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Post - Roberto B

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Orologi e Co... / Re:Presentazione Perrelet LAB Peripheral
« il: Maggio 15, 2024, 11:44:02 am »
Complimenti. Orologio che appare ben fatto e con una particolarità che lo rende davvero sfizioso.

Grazie Federico, confermo è un modello piuttosto "divertente" ed è bello avere fra le mani qualcosa di inusuale.

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Orologi e Co... / Re:Presentazione MeisterSinger Soprana Rodella
« il: Maggio 15, 2024, 11:36:56 am »
Bell'orologio e bellissima presentazione, che rileggerò con più calma.
Intanto ti domando: il movimento è lo stesso del Ch Ward presentato un paio di anni fa?

Ciao Federico,

questo modello è stato presentato nel 2011 (dalla collaborazione fra MeisterSinger, la gioielleria Soprana di Vicenza e Movitalia distributore MS per l'Italia) per commemorare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia ed il numero 1/50 è stato donato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Ignoro se sia lo stesso movimento di CW. Ad ogni modo il MeisterSinger Soprana Rodella monta un Unitas 6498, non so il CW.

Sul tema c'è stata confusione e "controinformazione" in passato e "prevengo" una possibile domanda.  ;D
MeisterSinger è una realtà indipendente, per il periodo Covid le due aziende hanno collaborato o meglio CW ha offerto la propria piattaforma di vendita per commercializzare i MS. Informazione che mi è stata fornita direttamente dal CEO, Manfred Brassler.


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Orologi e Co... / Presentazione MeisterSinger Soprana Rodella
« il: Maggio 15, 2024, 08:30:38 am »
Orologio che ho desiderato, sognato e cercato un po’ per ogni dove, telefonate e-mail a non finire alla casa madre, a rivenditori e distributori in Germania, Australia e negli USA, continuavano a darmi esito negativo. Nessuno lo aveva. Sold Out e fine della storia. L’unico esemplare disponibile è qui in Italia, presso nota gioielleria ma comprarlo da loro neanche a parlarne, lo quotano a più del doppio e poi te lo scontano ma comunque ad un 50% in più del prezzo di listino di quando è uscito ed anche in questo caso ho chiamato e trattato ma senza mai giungere ad un equilibrio che potessi definire congruo. Va bene la passione malata ma tutto ha un limite.

Il tarlo però era sempre lì, a turbare i sonni, a farmi cercare in ogni dove, fino a quando all’improvviso compare Lui, in un’asta. Battito a mille, salvataggio del sito, iscrizione all’asta, credenziali e soprattutto pronto mentalmente. Lo sentivo, sarebbe stato mio e così è stato. Al prezzo corretto alla fine.

Finita la solfa, vi presento il mio MeisterSinger, Soprana – Rodella… ma prima un po' di storia per chi non volesse passare direttamente alle immagini.
N.B. Quanto riportato è un estratto del libretto che accompagna l’orologio, pertanto i diritti sono dei legittimi proprietari.

Storia
Allo scoccare dei 150 anni dell’unità d’Italia, l’orologeria Soprana, una delle 150 imprese storiche italiane e Movitalia, importatrice del prestigioso marchio di orologi a una sola lancetta MeisterSinger, creano il primo orologio da polso a sei ore: il Soprana N.06.

Uno strumento per misurare il tempo disegnato nel 1794 da Giambattista Rodella, geniale orologiaio della Specola di Padova, prende finalmente forma in un progetto esclusivo, che porta alla creazione limitata di 50 pezzi di questo particolare segnatempo.


