile 29, 2020, 18:39:23 pm »
Per quello che possa valere nell’epoca dei computer da immersione, un orologio subacqueo per un uso operativo, deve essere grande per diversi motivi. I due principali sono visibilità (quindi lancette grandi e luminose) e per ospitare una ghiera girevole corposa e robusta.

Però ciò non toglie che per un uso acquatico più “disinvolto” tipo andare in barca, fare apnea, pesca, ecc. trovino giustificazione anche subacquei comunque veri (quindi min. 12-20atm.) ma più discreti nelle dimensioni e nelle forme.

Qui mi pare che si pretende ancora meno, quindi la platea tra cui scegliere si allarga a dismisura. Praticamente basta un qualunque braccialato con una wr di almeno 120m.
Io aggiungerei automatico e con corona a vite, per avere almeno le certezze basilari che non si allaghi.
Diffidate dei wr 100m senza corona a vite e magari pure manuali (che usurano ancora di più l’unica guarnizione di tenuta).

Il Nautilus era 120 senza corona a vite ma francamente non credo che il punto più critico per la pressione dell'acqua sia la corona.
Due O-ring ben dimensionati nella sede esterna e sull'asse se sani sono in pratica inattaccabili.
Il problema è quando si danneggiano.
Il punto più critico rimane sempre quella guarnizione spessa come un capello che si trova tra il vetro e la carrure.
No Ale, il punto debole è sempre la corona.
Perchè altrimenti tutti gli sforzi delle case da sempre si sono concentrati su di essa per garantire l'impermeabilità mentre la posa dei vetri è pressochè uguale su qualunque orologio si prenda?

Ciò è anche facilmente spiegabile.
La corona deve garantire l'impermeabilità anche quando l'alberino viene flesso. Pensa cosa può succedere se mentre sei in acqua metti la mano nel costume per sistemarti "i gioielli di famiglia" e nel tirarla fuori la corona si impiglia sul bordo del costume. La lieve e momentanea flessione dell'albero ti fa allagare l'orologio, non c'è scampo.

La pressione statica esercitata sul vetro (o sul fondello) invece non fa altro che aumentare la tenuta della guarnizione perchè la schiaccia ancora di più nella sua sede.

Non lo dico io, domandalo a qualsiasi buon orologiaio.

La tua esperienza con il Nautilus può contribuire solo a costruire una statistica.
 

Mi dispiace contraddirti ma non sono proprio d'accordo.
Chiederlo ad un orologiaio lascia il tempo che trova, artisti della minuteria a smontare, sostituire e rimontare ma sicuramente non preparati nella progettazione.
Avendo avuto io notevole esperienza nell'idraulica, posso confermare che due O-ring sull'albero della corona se ben dimensionati sono inespugnabili e l'eventuale leggera forzatura non procurerà un bel niente.
Ovviamente la corona avvitata non può che far bene ma come dimostrato nei 20 anni di Nautilus non è indispensabile.
E' invece la perfetta planarità tra vetro e carrure che deve essere micrometrica!
Con una guarnizione così sottile è un punto critico e fondamentale.
Opinioni diverse.
Ciò che non si muove non si usura.......Quello che non c'è non si rompe.

e.m.

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #42 il: Aprile 29, 2020, 18:40:13 pm »
Ale.gli orologiai gli orologi li aprono...e vedono dalla presenza di ruggine dove l'acqua e' entrata...

Alan Ford

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #43 il: Aprile 29, 2020, 19:07:03 pm »
Ale.gli orologiai gli orologi li aprono...e vedono dalla presenza di ruggine dove l'acqua e' entrata...
Se entrata dalla corona sicuramente vedranno che un O-Ring era pizzicato.
Ma su quali basi meccaniche ed idrauliche sareste in grado di stabilire che due O-Ring che lavorato su un albero perfettamente cilindrico e lucidato con le giuste tolleranze tra sede esterna ed albero non terrebbero l'acqua?
Io credo che se ponete il quesito ad un progettista meccanico si mette a ridere.
E ribadisco, il mio Nautilus a bagno per venti stagioni è la prova provata di quello che dico.

diemmeo

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Re:In cerca di diver, ma non troppo
« Risposta #44 il: Aprile 29, 2020, 19:20:19 pm »
Discussione molto interessante.
La corona senz’altro, ma anche le osservazioni di alan mi sembrano corrette ed evidence-based.
Se poi non vogliamo problemi, ci sarebbe questo ...
(ovviamente scherzo).