Nella storia dell’orologeria, il ruolo dei maestri artigiani italiani è stato fondamentale. Inizialmente i quadranti rappresentavano graficamente ciascuna delle 24 ore in cui è diviso il giorno, come testimoniano gli orologi del 1300 a Venezia, Padova, Brescia, Mantova. Allo stesso modo, veniva fatta suonare ogni ora, fino ad arrivare a 24 rintocchi. Per semplificare la comprensione del suono e la costruzione delle suonerie, ben presto il ciclo delle 24 ore venne diviso in due. Come disse il Capobianco, che nel 1591 limitò a un massimo di 12 rintocchi la suoneria della torre di Piazza dei Signori a Vicenza, “ridurre l’orologio a battere di 12 in 12” era “a maggior comodità dei negozianti”, che non avevano altro mezzo per la misurazione del tempo oltre a quei rintocchi. Ancora più semplice ed efficace il sistema all’italiana, che divideva le 24 ore in 4 cicli di 6 ore (mezzanotte-alba, alba-mezzogiorno, mezzogiorno-tramonto, tramonto-mezzanotte) e che fu denominato anche ‘alla romana’, per la grande diffusione raggiunta a Roma e nel Lazio.



Il sistema all’italiana semplificava la percezione del suono e la costruzione della suoneria, limitata alle sole sei ore. Se la suoneria dava 6 rintocchi, si distinguevano l’alba dal tramonto, o il mezzogiorno dalla mezzanotte con la stessa naturalezza con cui i contemporanei distinguono al suono delle 12 il mezzogiorno dalla mezzanotte. Nel 1794, dall’ingegno di Giambattista Rodella nacque un orologio che indicava le ore, i minuti e i secondi al centro, ma con tre sole ruote, a differenza di molti regolatori da osservatorio che erano dotati di quattro ruote per la trasmissione e tre ruote per l’indicazione delle ore. Poiché il principale nemico della orologeria meccanica è l’attrito, un orologio con sole tre ruote e con i tre indici al centro può essere considerato una innovazione fondamentale, in quanto limita efficacemente le frizioni.



La divisione delle ore all’italiana fu decisiva per il progetto di Giambattista Rodella, che inserì la lettura dei minuti nella circonferenza esterna del quadrante, dividendola in 360 minuti, in modo che la lancetta delle ore segnasse contemporaneamente anche i minuti.

Napoleone, per sopprimere l’ora rivoluzionaria decimale, unificò la lettura del tempo a dodici ore, cancellando anche l’ora italiana. Per salvare la propria applicazione, il Rodella, al declino della Repubblica Veneta, dovette coniugarla all’unificazione napoleonica indicando le 12 ore, ma dividendo contemporaneamente il quadrante in sei. Il risultato dell’innovazione di Giambattista Rodella è l’orologio da polso realizzato per questa storica occasione dall’orologeria Soprana e MeisterSinger, che permette con la sola lancetta delle ore di leggere contemporaneamente e con precisione anche il minuto.


Alcune foto:







Per chi volesse anche i dati, sono i seguenti:
Quadrante bianco a 6 ore, numeri romani, monolancetta
Meccanismo ETA/Unitas 6498, 17 jewels, oscillazione 18.800A/h
Diametro 43mm
Spessore 11,5mm
Impermeabile 5 ATM
Vetro zaffiro

Per approfondire segnalo un articolo molto interessante:
https://giornaleorologi.it/2023/01/31/gli-orologi-a-6-ore-quando-alle-sette-suonava-luna-storia-e-storie/

Spiegazione aggiuntiva sulla modalità di lettura dell'ora
Riporto un esempio. Nell'immagine sottostante, ovviamente l'ora si legge come sempre in senso orario, la lancetta ha superato il simbolo delle 2 e delle 8, ed è posta dopo il 15 ed il pallino dei 20 minuti.

Conseguentemente sono le 2 e 23 minuti oppure le 8 e 23 minuti. Con la stessa naturalezza con cui non si confondono le 10 dalle 22 anche in questo caso la lettura è intuitiva (fatta l'abitudine ovviamente).



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Orologi e Co... / Re:Presentazione Perrelet LAB Peripheral
« il: Maggio 14, 2024, 23:20:59 pm »
Caro Roberto ti faccio i miei complimenti! Hai iniziato con una presentazione davvero notevole!
Conoscevo la maison ed anche questo modello: il calibro con rotore periferico è davvero una chicca, molto originale, anzi, verosimilmente unico.
Bucherer ha presentato alcuni anni or sono (Basilea 2016) un calibro con rotore periferico, ma diverso nell'architettura, originale si, ma apparentemente meno rifinito, più industriale e nonostante questo ben più costoso (circa 7.300€ di base):

Un altro calibro con rotore periferico di mia conoscenza è quello di Vacheron Constantin, sensibilmente più rifinito e complesso (cronografo rattrappante e monopulsante  ::) ), è vero, ma comunque tradizionale, anzi, traditionnel, dato che il rotore è posizionato verso il retro del calibro:

Insomma, il LAB Peripheral è originale, costa il giusto ed ha un'impronta sportiva, ideale per un uso quotidiano.

Naturalmente io lo preferisco blu...  ;)


Grazie Alfredo dei complimenti e soprattutto degli altri due esempi che hai postato. Il Bucherer non lo conoscevo. Come hai già detto il rapporto qualità (percepita) prezzo sembrerebbe a favore del Perrelet. Oltre al fatto che il rotore sul quadrante è uno spettacolo che ti accompagna per tutta la giornata e ci si "gioca" in continuazione.

Ovviamente sono di parte avendolo acquistato. ;D

Non avevo dubbi sulla tua preferenza di colore  :D

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Orologi e Co... / Re:Presentazione Perrelet LAB Peripheral
« il: Maggio 14, 2024, 22:45:00 pm »
Dopo avermi fatto conoscere Perrelet con il tuo Turbine, ricordo di aver perso ore a guardare e sognare il Lab Peripheral. Una delle più belle casse a cuscino disponibili sul mercato attuale. È bellissimo. Più bello al tuo polso che nelle immagini ufficiali.

Per ora, rimarrà tra i desideri.

Grazie della presentazione. Un saluto a tutti!

Ciao Michele,
innanzitutto grazie del commento.

Concordo con te, le foto reali, anche se fatte con un "semplice" cellulare, sono sempre più calde ed emozionanti di quelle fin troppo asettiche "ufficiali". Servono anche quelle ovviamente perché consentono di percepire dettagli altrimenti meno apprezzabili.

P.S. anche tu se non erro avresti qualcosa di nuovo da presentare  ;D

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Orologi e Co... / Re:Presentazione Perrelet LAB Peripheral
« il: Maggio 14, 2024, 22:29:54 pm »
Stupendo. Non hai un orologio (Forse solo il Glashutte) che si possa definire "scontato" e comune. Per me sei l'archetipo del collezionista di orologi. Questo Peripheral a seconda dell'abbigliamento sa secondo me essere sia sportivo che elegante. Bellissimo il movimento e quel rotore è ipnotico.

Complimenti di cuore !!!!

Grazie Gilberto,
concordo con il tuo commento e sulla sua versatilità. Il LAB è arrivato oggi ed ancora lo devo "scoprire" posso già però dire che è incredibile il fascino di un orologio automatico con l'apparente aspetto di un ricarica manuale. Il quadrante a mio gusto è dinamico ed affascinante.
Solo un appunto, non sono un collezionista e non ho una collezione. Ho una raccolta, magari relativamente numerosa, di orologi che mi hanno conquistato.  :D


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Orologi e Co... / Presentazione Perrelet LAB Peripheral
« il: Maggio 14, 2024, 21:28:09 pm »
Introduzione:
Ci sono Maison che più di altre sono in sintonia con la nostra sensibilità, molteplici fattori, assolutamente soggettivi, possono contribuire allo sviluppo di questo “legame” (design, storia, conoscenza, stile, tecnica, innovazioni ecc.).

Perrelet, insieme ad altri, rappresenta questo (per me), osservo spesso le loro creazioni con un occhio particolarmente attento, trovo stimolante il loro percorso, la loro storia, la rinascita da parte dei discendenti del capostipite quasi 3 secoli or sono, le innovazioni introdotte, il design, la manifattura…

Credo che questa predilezione sia anche legata ad una sorta di affinità, che coniuga uno stile informale, dinamico, che non si prende troppo sul serio ed è all’occorrenza scanzonato quel tanto che basta.
Mi affascinano i quadranti che si animano, mai uguali a sé stessi e mai statici, rotori che entrando in movimento consentono di osservare il calibro, piuttosto che immagini, forme geometriche o di fantasia, pietre preziose ecc. (vedi la serie Skeleton).

Non so se sia esattamente ed oggettivamente così (sicuramente non lo è per tutti) ma lo è per me e questo è il senso della mia predilezione per questa Maison, fondamentalmente mi diverte.
Questa passione la percepisco infatti essenzialmente come divertimento, mi consente di alternare a seconda dei giorni e dell’umore, il modello che più mi rappresenta in quel momento. Nel mio “spazio vitale” cerco di “giocare”, in antitesi ad un mondo che spesso tende ad essere troppo serio e formale.

Anticipo un breve video del LAB Peripheral, così da farvi riprendere fiato e consentirvi di decidere se valga la pena o meno di continuare con la lettura 😊
https://youtu.be/E7NoEJemHVY

LAB Peripheral:
Il tratto distintivo, fin dalla rinascita della Maison Perrelet nel 1995 con il Dipteros (o Double Rotor), è stato l’utilizzo, in memoria del fondatore, unicamente di calibri automatici, esplicitandoli attraverso l’apposizione di un rotore di carica sul quadrante. Anche il LAB Peripheral non fa eccezione, in questo caso però il rotore è estremamente più discreto, armonico ed integrato nel disegno complessivo e si potrebbe non notare la sua presenza fino a quando non si genera, attraverso il movimento del polso, la sua oscillazione.
Il rotore, che si estende per circa metà del quadrante, è decorato con un motivo di linee diagonali che ricordano un “ingranaggio” e conferiscono un complessivo ed intrigante senso di dinamismo. Posizionato su cuscinetti a sfera, è fissato ad una ruota dentata (all'interno) denominata "couronne", che a sua volta si innesta con un pignone sul bordo del movimento e trasmette l'energia al treno di ingranaggi che avvolge la molla di carica.
Altro elemento che caratterizza il quadrante è costituito dagli indici con SuperLumiNova che appaiono sospesi verso il réhaut dei minuti ed “invadendo” parzialmente lo spazio del rotore, danno l’impressione di essere letteralmente sospesi nell’aria. 


Sul retro, infine, attraverso il fondello in vetro zaffiro si notano i dettagli del calibro con i ponti rodiati rifiniti a Côtes de Genève ed il ponte con il bilanciere decorato in oro. L’assenza del rotore consente una visione integrale del movimento e genera un’apparente somiglianza del calibro automatico ad uno a carica manuale, cosa che ovviamente non è essendo, come già detto, integrato nel quadrante.


Perrelet Lab Peripheral specifiche tecniche:

Cassa:
•   Di forma, in acciaio inossidabile lucido/satinato con lunetta ottagonale
•   Misura: 42mm x 42mm
•   Spessore: 13.51 mm
•   Vetro zaffiro con doppio trattamento antiriflesso
•   Fondello in vetro zaffiro, chiuso da 6 viti
•   Impermeabilità: 5 ATM

Quadrante:
•   Decorazione a righe verticali in rilievo, circondato da un anello sabbiato opaco
•   Indici con SuperLumiNova
•   Lancette ore e minuti luminescenti
•   Massa oscillante
•   Datario a ore 6 (purtroppo per me è presente il datario)

Calibro:
•   Movimento di manifattura a carica automatica, calibro P-411
•   Diametro: 31.60 mm
•   Diametro totale: 34.80 mm
•   Spessore, inclusa massa oscillante: 5.02 mm
•   Alternanze orarie: 28.800 (4Hz)
•   Rubini: 30
•   Numero componenti: 243
•   Riserva di carica: 42 ore
•   Protezione antiurto bilanciere: Incabloc
•   Platina rodiata
•   Ponti: rodiati e decorati Côtes de Genève, incisioni e decorazioni in oro 3N
•   Massa oscillante: rodiata, spazzolata e con decorazione a strisce oblique a rilievo

Altre immagini dalla rete (crediti a piè di pagina):









Storia della Maison Perrelet
Abraham-Louis Perrelet nacque il 9 gennaio 1729 a Le Locle.
Suo padre, Daniel Perrelet, era un agricoltore e carpentiere. Durante i mesi invernali costruiva utensili, alcuni dei quali erano estremamente raffinati e progettati per l'uso da parte degli orologiai. Fin dall'adolescenza, è stato naturale per Abraham-Louis seguire le orme del padre e lavorare nel campo dell’orologeria e non solo.
Ad Abraham-Louis Perrelet (nato nel 1729 a Le Locle) viene “solitamente” attribuita l’invenzione dell’orologio automatico. Utilizzo il termine “solitamente” poiché alcuni (a mio avviso soprattutto per ragioni campanilistiche) sollevano dubbi su tale attribuzione.

Ha inoltre innovato e perfezionato una serie di nuove soluzioni per migliorare il modo in cui gli orologi funzionavano. Divenne così il primo a Le Locle a produrre scappamenti a cilindro, scappamenti duplex, scappamenti a calendario perpetuo e scappamenti a equazione del tempo. Fu anche uno dei più apprezzati maestri orologiai del suo tempo ed anche Abraham-Louis Breguet collaborò nei suoi laboratori.

Nel 1777, il professor Horace-Bénédict de Saussure, uno dei fondatori della Société des Arts de Genève, intraprese un viaggio attraverso la regione di Neuchâtel per fare alcune indagini visitando i produttori e gli artigiani dell'orologeria. Egli informò la commissione che un certo signor Perrelet, orologiaio di Le Locle, aveva costruito un orologio speciale costruito in modo tale che si caricava automaticamente nella tasca di una persona solo con il movimento che faceva mentre camminava, e che funzionava per otto giorni.

Nei suoi appunti personali, de Saussure annotava: «... da lì siamo andati dal signor Perrelet, l'inventore dell'orologio che si carica da solo attraverso il movimento della persona che lo porta... Dovette rifare il primo modello perché non aveva installato un meccanismo di arresto e, in un'occasione, quando il meccanismo a carica automatica fu scosso troppo da un uomo che correva all'ufficio postale, si ruppe l'orologio… Perrelet ha ora integrato un efficace meccanismo di arresto. Ha avuto problemi a capire come farlo, ma adesso funziona».

Quanto a Frédéric-Samuel Osterwald, che ha contribuito alla redazione dell'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert, ha chiesto a Jacques-Louis Perrot notizie sull'industria orologiera dei Monti Neuchâtel. Quest'ultimo rispose così: «Gli orologi a moto perpetuo che sono stati inventati due o tre anni fa sulle nostre montagne hanno suscitato una notevole curiosità e hanno fatto molto di più che portare fama a queste parti; Si tratta di orologi più grandi del solito e a carica automatica: basta girare per la stanza più volte durante la giornata, bastano 8 minuti di camminata per caricarli per 24 ore...».

Alla corte di Versailles, l'abate di Parigi e Versailles, Joseph-Grellet Desprades, espresse un marcato interesse per questa invenzione, riguardo alla quale scrisse diciassette lettere al signor Osterwald.
Negli ultimi 100 anni, numerosi storici hanno studiato il ricco patrimonio dell'orologeria svizzera e ne hanno esaltato le origini. Hanno contribuito tanto a pubblicazioni specializzate quanto a marchi prestigiosi nella ricerca del loro passato e hanno reso omaggio ad Abraham-Louis Perrelet, riconoscendolo come l'inventore degli orologi automatici.
Alfred Chapuis nel libro "La Montre automatique ancienne, un siècle et demi d'histoire, 1770-1931" attribuisce la paternità del primo orologio automatico ad Abraham-Louis Perrelet.

Le ricerche fatte successivamente da Richard Watkins e riportate nel libro "The Origin of Selfwinding Watches 1773-1779" arricchiscono la ricostruzione e la ampliano. Riporto di seguito le ipotesi da lui formulate:
 
•   Perrelet fra il 1775 e il 1776 creò il suo primo orologio da tasca a carica automatica, usando un meccanismo con ricarica-laterale e probabilmente con scappamento a cilindro.
•   Abraham-Louis Breguet nel 1777 creò a Parigi un prototipo che aveva la ricarica-laterale, lo scappamento a verga e bariletti remontoir. Ma era troppo complesso e costoso per essere messo in produzione.
•   Louis Recordon nel 1779 detenne il brevetto per movimenti con ricarica-laterale, conoide e scappamento a verga.
•   Hubert Sarton a Liegi nel 1777 disegnò il movimento con rotore. Ovvero è stato il primo a realizzare un orologio automatico con gli stessi principi di funzionamento di quelli moderni, ideando la massa oscillante completamente libera di ruotare di 360º.

A mio avviso ne consegue che in senso stretto l’inventore del rotore centrale che è alla base degli orologi contemporanei automatici è stato Hubert Sarton. Se invece si considera il principio della ricarica automatica in senso ampio la paternità sarebbe da attribuire ad Abraham-Louis Perrelet.

Trovo molto interessante sottolineare che dopo l’invenzione del movimento di Hubert Sarton e del rotore centrale, nessuno adottò questa soluzione. Il mancato utilizzo è legato all’epoca in cui questa soluzione venne sviluppata, a quei tempi esistevano solo orologi da tasca e panciotto, i movimenti trasmessi agli orologi erano quelli “sali-scendi” dovuti alla camminata, alla corsa o all’andare a cavallo ed adatti ad un sistema di carica-laterale mentre la carica a rotore sarebbe stata inefficace (essendo un sistema invece adatto ai movimenti del polso che fino ad inizio ‘900 non esistevano).
L’invenzione di Sarton, pertanto, dovrà aspettare circa 150 anni prima di essere ripresa.

Louis Leroy nel 1922 fece i primi esperimenti sugli orologi da polso. In seguito, John Harwood realizzò un orologio da polso automatico a rotore centrale che venne commercializzato a partire dal 1925 e dal 1931 questa soluzione verrà adottata (con proprio brevetto) anche da Rolex.

Ritornando alla Maison Perrelet che è l’oggetto/soggetto della presentazione del mio acquisto, il nipote, Louis-Frédéric Perrelet (1781-1854), legò il suo nome a numerose invenzioni nel campo dell’orologeria e dopo l’apprendistato presso il nonno si stabilì a Parigi.
All'età di 21 anni, Louis-Frédéric entra a far parte del laboratorio di Abraham-Louis Breguet, dove perfeziona la formazione. Gli fu affidato il compito di formare orologiai, ma il suo crescente interesse per i settori legati all'astronomia, alla fisica ed alla matematica, lo portarono a concepire i cosiddetti orologi "astronomici". Non passò molto tempo prima che si affermasse come orologiaio indipendente, grazie a un orologio astronomico ideato nel 1815 e presentato all'Esposizione Universale di Parigi nel 1823.

È in questo periodo che Louis-Frédéric Perrelet fonda il proprio atelier in collaborazione con il figlio Louis. A quel tempo era all'apice della sua carriera ed integrato nella cerchia molto ristretta degli orologiai di talento. La sua fama di uomo di scienza si estendeva a tutte le corti d'Europa. Divenne orologiaio di tre re di Francia: Luigi XVIII, Carlo X e Luigi Filippo, oltre che di altre Corti Europee.
Nel 1827, in occasione dell'Esposizione Universale, presentò il suo eccezionale contatore di fisica e astronomia con una mano Fly-Back. Questo modello, per il quale ottenne ufficialmente un brevetto nel marzo 1828, gli valse la Medaglia dell'Accademia delle Scienze nel 1830.

Come prova onorifica della sua fama in Europa, Louis-Frédéric Perrelet, stimato per il suo talento e la sua perseveranza e per le numerose medaglie d'oro ricevute, fu elevato al rango di Cavaliere della Legion d'Onore nel 1834.
Il contatore cronografo con lancetta Fly-Back è attualmente esposto al Museo Patek Philippe di Ginevra. Conservato nelle migliori condizioni, rimarrà uno dei più bei pezzi di orologeria dell'epoca e una magnifica testimonianza di un periodo di creatività industriale, che fu incredibilmente produttiva.

Nel 1827 Louis-Frédéric Perrelet brevettò un contatore di precisione rattrappante.
Alla morte di Louis-Frédéric nel 1854, suo figlio Louis, anch'egli orologiaio del re, rilevò l'attività del padre e continuò la tradizione di famiglia. È quindi grazie ai discendenti, molti dei quali erano essi stessi orologiai, che la tradizione di Abraham-Louis Perrelet, detto «il vecchio», è sopravvissuta fino al XXI secolo. Oggi, il marchio Perrelet considera come una delle sue missioni più importanti quella di interpretare il ricco patrimonio del suo fondatore in modo moderno.
L’attuale Maison Perrelet è riconducibile al rilancio avvenuto nel 1995 da parte di due discendenti di altrettante importanti famiglie, Jean Perrelet (all’epoca responsabile della Audemars-Piguet) e Flavio Audemars, quarta generazione della famiglia che ha fondato la stessa Maison Audemars-Piguet.

Il modello di lancio fu il Dipteros 1777, che presenta il cosiddetto "doppio rotore" in cui oltre al “tradizionale” rotore presenta una massa oscillante anche sulla parte anteriore, visibile sul quadrante ed è collegato e perfettamente sincronizzato con un secondo, alloggiato sotto il meccanismo. Entrambe le masse forniscono energia al movimento. Originariamente progettato per evidenziare il fatto che fu Abraham-Louis Perrelet a inventare per primo un segnatempo a carica automatica, il Dipteros 1777 è diventato il primogenitore dell'attuale linea Turbine. 

Nel 2004 la Maison è stata ceduta al Gruppo Festina, nel quale conferiscono diversi marchi ed aziende che si occupano della produzione di tutti i microcomponenti dei calibri meccanici, compresi scappamenti, bilancieri e spirali, fra le quali Soprod, manifattura di movimenti alla quale è affidato lo sviluppo di calibri esclusivamente dedicati alla Perrelet e sulle specifiche da quest’ultima richieste.
Tutti gli orologi Perrelet sono dotati di movimenti automatici. La Maison non fa eccezioni a questa regola.

Fonti:
Alfred Chapuis "La Montre automatique ancienne, un siècle et demi d'histoire, 1770-1931"
Richard Watkins "The Origin of Selfwinding Watches 1773-1779"
Adjora
Giornale Orologi
World watch review
Masterhologer
Perrelet
escapementmagazine
laclessidra1945
timeandwatches
fratellowatch
watchuseek

38
Orologi e Co... / Re:Galleria di quadranti blu!
« il: Maggio 13, 2024, 10:42:03 am »
Louis Moinet Metropolis Magic Blue
Appero!
Ciao Roberto, benvenuto: sei partito con il botto!

Questo orologio merita una discussione un pelo più approfondita, con qualche foto sotto i raggi del sole..  ;)

Ciao Alfredo,

come da gentile richiesta posto un paio di immagini con il sole del mattino.  ;D

Bellissimo questo LM  :D :D

Ciao Gilberto, grazie.

Benvenuto! Bello vederti qui.  :D


39
Orologi e Co... / Re:Galleria di quadranti blu!
« il: Maggio 13, 2024, 04:23:54 am »
Louis Moinet Metropolis Magic Blue

Moine sta lassù in cima con i brand di super lusso.
Fosse per me starebbe sotto, ma ti faccio super complimenti!
Acquisto di cuore!!!

Ciao Federico,

grazie.

Conosco bene questa tabella, anche se ignoro chi l'abbia stilata.

Ovviamente da possessore di un LM fa piacere.

40
Orologi e Co... / Re:Galleria di quadranti blu!
« il: Maggio 11, 2024, 08:42:11 am »
Louis Moinet Metropolis Magic Blue
Appero!
Ciao Roberto, benvenuto: sei partito con il botto!

Questo orologio merita una discussione un pelo più approfondita, con qualche foto sotto i raggi del sole..  ;)

Ciao Alfredo,

come da gentile richiesta posto un paio di immagini con il sole del mattino.  ;D

41
Orologi e Co... / Re:Galleria di quadranti blu!
« il: Maggio 09, 2024, 22:12:15 pm »
Louis Moinet Metropolis Magic Blue

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